Il NARRATORE DI STORIE

Prima di iniziare ho bisogno e voglio dire solo una cosa, grazie Rita per avermi fatto piangere dall’inizio alla fine del libro.

« sono Trinity Sanders. Benvenuto a casa mia.» 

L’introduzione della storia presenta l’arrivo di Acher nella dimora di Trinity, accolto dalla decisione della madre di ospitarlo. Trinity accoglie il nuovo ospite presentandosi con un abbigliamento trasandato, evidenziando un atteggiamento di familiarità e comfort che, in certe circostanze, mi ha suscitato una personale identificazione con il personaggio.

Non uscivo neppure per andare al cinema, figuriamoci se mi fossi agghindata per rimanere a casa.

Acher però non vorrebbe essere lì e Trinity non lo vuole nella sua casa

Tra alti e bassi, i due protagonisti si ritrovano a dover convivere con qualcosa di più grande di loro.

La scena del tetto… non voglio spoilerare troppo ma il mio cuore non è riuscita a reggere quel capitolo.

TRINITY

Trinity si confronta con il dolore della perdita del padre, un dolore condiviso in virtù della passione condivisa per gli anni ’80, soprattutto per la musica, elemento centrale e significativo all’interno del contesto narrativo del libro. La musica rappresenta un potente legame interpersonale, capace di trasportare gli individui oltre le barriere del tempo e dello spazio, connotando un’importanza emotiva e simbolica fondamentale nel tessuto stesso della narrazione.

Al raggiungimento dei sedici anni, il padre di Trinity le da in dono una Mercury Eight, un gesto che oltrepassa il significato di un regalo materiale in un legame emotivo profondo. Trovandomi in una situazione simile a quella di Trinity, ho attraversato la dolorosa perdita di una figura fondamentale nella mia vita e no, questo romanzo non è una cura ma ti fa sentire compresa.

È spesso diffuso che le persone esterne trovino difficile comprendere appieno la complessità e l’intensità del dolore legato a una tale perdita.

«Avevi bisogno di vivere il tuo dolore e lasciare il mondo fuori. È stato giusto così. »

ACHER

Fin dall’inizio, Acher ha manifestato un indiscutibile fascino insieme alla sua intrinseca riservatezza e natura schiva, costantemente accompagnate da una pervasiva sicurezza interiore.

La sua abilità nel fungere da punto di riferimento durante momenti di difficoltà, conferisce ad Acher un’aura di enigmaticità.

La percezione che si può derivare da questa caratterizzazione è quella di un personaggio che si erge come una figura magnetica e affascinante, capace di instaurare un legame emozionale profondo con coloro che seguono la sua storia attraverso le pagine del libro.

Difatti attraverso le pagine, ho avvertito come detto precedentemente, una profonda sensazione di comprensione e coinvolgimento, come se fossi avvolta in un abbraccio empatico. I protagonisti, Trinity e Acher, si delineano come figure di straordinaria forza, trasmettendo emozioni così vive dove il lettore può facilmente immedesimarsi nelle loro esperienze fin dalle prime pagine. La capacità della narrazione di suscitare un tale coinvolgimento ha reso il percorso dei personaggi non solo tangibile ma estremamente reale, consentendo di percepire e vivere le loro emozioni

Seafolk era una comunissima cittadina della Virginia, situata tra un’insenatura e una catena montuosa.

In conclusione, Rita Nardi si distingue ancora una volta come una narratrice di eccezionale talento. Con una maestria e dolcezza narrativa che incanta e cattura l’immaginazione, l’autrice dipinge un affresco emotivo intenso e coinvolgente.

L’intreccio tra i protagonisti, Trinity e Acher, rivela un percorso di conflitti interiori, esplorando la complessità delle emozioni umane con una profondità sorprendente.

A tal proposito Rita Nardi affronta con grazia e sensibilità la dolorosa ricerca di speranza e comprensione in un contesto dove le cicatrici del passato si scontrano con il presente.

La storia d’amore tra i due diventa il catalizzatore di una narrazione che tocca corde emotive profonde, offrendo al lettore un viaggio avvincente e coinvolgente attraverso le sfumature della sofferenza e della guarigione.

Desidero sottolineare che, Rita è Arte. Oltre alla nostra collaborazione, ho avuto il privilegio di conoscere Rita personalmente e di avere il piacere di partecipare a una diretta con lei dopo la pubblicazione del suo primo libro.

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