Baldur’s Gate 3: Da gioco di nicchia a Game of the Year

Il GdR di D&D prodotto da Larian Studios ha saputo conquistare i giocatori anche più scettici.
Come ha fatto ad imporsi così tanto nel panorama videoludico nonostante il genere reputato “di nicchia”? Cosa lo rende diverso da altri prodotti simili e gli ha permesso di emergere anche tra l’utenza abituata a prodotti più diffusi?
Andiamo a scoprirlo per gradi.

Il 2023 è stato un anno ricco di uscite importanti e piccole sorprese per quanto riguarda il panorama videoludico: a partire da Diablo IV e Final Fantasy XVI fino ad arrivare a Starfield e Spider-Man 2 passando per Atomic Heart e Resident Evil 4 Remake chiunque fosse in possesso di una piattaforma su cui giocare ha potuto passare centinaia di ore piacevoli grazie a prodotti di qualità.

Ma ce n’è uno che tra tutti è spiccato, anche un po’ a sorpresa vista la scarsa campagna pubblicitaria a suo favore. Questo titolo è proprio Baldur’s Gate 3 che, nel giro di pochi mesi, è riuscito a riscuotere successo globalmente e a portarsi a casa il premio più ambito dell’anno: il Game of the Year.

Il team di Larian Studios ritira il Game of the Year Awards durante la cerimonia dei TGA 2023

Il passo per arrivare all’ambita statuetta non era scontato: dopotutto Divinity: Original Sin 2 (il loro precedente lavoro) era stato sviluppato da poco più di 100 persone, finanziato tramite una campagna su Kickstarter arrivando sul mercato nel 2017 e lasciando una grossa fetta di videogiocatori per lo più indifferente, nonostante abbia spiccato nel suo genere.
Ma si sa, chi si ferma è perduto. Perciò subito dopo il lancio di Divinity parte Project Gustav (il nome iniziale di Baldur’s Gate 3), con uno sviluppo di ben 6 anni di cui 3 passati in Early Access su PC e Google Stadia (sviluppo poi andato in fumo vista la chiusura della piattaforma di cloud gaming) ma anche questi passati totalmente in sordina.
Questi 3 anni di Early Access sono stati di vitale importanza per lo sviluppo finale del videogioco in quanto, cosa non scontata, Larian Studios ha dato molta importanza ai feedback dei giocatori andando a rifinire e migliorare l’esperienza nel corso dello sviluppo.

Sin dal 3 agosto 2023, giorno del lancio del gioco, Baldur’s Gate 3 ha saputo conquistare il cuore di pubblico e critica grazie a un’esperienza ruolistica che, seppur vecchio stampo, è riuscita a dimostrare quanto questo genere può offrire con una qualità ad un livello mai visto prima. Da qui, il fenomeno Baldur’s Gate 3 è letteralmente esploso diventando uno dei pochi giochi a mettere d’accordo videogiocatori e critica dimostrando che i GdR a turni vecchio stile hanno ancora molto da dare.
Ed è con queste premesse, aggiunte ad una qualità narrativa e di doppiaggio molto alta ed una libertà assoluta nell’esperienza di gioco, che l’8 dicembre 2023 riesce a portarsi a casa il Game of the Year Award superando giochi del calibro di Spider-Man 2, Alan Wake 2, Super Mario Bros. Wonder, The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom e Resident Evil 4 Remake.

Genesi di un nuovo classico

Una premessa fondamentale per arrivare a parlare di Baldur’s Gate 3 (o più in generale del franchise) e del perché ha avuto così tanto impatto sul mondo del gaming è quella sul suo genere: il GdR a turni.

A quasi chiunque nella propria vita sarà capitato almeno una volta di sentir parlare di Dungeons & Dragons. Nel famosissimo gioco di ruolo ogni giocatore interpreta un personaggio che, grazie alla guida di un altro giocatore (detto Dungeon Master), vedrà realizzarsi – oppure no – ogni sua azione grazie al tiro di dadi. Ogni tiro di dado viene influenzato dalle statistiche scelte per il proprio personaggio (per esempio quanti punti destinare ai parametri di forza o destrezza) e determina l’esito delle azioni da svolgere (che può essere letteralmente qualsiasi).

Proprio come la loro controparte cartacea, i videogiochi di ruolo si riconoscono grazie ad una struttura di gioco che permette un’ampia libertà di azione sia nelle scelte narrative sia nella creazione e sviluppo del proprio alter ego. Esistono diverse tipologie di GdR e Baldur’s Gate 3 trova casa in quello che viene definito CRPG (dall’inglese Classic Role-Play Game) dove abbiamo una visuale isometrica e i combattimenti si svolgono a turni o sono comunque caratterizzati da una forte componente strategica. Baldur’s Gate 3 non solo ha queste caratteristiche ma fa anche sua la casualità tipica del lancio dei dadi di un classico D&D.

Ma se il successo di Baldur’s Gate 3 è dovuto al lavoro di Larian Studios ed è arrivato a distanza di 23 anni dal secondo capitolo la domanda che nasce spontanea è una sola: e i capitoli precedenti?

La serie di Baldur’s Gate vede la luce a fine anni ’90 grazie al lavoro di BioWare (oggi famosa per le serie di Mass Effect e Dragon Age) che, grazie alla licenza di Dungeons & Dragons, riesce ad inserire la serie videoludica nell’ambientazione dei Forgotten Realms del suddetto gioco di ruolo. Il successo del videogame è stato immediato incontrando fin da subito l’approvazione della critica e ricevendo diversi riconoscimenti. Successo talmente grande da far dedicare tempo e denaro del team di sviluppo per un capitolo successivo (Baldur’s Gate 2: Shadows of Amn), pubblicato nel 2000 ed anch’esso di enorme successo.

Schermata di gioco di Baldur’s Gate: Enhanced Edition

Da quel momento in poi il futuro del franchise è diventato incerto a causa di problemi legati proprio alla licenza e al suo passaggio finché sviluppatori e giocatori avevano rinunciato al sogno di veder nascere un terzo capitolo. Nessuno si sarebbe aspettato che proprio Larian, appena scampata al fallimento grazie a Divinity: Original Sin 2, riuscisse nell’impresa di ottenere i diritti per poter dar nuova vita al brand. Il suo sviluppo è stato molto lungo ed è riuscito anche a superare la chiusura di Google Stadia, piattaforma di cloud gaming su cui era stato annunciato per la prima volta il progetto proprio durante la presentazione della stessa.
Nel 2020 viene rilasciato in Accesso Anticipato su PC, dove in tre anni sono riusciti a dare forma finale al gioco come lo conosciamo oggi anche grazie ai suggerimenti della community che ha premiato lo stile comunicativo sempre chiaro e ironico non venendo mai meno alla sincera passione e coinvolgimento che contraddistingue lo studio.

Shaking the industry, quaking reality: Larian lo stai facendo bene

L’industria videoludica è stata letteralmente scombussolata dall’uscita di Baldur’s Gate 3 e non sempre in modo positivo (addirittura alcune polemiche hanno visto la luce ancor prima della sua effettiva uscita). Sono infatti molte le figure di spicco dell’industria che, un po’ con ragione e un po’ per mettere le mani avanti, hanno chiesto all’utenza di “non considerare Baldur’s Gate 3 come un nuovo standard”. Questa richiesta è arrivata proprio a seguito dell’elevata cura dedicatavi e alla quantità di risorse e libertà di cui hanno potuto godere. Infatti a Baldur’s Gate 3 ci hanno lavorato circa 400 persone che a detta di James Berg (senior technical program manager for accessibility di Xbox) “equivale a quello di tre altri grossi giochi di ruolo combinati” e non avendo un’altra azienda come publisher alle spalle si sono potuti gestire le scadenze internamente evitando inutili pressioni che potessero portare ad uno sviluppo frettoloso (come, per esempio, è successo a CD Projekt RED con Cyberpunk 2077).
Si può quasi dire che alcuni sviluppatori sono stati intimoriti dal grande lavoro di Larian. Difatti Baldur’s Gate 3 è un gioco fatto e finito che, al netto dei prodotti odierni, non è una cosa così scontata; ormai noi videogiocatori abbiamo fatto “il callo” a vedere quantità infinite di aggiornamenti per aggiungere elementi che avrebbero dovuto essere presenti al lancio del gioco. Per non parlare di contenuti, per lo più estetici, venduti a parte tramite microtransazioni o tramite battle pass, dove alcuni oggetti (come armi, armature, ecc.) viene sbloccata solo ed esclusivamente tramite il pagamento dello stesso, o addirittura parti interamente tagliate dei giochi che vengono vendute a parte sotto forma di DLC. Ecco, per Baldur’s Gate 3 tutto questo potete anche dimenticarvelo. All’uscita dall’Accesso Anticipato il gioco era pronto e fruibile da tutti allo stesso modo. Con questo non voglio dire che è esente da aggiornamenti ma che gli stessi vanno ad ampliare l’esperienza che offre piuttosto che mettere una pezza a problematiche e/o carenze.

Astarion, il personaggio più amato di Baldur’s Gate 3

Se tutte queste cose hanno fatto tremare l’industria, per i giocatori sono tutti fattori che hanno aiutato il gioco a far breccia nel loro cuore. Ma non sono solo questi fattori. Uno dei motivi principali per cui questo gioco è stato così acclamato è sicuramente Astarion. Scherzo, ma non troppo. Una cosa che spicca sicuramente di Baldur’s Gate 3 sono i personaggi così ben scritti e pieni di carisma che riescono a farsi voler bene (o odiare, a seconda del loro ruolo e della vostra preferenza). Personaggi che sono unici nel loro genere avendo ognuno il proprio voice actor, cosa inusuale per un gioco di questo genere che si tratti di un RPG o un CRPG (ma anche in altre tipologie di videogiochi non è raro sentire la stessa voce riciclata per più personaggi).O ancora le animazioni dei personaggi che sono registrate tramite motion capture, cosa decisamente insolita per questo genere di produzione. Per non parlare della varietà di linee di dialogo presenti che rendono l’esperienza non solo nettamente più piacevole ma anche più variegata al netto di una rigiocabilità pressoché infinita (e diciamocelo, se gioco 10 volte a Skyrim mi sentirò dire per almeno 3 volte in ogni partita “un tempo anch’io ero un avventuriero”) e con la quasi totale assenza di ripetività che porta, a conti fatti, ad avere ogni volta una storia diversa e questo lo si può notare anche dall’enorme numero di epiloghi che si possono avere.
Sicuramente rispetta la promessa che ogni GdR dovrebbe mantenere dato che in Baldur’s Gate 3 ogni scelta, ogni missione, ogni caratteristica intrinseca del personaggio che abbiamo creato e ogni azione ha un effetto tangibile sul mondo di gioco.

Non è solo grazie alla sua qualità altissima e il suo riportare alla ribalta un genere abbandonato dai più che ha conquistato i videogiocatori. Parte del suo successo lo deve anche alla sua accessibilità che lo rende appetibile anche ai giocatori che non hanno mai toccato un RPG. Lo dimostra il fatto che nel periodo successivo al lancio su PC ha venduto una quantità enorme di copie (circa 6 milioni) ed è stato il gioco più preordinato su PlayStation 5 rompendo di fatto quella barriera (anche un po’ autoimposta) che vedeva i CRPG come dei giochi di nicchia.
Ciliegina sulla torta? La possibilità di giocare tutto il gioco sia online con i propri amici che in Co-op locale dando la possibilità di divertirsi anche a chi vuole giocare con un amico invitato a casa la sera o, perché no, con la famiglia, cosa che nei videogiochi moderni è quasi del tutto scomparsa.

Non c’è dubbio che ormai Baldur’s Gate 3 è da considerarsi un vero e proprio classico contemporaneo alla portata di tutti, anche i più neofiti.

Vi ricordiamo che Baldur’s Gate 3 è disponibile su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S e non mi resta che augurarvi buon divertimento, ci vediamo tra almeno 100 ore.

A cura di: Ilia

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