In occasione dell’uscita della quarta stagione di True Detective ripercorriamo la storia di questa meravigliosa serie TV thriller antologica iniziando ad analizzare la prima stagione.
True Detective nasce da Nic Pizzolatto (classe 1975) e debutta sul canale HBO il 12 gennaio 2014 venendo apprezzata fin da subito da pubblico e critica. La prima stagione è composta da 8 episodi tutti diretti da Cary Joji Fukunaga (No Time To Die).
La narrazione segue due distinte linee temporali: il 1995 e il 2012. Nel 1995 viene ritrovato il cadavere di Dora Lange. La donna ha le mani legate, gli occhi bendati ed è nuda. Sulla schiena vi è disegnata una specie di spirale mentre sulla testa sono state poste due corna di cervo. Ad indagare su questo caso sono due agenti Martin Hart (Woody Harrelson) e Rustin Cohle (Matthew McConaughey).
Nel 2012 Martin e Rustin vengono convocati in centrale per parlare del caso di Dora Lange con due nuovi agenti i quali sospettano che il loro caso sia collegato con quello del ’95.

L’aspetto che colpisce maggiormente sono i personaggi, soprattutto i due protagonisti e le loro interazioni. Rustin, detto Rust (ruggine in inglese), è un agente appena trasferito in Louisiana. È una persona solitaria, anticonformista che risulta spigolosa e ruvida come la ruggine. A causa dei suoi traumi passati ha avuto problemi di droga e ha una visione cinica e nichilista della vita. A mani basse è uno dei personaggi più carismatici e magnetici che si siano visti sul piccolo schermo.
Marty al contrario è un perbenista borghese religioso e ha una famiglia a cui badare. Si considera un tipo normale, ma alla fine vengono a galla tutte le sue contraddizioni e le sue debolezze.
Entrambi, con i loro pregi e i loro difetti, sono personaggi umani e riescono a trascinanare lo spettatore nelle loro vite incasinate.
Gli attori hanno interpretato magistralmente i loro ruoli e sono stati bravissimi a dare credibilità a certi dialoghi che forse non ci saremmo aspettati da due poliziotti. Questa bravura è stata riconosciuta anche dalla critica, infatti tra le dodici candidature agli Emmy del 2014 ci sono quella a miglior casting per una serie drammatica (vinto) e quella al miglior attore protagonista in una serie televisiva drammatica sia a Matthew McConaughey che a Woody Harrelson. Nel 2015 McConaughey e Harrelson vengono candidati entrambi ai SAG Awards nella categoria miglior attore in una serie televisiva drammatica e insieme a Michelle Monaghan ai Golden Globe dello stesso anno.
A mano a mano che la storia procede, i personaggi prendono forma e prende forma anche lo stato della Louisiana. Un posto arido e afoso, pieno di gente che vive ai margini della società in condizioni luride. La sporcizia viene accentuata dal sudore dei personaggi e dalla fotografia che dà una tonalità grigia a volte tende ad una tonalità più calda, quasi giallognola.
Non solo la fotografia è degna di nota. Tutto il comparto tecnico lo è. A differenza di altre serie TV e banalmente anche delle stagioni successive, dietro la macchina da presa c’è un solo uomo, Cary Joji Fukunaga, che ha saputo dare alla stagione una grossa impronta autoriale. Basti pensare a un piano sequenza girato nel quarto episodio che farà scuola non solo al mondo televisivo, ma anche a quello cinematografico.

Sempre agli Emmy del 2014 Fukunaga vinse il premio alla miglior regia per una serie televisiva drammatica mentre Affonso Goncalves fu candidato al miglior montaggio video per una serie single-camera per il quarto episodio.
La colonna sonora, soprattutto ad inizio stagione, è principalmente composta da suoni ambientali. Successivamente vengono selezionate solo delle piccole parti di brani strumentali e di gospel che si amalgamano bene con il video. Un plauso va anche alla sigla. “Far From Any Road”, il brano del gruppo The Handsome Family è perfetto e le immagini color seppia che si susseguono rimandano subito alle atmosfere della stagione.
Tutto questo è semplicemente l’aspetto tecnico di una grandiosa serie TV, ma la prima stagione di True Detective è ricca di riflessioni sulla realtà che circonda i protagonisti. La caccia al killer è un pretesto per parlare di vita, religione, orrore e potere.
Se cercate una stagione organica, con dei bei dialoghi profondi, intrigante e capace di suscitare pensieri ed emozioni la prima stagione di True Detective è ciò che fa al caso vostro. Potete recuperarla su NOW e su Sky.
