
Possono due persone così diverse ritrovarsi? Possono due anime pure confrontarsi con il mondo circostante? Possono due persone con la loro bontà, conoscere la vera cattiveria nel mondo? Possono le persone chiudersi in sé stessi, affrontare la vita e le delusioni in modo diverso?
La risposta è sì. Lo fa capire «Fragile Scintille – di Francesca Ventura» edito Garzanti editore. Questo libro è dolcezza pura. Questo libro è fragilità, forza e coraggio. Questo libro è amore. È un libro che ti colpisce fin da subito, un libro che non puoi fare a meno di non amare. Un libro che ha di tutto e di più, che ci fa capire quanto mostrare le nostre fragilità a volte, ci aiuta. Che ci fa capire quanto le persone ci possano cambiare nel bene e nel male, quanto il nostro passato ci influenzi e influenzi le nostre scelte nel presente.
«La sera stessa, rannicchiata sulla sedia con le ginocchia al petto, lessi uno dei libri più belli di quell’inverno. Parlava di rivincita, di cose importanti, di quanto è fragile la natura umana. Allora, dopo averlo riposto nella libreria, guardai il cielo fuori dalla stanza. Era macchiato da nuvole rossastre, spente, aveva perso tutte le sue stelle. Provai una profonda malinconia, ma il cielo, a guardarlo da soli, non è mai tanto bello.»
Bice e Kento. Due anime pure. Due persone così vere, così sincere, due persone che si incontreranno e da questo incontro nascerà di più. Ho amato il modo in cui tra loro ci siano queste «fragili scintille», che poi diventeranno sempre più forti. Ho amato il loro carattere, la loro personalità. Ho amato la pazienza di Kento nei confronti di Bice, ho amato Bice e la sua corazza, perché mi sono rivista in lei. Ho amato tutto. Ho amato come si capiscano entrambi, come riescano a capirsi con un solo sguardo. Come si completino e si riconoscano. Come si conoscono e con i loro tempi facciano chiarezza con loro stessi
«Hai incontrato molte persone sbagliate nella vita, va bene. Ma tu che leggi tanti libri, non credi che questo pensiero sia un po’ limitato? Non deve per forza fare così schifo. Anzi, i momenti belli sono talmente forti da cancellare tutto il peggio di una relazione romantica. Non tutti sono come i tuoi compagni di liceo, Bice. Non tutti sono come Nico.»
Ho amato come ci siano termini Giapponesi, che sono in contrapposizione all’Italia, Firenze, città della cultura, dove è ambientata la storia. Ed ho amato come si uniscano la cultura italiana e quella giapponese. Come si mischino due storie così simili ma anche così diverse. Come Bice e Kento riescano a fidarsi l’uno dell’altro, ad aprirsi, e come la storia ti prenda fin da subito. E come sia molto reale, perché alla fine ognuno di noi può essere Bice e ognuno di noi avrà incontrato persone sbagliate nella vita purtroppo ma l’importante è crederci sempre.
Kiki jozu wa hanashi jozu.
Altra cosa che ho apprezzato particolarmente è stato il fatto che venga dato spazio ai personaggi secondari, che sono funzionali per la trama, e quindi non posso non consigliarvi il libro!

