Se vi dicessi che in futuro la violenza dell’essere umano genererà dei mostri, ci credereste?
Creature delle tenebre, talmente spaventose e crudeli, in grado di dividere città e mettere gli esseri umani gli uni contro gli altri. È proprio questo il mondo a cui la scrittrice statunitense Victoria Schwab ha dato vita.
Siamo a Verity City, una città che per anni è stata soggetta ad efferati crimini e indicibili violenze che hanno portato alla creazione di veri e propri mostri. Tra questi ci sono i Corsai e i Malchai, il cui unico scopo è nutrirsi di carne e sangue umani, e i Sunai, degli angeli vendicatori che si nutrono delle anime di chi ha commesso crimini.
Dopo una brutale guerra civile, Verity City è stata divisa in due parti. A North City governa Callum Harker, un uomo potente, sceso a patti con i mostri, che controlla la sua parte di città attraverso il terrore. A South City c’è Henry Flynn, un dottore che guida la FTF, una Task Force che protegge le persone dai mostri.
Protagonisti di questa storia, sono proprio i figli degli uomini più potenti di Verity City: Kate Harker, una ragazzina che vuole dimostrare al padre di essere un mostro come lui, e August Flynn un Sunai che vorrebbe soltanto essere un uomo.
Questo canto selvaggio: due nemici costretti a unire le forze per sopravvivere
Kate e August si incontrano per la prima volta alla Colton Accademy nella North City.
Temendo che Callum Harker voglia rompere la precaria alleanza tra North e South City, August viene mandato dalla FTF sotto copertura come studente alla Colton Accademy per avvicinarsi a Kate, nella speranza di acquisire informazioni utili alla missione.
Una missione che verrà ben presto accantonata quando un pomeriggio, a lezioni finite, Kate viene attaccata da dei Malchai. A quel punto August è costretto a intervenire per proteggere la ragazza, rivelando così la sua vera natura di Sunai.
È qui che la storia entra nel clou dell’azione, con Kate e August che si alleano per scoprire perché alcuni mostri si sono ribellati a Callum Harker. Entrambi i protagonisti sono così costretti a scappare: la natura di Sunai di August è stata scoperta e Kate è nel mirino dei Malchai che la vogliono uccidere.
Ed ecco che due acerrimi nemici, costretti ad essere rivali a causa delle loro famiglie, si ritrovano ad unire le forze e a combattere insieme per salvarsi.
Questo oscuro duetto: una conclusione per la città dei mostri
Se si poteva pensare a una sorta di auto conclusione in Questo canto selvaggio, ecco che chi ha letto il libro, come la sottoscritta, sa bene che era necessaria una fine. Specie dopo aver sviluppato una malsana ossessione sul sapere che fine avessero fatto August e Kate dopo quel finale che, ahimè, un po’ di amaro in bocca l’aveva lasciato.
L’ultimo volume di questa saga vuole mettere fine alla guerra civile di Verity City. Dopo le dinamiche del primo volume, la città versa nel caos totale: Callum Harker non c’è più e North City è totalmente in balia dei mostri. Mentre a South City August lavora per la FTF, con lo scopo di proteggere sempre più persone, Kate si trova a Prosperity City dove va a caccia di nuovi mostri che hanno cominciato ad apparire in città.
Ed è proprio a Prosperity che Kate si imbatte in un nuovo tipo di mostro, qualcosa di molto pericoloso che ha intenzione di andare a Verity City. Kate è così costretta a tornare nella sua città natale per avvertire August.
I due protagonisti si trovano ancora una volta a combattere insieme per evitare che Verity City cada per mano dei mostri.

I veri mostri siamo noi
Questa dilogia ti consuma dentro, un po’ come un Sunai quando comincia a prosciugarti l’anima sulle note di una canzone ancestrale e ammaliante.
Con un’ambientazione ben studiata e personaggi ben caratterizzati, la Schwab ha creato un mondo unico nel suo genere e che porta il lettore a riflettere. Riflettere su una storia dove i veri protagonisti sono i mostri.
L’uomo è il vero mostro
Credo che sia questo il vero messaggio che si può estrapolare dalle pagine. Perché è a causa delle violenze commesse dall’essere umano che sono nati i mostri, cosa che ci viene spiegata molto bene già dalle prime pagine. Tuttavia, è soltanto nel secondo libro della dilogia de I Mostri di Verity che si capiscono davvero quali siano le mostruosità che l’uomo può fare quando è disperato e impaurito. Ce lo raccontano bene alcuni civili di North City che, pur di non morire per mano di qualche mostro, decidono di mettersi alla mercé dei Malchai, lasciandosi marchiare e schiavizzare.
Questo concetto di uomo-mostro è poi affrontato molto bene nel personaggio di August (a mani basse il mio personaggio preferito della dilogia).
Nonostante sia un mostro, generato da un atto particolarmente violento compiuto dagli esseri umani, August combatte per molto tempo la sua natura.
August è un mostro che vuole soltanto essere un uomo.
Non tutti i mostri sono cattivi
Se August cerca disperatamente di essere più umano possibile, Kate invece fa l’esatto opposto. Per molto tempo la ragazza vuole dimostrare di essere un mostro per poter stare accanto al padre. Tuttavia è proprio grazie ad August che Kate si renderà conto di essere una persona buona e non il mostro cattivo che pensava. In questo senso Kate avrà uno sviluppo a trecento sessanta gradi nel corso della storia e il climax della sua evoluzione la si vede proprio nelle pagine finali dell’ultimo libro.
Il personaggio di Kate è forse quello che si sacrifica di più per il bene della città. Non a caso abbandona Prosperity per salvare Verity dall’arrivo di un mostro molto più subdolo e potente. Inoltre, è sempre Kate che, con la sua presenza, riesce a permettere ad August di non abbandonare mai del tutto il suo lato umano.
Dettagli sull’opera e l’autore
Victoria Schwab è cresciuta a Nashville, nel Tennessee e ha vissuto in diverse città tra cui St. Louis, Brooklyn, Liverpool ed Edimburgo.
Oltre alla dilogia I mostri di Verity ha scritto le serie The Archived, Everyday Angels e la trilogia Cassidy Blake. Ha poi scritto altri libri sotto il nome Victoria E. Schwab.
Per l’uscita del secondo e ultimo capitolo delle avventure di August e Kate si è dovuto attendere per ben tre anni. Dopo una prima pubblicazione di Questo canto selvaggio nel 2017, vi è stata una ripubblicazione con tanto di cambio copertina (personalmente trovavo molto più bella la prima) e nel 2020 è uscito l’ultimo libro pubblicato in Italia sempre da Giunti Editore.
I diritti cinematografici per Questo canto selvaggio sono stati acquisiti da Sony.
Althea Amato
