Recensione de “I giovani amanti”: dal 14 febbraio su IWONDERFULL

In occasione di San Valentino, IWONDERFULL ci regala un’avventura romantica fuori dagli schemi con “I Giovani Amanti“. Una storia d’amore atipica, diretta con maestria da Carine Tardieu, che si snoda attraverso il tempo, sfidando gli stereotipi legati all’età e ai convenzionalismi sociali.

Il film inizia come un delicato balletto tra il passato e il presente, con Shana, interpretata magistralmente dalla sempre affascinante Fanny Ardant, e Pierre, incarnato da Melvil Poupaud. Quindici anni dopo il loro primo incontro, i destini di questi due personaggi si intrecciano nuovamente in una storia d’amore sorprendente. La trama si sviluppa attorno al riscatto fisico ed emotivo delle donne mature, esplorando la loro voglia e diritto a una piena vita affettiva ed erotica.

Il film tocca corde sensibili fin dall’inizio, catturando l’attenzione degli spettatori. La trama, che si svolge in modo tanto delicato tanto lento, si concentra sull’intensa relazione tra Shauna e Pierre. Shauna, una settantenne che, dopo un lungo periodo di separazione, ritrova un medico trentenne, Pierre, gettando le basi per una storia d’amore che metterà a dura prova gli equilibri delle loro vite.

Nella regia di Carine Tardieu, affiancata dagli sceneggiatori Agnés de Sacy e Raphaële Moussafir, si avverte un’omaggio al cinema di Claude Lelouch nella capacità di rendere tangibili i sottintesi emotivi e psicologici dei suoi personaggi. La regista esplora i silenzi e le incertezze, svelando aspetti nascosti dei protagonisti e dei loro sentimenti. Quest’attenzione ai dettagli permette di dipingere ritratti credibili e complessi, conferendo a Shauna una profondità autentica e sfaccettata.

Tuttavia, il terzo atto del film prende una piega melodrammatica, portando alla luce le tensioni non espresse in modo più diretto e, a tratti, convenzionale. Pur potendo apparire come una conclusione tradizionale, questa scelta comporta un cambiamento significativo nel tono della pellicola, allontanandosi in parte dalla subtilitas apprezzata in precedenza. I sussurri emotivi cedono il passo a un melodramma che, seppur incisivo in alcuni momenti, rischia di compromettere la precisione stessa della regia.

Il film, nonostante il suo momento critico, merita comunque l’attenzione del pubblico. Fanny Ardant si erge come un’indiscussa protagonista, dominando la scena con la sua interpretazione magistrale e affrontando con destrezza le fragilità e le incertezze del personaggio di Shauna. Melvil Poupaud, immerso in una parte di maggiore complessità, si impegna a fronteggiare le sfide narrative imposte dalla variazione tonale del film.

“I Giovani Amanti” offre uno sguardo nuovo sulla lotta di una donna matura contro una società che stigmatizza la sua intimità. Tuttavia, la scelta narrativa finale potrebbe generare disaccordi, poiché ribalta in modo arbitrario il peso dei personaggi. Nonostante ciò, il film rappresenta un audace tentativo di esplorare il desiderio e la passione al di là dei limiti imposti dalla società. La sua visione è consigliata a coloro che cercano una storia d’amore al di fuori degli schemi convenzionali.

A cura di: Ale_opinionerd

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