Studio Cabana di Uma Agri

Nuovo titolo in casa J-Pop che è arrivato sugli scaffali questi 7 febbraio e per presentarcelo l’editore dice: 

Yukari Maki è una liceale molto seria e diligente, al contrario del suo compagno di classe Yusuke Kusaka che invece ha una fama da vero e proprio delinquente. Quando, un giorno, la ragazza vede entrare Yusuke nello studio musicale “Cabana”, si insospettisce e, incuriosita, lo segue. Non appena Yukari sente il giovane cantare una canzone d’amore, con una splendida e toccante voce a metà tra dolcezza e malinconia, ne rimane tanto sorpresa quanto affascinata: è la scintilla di un amore. Sarà per i due ragazzi l’inizio di una storia appassionata e felice o di un’esperienza dolorosa e triste quanto la canzone che ha sciolto il cuore di Yukari?

Lei brava ragazza, lui apparentemente cattivo ragazza (ma il lettore è sempre pronto a ricredersi, ovviamente) che è pure un cantante, quanto potrà mai essere struggente una storia che non sembra promettere nulla di particolarmente nuovo? Tanto.

Inaspettatamente ci siamo trovati tra le mani un manga su cui il primo pensiero che si riesce a formulare dopo “ma sono io” è che non romanticizza l’amore.

Maki è un condensato di genuinità, quasi d’innocenza, e di bontà. E’ la persona che si rifiuta di credere alle voci di corridoio, che s’impunta a voler vedere il buono anche in una persona come Yusuke e che nonostante lui non rinunci mai ai propri modi ostili e burberi si rifiuta di lasciarlo indietro e di permettergli di fallire a scuola. La scoperta del lato artistico di Yusuke, che in qualche modo dovrebbe fungere da garante del fatto che in realtà sia una brava persona, è la goccia che fa traboccare il vaso e Maki si scopre innamorata.

Quello di Maki è un comportamento che all’inizio può sembrare dolce e divertente, ma si inizia subito a provare un senso di disagio. La strada che imbocca la narrazione fa sorgere delle domande: ma tutto questo è salutare per Maki? ci sono delle basi reali per scoprirsi innamorata? cos’ha fatto effettivamente Yusuke per meritarsi questo sentimento? cosa sa realmente di lui? Maki non sa nulla di vero o significativo di lui e Yusuke da lato suo non fa nulla di concreto per meritarsi tutto questo.
Già in questo primo volume ci sono dei passaggi che portano il lettore a pensare che effettivamente Yusuke si meriti di essere amato, che molto probabilmente lui sia una persona d’oro la quale è stata portata da qualche evento a costruire questi muri intorno a se stesso. Questo però non basta per far tacere quel grillo nella nostra testa e non perché siamo persone estremamente razionali, ma perché è questo l’obiettivo del manga stesso: farci rimanere oggettivi. Mettendo su carta la rappresentazione dell’amore molto naive di Maki, Studio Cabana incita tutte quelle persone che si ritrovano in lei ad aprire gli occhi e ad autoanalizzarsi. 

Parlando dei disegni, è sbalorditivo il modo in cui riescono a catturare e rappresentare le emozioni dei personaggi e l’aura che li circonda. Se ci si ritrova in Maki a tratti sembra quasi di guardarsi nello specchio, soprattutto nei momenti di maggiore intensità emotiva. Yusuke d’altro canto trasmette anche tramite la sua sola presenza il senso d’isolamento e il desiderio di essere lasciato in pace. Alcune tavole che ne ritraggono il viso e lo sguardo da vicino sono un immediato “spoiler” del fatto che nasconda molte cose. 

Abbiamo un primo volume che, in base alle esperienze personali del lettore, lascia più o meno senza fiato. Si conclude con un twist che per alcuni potrebbe essere prevedibile da un certo punto della storia in poi, ma che lascia sicuramente con la voglia di scoprirne e capirne di più subito.

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