È in libreria da oggi ” Un giorno ti dirò tutto” di Laura Buffoni grazie alla Casa editrice Harper Collins.
Laura Buffoni con il suo ” Un giorno ti dirò tutto” porta il lettore in una storia drammatica che si avverte e percepisce in ogni pagina di questo libro, contemporaneamente è una storia ricca di scene che provocano ilarità al lettore, durante la lettura di questo libro.
Le dirò che non è importante stare al centro perché si può diventare bersaglio, e che non sempre si può essere amati ma si può almeno provare ad amare. Le dirò che sono fallibile e che, proprio come i miei genitori prima di me, ho fatto un sacco di sbagli. Che un giorno morirò, di non volermene per questo.
La protagonista e un po’ di trama
La protagonista di ” Un giorno ti dirò tutto” è la stessa scrittrice, Laura Buffoni, narra la sua storia da quando all’ età di sei anni si trasferisce, insieme alla famiglia, da Roma Nord al Laurentino 38.
Le dirò che la felicità non è un diritto, ma che è un diritto di tutti cercarla sempre, in questo strano posto dove siamo capitati per caso, per un terrificante, meraviglioso errore del cosmo. La felicità si nasconde bene, non sai mai dove puoi trovarla, le dirò. Il mio ricordo felice è un momento di pura idiozia, una storia demenziale
Un giorno ti dirò tutto è un libro intimo, autobiografico in cui la Buffoni affida la sua vita, prima ai fogli e poi al lettore.
I diversi ruoli che la scrittrice ricopre in questo libro
La scrittrice narra nella sua prima opera i diversi ruoli che ha ricoperto nella sua vita, che ripercorrono gli anni dell’infanzia fino ad oggi, ma, da cui la Buffoni trae sempre qualcosa da affidare alle pagine del suo libro.

Lo stile della Buffoni in ” Un giorno ti dirò tutto”
Lo stile della scrittrice è scorrevole, di emozioni e di drammaticità, di ilarità ben dosati grazie a una penna che vuole solo raccontare la propria.
Crescere nella bambagia non va bene, amavamo ripetere io e mio fratello, non viviamo nella bambagia, noi.
In sintesi, un libro che arriva al cuore del lettore
In breve, è un debutto che parla e arriva al cuore del lettore ” Un giorno ti dirò tutto”, un esordio in cui l’ amore, il dolore e molto altro ancora è affidato a un perfetto sconosciuto, il lettore, che per qualche tempo vive tra le pagine dell’ autobiografia di Laura Buffoni, ” Un giorno ti dirò tutto”!
La trama
Laura ha sei anni quando i suoi genitori decidono di trasferirsi dal loro quartiere residenziale di Roma Nord al Laurentino 38, esperimento presto fallito di edilizia popolare a sud della capitale, uno dei luoghi più malfamati d’Italia. Perché i loro figli devono stare a contatto con la “vita vera”, non devono
“crescere nella bambagia”. E la vita vera è lì ad accoglierli, tra eroinomani che si trascinano sofferenti e ragazzini delle medie pronti a squagliarti la faccia sulla fiamma di una candela. Laura prova a mimetizzarsi, a cantare con gli altri «Un due tre viva Pinochet». Ma, come ogni maschera, anche la sua cade, e dovrà pagare il conto per quel tentativo di fingersi quello che non era.
Anni dopo, grazie a un documentario scoprirà che fine hanno fatto i persecutori che tanto l’avevano terrorizzata. Da lì potrà ricostruire la sua storia e quella della sua famiglia, cercare di capire da cosa viene quel senso di inadeguatezza che ancora oggi, che ha un lavoro che le piace e una figlia che ama,non la abbandona. La sensazione che ci sia ancora chi è pronto a smascherarla e fargliela pagare.
Con il suo romanzo di esordio Laura Buffoni entra a far parte del gruppo di scrittrici contemporanee che hanno fatto della propria biografia, con i suoi grandi traumi e le sue gioie piccole e fondamentali, letteratura, da Rachel Cusk a Dolly Alderton, da Lena Dunham a Joan Didion.
Un giorno ti dirò tutto coniuga sapientemente pagine drammatiche e scene esilaranti, realismo e situazioni surreali. È un romanzo fatto di amore, di dolore, di memoria, di speranza, una meditazione sul fallimento e su come sopravvivergli, con o senza riscatto.
“Le dirò che non è importante stare al centro perché si può diventare bersaglio, e che non sempre si può essere amati ma si può almeno provare ad amare. Le dirò che sono fallibile e che, proprio come i miei genitori prima di me, ho fatto un sacco di sbagli. Che un giorno morirò, di non volermene per questo. Le dirò che la felicità non è un diritto, ma che è un diritto di tutti cercarla sempre, in questo strano posto dove siamo capitati per caso, per un terrificante, meraviglioso errore del cosmo.”
A cura di: Graziella
