Ciocco, Panna e Caramello di Paige Braddock, Il Castoro

Adoro i libri per bambini.

Noi viviamo in un mondo cosi complesso che a volte ci dimentichiamo delle cose semplici. Ci scordiamo che la vita è molto più semplice di ogni nostra sovrastruttura. Possiamo amare, correre, ridere e stringerci, perché nessun controllore decide i tempi o le modalità con cui entrare in sintonia con l’altro. Eppure noi adulti lo scordiamo. Ogni volta che ci sfugge qualcosa e ci sentiamo persi, senza capire che ogni cambiamento della nostra comoda routine non è altro che un dono. E quando accade ecco che la semplicità ci viene incontro. Ciocco Panna e Caramello sono più utili dei vostri corsi di auto-guarigione, dei guru o di ogni costosa sessione di yoga. Sono tre cuccioli. Tre fantastici cuccioli. Ciocco effervescente, attivo e pieno di entusiasmo. Panna distante e algido come ogni gatto, tranne quando si parla di crocchette. E poi Caramello, l’ultimo arrivato, goffo e vivace, e ancora incapace di apprendere i segreti della vita e della convivenza. E’ tutto nuovo per lui, eppure questa incoscienza gli dona la curiosità e il giusto entusiasmo per affrontare ogni novità. Solo quando la notte cala, si sente solo, perché le novità sono belle ma senza la luce rubiconda del sole tutte le ombre sono incubi minacciosi. La notte è tutto spaventoso, i pensieri e le paura arrivano, quatte quatte. Ciocco e Panna invece hanno un altro grosso problema: adorano la routine. Ma la venerano proprio. E quando qualcosa li distoglie dalla loro comfort zone, beh diventano irritabili. E chi è la nota stonata? Caramello. Il turbine che però ha bisogno di calore ..felino o canino. Come arriveranno a accettarsi a creare una nuova armonia?

Perdendo le certezze. E siccome sono animali, ma molto saggi, ci insegnano in ogni vignetta a lasciare andare le sovrastrutture che ci impongono come vanno gestite le cose. All’improvviso è l’empatia che vince sulla ritrosia di chi non vuole che nulla cambi. E che la musica suoni sempre alla stessa ora. Mettendosi nei panni dell’altro, rivivendo le loro paure, capiscono come in fondo, la notte diventa meno paurosa se affrontata assieme. E sull’ultima vignetta lo ammetto, una lacrima scende. Perché con il tempo, questa vecchia bizzosa signora ha compreso che un silenzio complice vale più di mille terapie. Ha imparato a uscire da se stessa e abbracciare l’altro. Beh non proprio a abbracciare, ma almeno a sorridergli. E non con il solito ghigno.

Chiuso il libro e sorrido. Perché sono stata Ciocco, Panna e persino Caramello. E grazie a loro ora sono Alessandra e quando mi guardo allo specchio, beh non sono poi cosi male. In fondo.

Un libro per tutti.

Davvero per tutti. Per ricordarci ciò che non è mai ne scontato ne ovvio.

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