Spaceman: La recensione del nuovo film con Adam Sandler

Potreste immaginare di trascorrere sei mesi completamente da soli nello spazio? E se sì, pensate di riuscire a farlo senza impazzire?

Solitamente associamo Adam Sandler a ruoli comici e divertenti, ma in questo nuovo film che abbiamo visto in anteprima grazie a Netflix, l’attore abbandona il suo solito stile per abbracciare qualcosa di più cupo e profondo.

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Dopo sei lunghi mesi di esplorazione solitaria, vagando tra le profondità degli angoli più remoti dell’universo, l’astronauta Jakub (interpretato da Adam Sandler) si ritrova a confrontarsi con una realtà sconcertante: il suo matrimonio potrebbe essere sull’orlo del baratro una volta tornato sulla Terra.

In un’opera psicologica che scava nei recessi della mente del protagonista, ci troviamo ad interrogarci sulla natura della realtà che ci viene presentata. Il regista sembra giocare sull’ambiguità di ciò che è vero e ciò che potrebbe essere frutto della mente del protagonista, ma tale elemento potrebbe non essere sufficiente per appagare appieno lo spettatore. Attraverso la sequenza delle scene, emergono chiaramente segnali che il matrimonio di Jakub era già in crisi prima del suo viaggio nello spazio, suggerendo che le sue difficoltà non siano esclusivamente legate all’isolamento cosmico.

Trailer ufficiale


La storia d’amore tra Jakub (interpretato da Adam Sandler) e Lenka (interpretata da Carey Mulligan) funge da bussola emotiva per Spaceman, delineando chiaramente la tensione che permea la loro relazione. “Lenka è uno spirito libero. – dichiara l’attrice, Carey Mulligan – È un vero tipo di cosa yin-and-yang con lei e Jakub perché ha una mente così scientifica e intellettuale e lei è così artistica e creativa, e i loro impulsi provengono da luoghi completamente opposti”. Mentre Jakub fluttua nello spazio, afflitto dal dolore per l’evolversi della sua vita coniugale sulla Terra, assistiamo allo sbocciare e al declino della loro storia d’amore attraverso intensi flashback fino alla fine.

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L’idea di Hanuš, la misteriosa creatura che assiste Jakub nel corso del film, ha radici profonde nel ricordo più significativo dell’infanzia dell’autore Kalfar. “Lo sapevo fin dall’inizio – afferma l’aurore, Jaroslav Kalfar – quando ho iniziato a lavorare al romanzo, volevo che Jakub avesse un amico.” Durante le sue visite al villaggio dei nonni nella Repubblica Ceca, Kalfar si immergeva in un mondo ricco di suggestioni e misteri, che ora rivivono attraverso la figura archetipica di Hanuš. Questo personaggio, entrando nella mente di Jakub, si rivela essere non solo una guida nell’esplorazione dello spazio esterno, ma anche un catalizzatore per l’esplorazione dell’universo interiore del protagonista.

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Ma cosa non va in tutto questo?

Spaceman potrebbe non soddisfare le aspettative di tutti, poiché offre un Adam Sandler diverso dal solito, lontano dalle sue tipiche interpretazioni comiche. Come accennato dall’attore stesso in un’intervista, questa scelta potrebbe deludere alcuni spettatori.

Inoltre, oltre ai problemi di regia che si possono notare con un occhio un più attento, Spaceman presenta una struttura narrativa che accentua ulteriormente le incongruenze nei dialoghi. Sebbene alcuni dialoghi inizino con un impatto notevole, il loro potenziale viene spesso disperso nel corso della narrazione, solo per riemergere in modo significativo verso la conclusione del film. Questo schema altalenante può confondere lo spettatore e compromettere la coerenza emotiva della storia, lasciando la sensazione di un viaggio narrativo irregolare che tutto sommato a noi non è dispiaciuto.

Vi ricordiamo l’uscita di Spaceman il 1 Marzo su Netflix

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