Non siamo brave ragazze di Penelope Douglas

Newton Compton porta in Italia Tryst Six Venom, romanzo romance saffico dell’autrice bestseller Penelope Douglas pubblicato nel 2021, con il titolo Non siamo brave ragazze.

La storia ruota attorno alla relazione tra Clay Collins e Olivia Jaeger, due liceali giocatrici di lacrosse. Olivia è nata nella parte povera della città, Clay in quella ricca. Olivia è poco raccomandabile per gli standard delle famiglie per bene, veste in modo provocante ed è quasi un miracolo che frequenti la Marymount, il suo trampolino di lancio per essere ammessa all’università di Dartmouth. Clay è la ragazza modello, cresciuta in una delle famiglie più agiate della città con un insegnamento cardine: “Possiamo avere quello che vogliamo, silenziosamente.” 

Il romanzo si presenta in apparenza come un enemies-to-lovers o hate-to-love e come un bully romance, ma è doveroso precisare che lo è soltanto in una certa misura. Non c’è un evento scatenante nel background delle due protagoniste che le ha portate a odiarsi o a essere nemiche. Il sentimento nasce principalmente da un rifiuto di accettare l’attrazione che provano e proviene principalmente da Clay, al quale si aggiunge la sua invidia verso la sicurezza e l’orgoglio che Olivia dimostra di provare nell’essere apertamente lesbica. Ed è sempre da questo che nasce la dinamica del bullismo, con Clay che non perde occasione per aggredire Olivia. Il fatto che i sentimenti e le azioni di Clay presentino una maggiore aggressività non rende Olivia una vittima passiva. La co-protagonista risponde, infatti, in più occasioni il che mette i due personaggi quasi sullo stesso piano. 

Nel corso della storia i due personaggi evolvono e imparano a conoscersi a vicenda, scoprendo e facendo scoprire anche al lettore che entrambe nascondono delle caratteristiche che le accomuna. Tuttavia, anche qui Clay emerge di più, forse perché il suo viaggio è due volte più duro di quello di Olivia. 

Quando conosciamo Olivia lei è già uscita allo scoperto e soprattutto è pienamente consapevole del suo orientamento sessuale. Il giudizio che affronta maggiormente da parte della sua famiglia è collegato alle scelte accademiche, più che alla sua natura e al suo modo di essere. Clay d’altro canto deve fare i conti con una famiglia perfettamente integrata in una società che si basa su rigorosi elementi religiosi. Una famiglia che è consapevole di non essere perfetta, ma che generazione dopo generazione ha sviluppato l’arte di nascondere tutto sotto il tappeto: le debolezze, la sofferenza, la diversità, i desideri “impuri” sono concessi solamente se tenuti lontani dagli occhi del pubblico. A ciò va aggiunta anche la battaglia contro l’omofobia internalizzata causata dai preconcetti alla base della sua educazione. 

Alla storia di Clay e Olivia si intrecciano alcune sottotrame come la crisi del matrimonio tra i genitori di Clay e la lotta della famiglia di Olivia per mantenere i loro possedimenti fornendo elementi che agevolano la scoperta dei personaggi e motivano in una certa misura il loro avvicinamento e la loro crescita.

Tra le vicende affrontate dalle protagoniste e dai personaggi secondari sono presenti temi delicati, in particolare l’omofobia, il suicidio, l’aborto e la violenza. Le scene di sesso sono molto trasparenti e dettagliate. I dialoghi nel corso di tutta la storia (incluse le scene intime) riflettono la personalità dei personaggi e conferiscono un alone di autenticità al testo. 

Tra i temi affrontati dal punto di vista sia del romance, sia della società nella quale è ambientato, il percorso dei personaggi e il linguaggio utilizzato Non siamo brave ragazze sembra strizzare un po’ l’occhio ai fan nostalgici della serie tv Shameless

Nonostante al momento sia presentato come uno standalone, potrebbe essere un’occasione persa per Penelope Douglas se decidesse di non raccontarci anche le storie di almeno alcuni dei fratelli Jaeger. 

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