Nyad – Oltre l’oceano: storia di un’eroina

L’incredibile impresa compiuta dalla nuotatrice Diana Nyad è al centro della nuova opera di Jimmy Chin ed Elizabeth Chai Vasarhelyi, autori di numerosi documentari come The Rescue e vincitori del premio Oscar per Free Solo nel 2019. Tratto dall’autobiografia Find a Way firmata dalla stessa Nyad, la pellicola segna il debutto in un film narrativo per i due registi, giunto sul piccolo schermo sulla piattaforma Netflix lo scorso 3 novembre. A guidare il cast sono Annette Bening e Jodie Foster, per la quale grazie alla loro performance ricevono due candidature ai prossimi Academy Awards rispettivamente nelle categorie miglior attrice protagonista e miglior attrice non protagonista.

L’atleta sessantenne Diana Nyad (Annette Bening), dopo un lungo periodo di lavoro come giornalista sportiva, decide di realizzare impresa quasi impossibile che aveva accantonato all’età di trent’anni: compiere una traversata a nuoto di 177 chilometri dal L’Havana fino a Key West, senza l’aiuto di nessuna gabbia anti-squalo, e supportata da una squadra che prevede la presenza della sua migliore amica nonché allenatrice Bonnie Stoll (Jodie Foster).

Balzata alle cronache per le sue straordinarie performance che l’hanno portata in passato a compiere delle vere e proprie imprese in mare aperto (tra queste, nuotare intorno all’isola di Manhattan per 45 km nel lontano 1979), Diana Nyad è la protagonista scelta dai coniugi Chin e Vasarhelyi per il loro primo dramma sportivo intitolato Nyad – Oltre l’oceano (noto semplicemente con il nome Nyad in inglese), un’opera capace di scavare affondo su una delle figure femminili più interessanti degli ultimi anni. Una donna tenace e caparbia, testimone di un’impresa considerata impossibile da tutti, divenuta in seguito simbolo di speranza e motivazione per numerose persone. Il suo motto? Mai arrendersi e credere sempre in sé stessi.

Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival, il lungometraggio si apre con alcuni video di repertorio riguardanti le prime sfide affrontate in mare dalla giovanissima Diana Nyad, portandola a farsi conoscere successivamente dal grande pubblico grazie anche alla partecipazione di alcuni varietà televisivi statunitensi come il The Tonight Show. Una passione, quella per il nuoto, radicata fin dalla tenera età come ci viene illustrato attraverso l’uso dell’espediente del flashback, un’ambizione che l’ha portata a fronteggiare numerose maratone acquatiche. Una sorta di sfida contro sé stessa, portandola a ricercare quella sensazione di brivido e adrenalina, come quando nel 1978 aveva tentato – senza successo – di attraversare a nuoto per una distanza di 177 chilometri la città di L’Havana per giungere in Florida. E proprio da quel sogno infranto parte la sua storia.

Nyad – Oltre l’oceano si regge esclusivamente sulle spalle delle attrici Annette Bening e Jodie Foster nelle vesti di due amiche legate da una profonda e duratura amicizia, quasi come se fossero una sorta di àncora l’una per l’altra. Accomunate dalla passione per il nuoto, le due donne si contraddistinguono per un carattere totalmente opposto: se la prima ha manie di egocentrismo, la seconda non esiterebbe a porre in secondo piano i suoi problemi per sostenere i sogni dell’amica. D’altronde, l’amicizia che ci viene presentata fra queste due figure è il fulcro dell’intero racconto: senza il sostegno dell’una, l’altra non sarebbe mai giunta a compiere un vero e proprio record mondiale. Un particolare apprezzamento va senz’altro riconosciuto alla Bening, la cui preparazione per il ruolo l’ha portata ad allenarsi nel nuoto per circa un anno per dare sfoggio di un incredibile corpo allenato e una maggiore credibilità in scena.

Se le performance delle due attrici sono l’asso vincente di Nyad – Oltre l’oceano, non si può tuttavia dire lo stesso della sceneggiatura e della regia. Col tentativo di mostrarci uno squarcio del passato di Nyad, caratterizzato da eventi traumatici come gli abusi sessuali da parte del suo allenatore e il divorzio dei suoi genitori, i registi Chin e Vasarhelyi perdono totalmente l’orientamento della struttura narrativa arrivando a confondere lo spettatore a causa dei numerosi passaggi tra passato e presente, due tempi che sembrano quasi fondersi in un unico elemento nel corso dell’intera vicenda.

Nyad – Oltre l’oceano ha il pregio di mettere in luce una delle eroine dell’ultimo decennio, una donna che nonostante l’avanzare dell’età e i numerosi limiti dovuti all’invecchiamento del suo corpo è riuscita a conquistarsi l’entusiasmo delle persone affrontando a cuore aperto tempeste, attacchi di cubomeduse e squali, scalfendo in sostanza i pericoli dell’Oceano Atlantico, a dimostrazione che l’età è solo un numero. Eppure, nonostante i suoi traguardi il Guinness World Record non accenna a riconoscerle il primato da lei strappato.

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