Dimenticate Jenna Ortega nel ruolo straordinario di Wednesday, la ragazzina dal colorito cereo, lo sguardo gelido che non sorride mai e che non trasmette nessuna emozione dal volto.
In questo film molto particolare Jenny Ortega ci mostra la sua capacità di recitare un ruolo assolutamente complesso e sarà capace di modificare le vostre emozioni durante tutta la pellicola.
Ho visto questo film molto particolare, considerato un thriller erotico per le sue basi tematiche di fantasia e relazione romantica illecita. Non aspettatevi scene hot o esplicite perché qui tutto gioca sulla fantasia, sulla vostra immaginazione e quella dei protagonisti.
In 5 persone abbiamo visto questo film e abbiamo avuto 5 opinioni completamente diverse, poiché i messaggi che lancia sono molteplici e ognuno di voi riuscirà a recepire il suo. Io vi racconto la mia esperienza, cercando di non influenzare quella che sarà poi la vostra percezione.
Cairo Sweet (J.Ortega) è una ricca studentessa che vive sola in una enorme villa, i suoi genitori avvocati sono lontani da casa per lavoro.
È una ragazzina molto profonda, alla ricerca di se stessa, che sta imparando ad affrontare la vita e se stessa da sola.
Ama la letteratura e ha un talento eccezionale per la scrittura, ha una conoscenza letteraria superiore alla norma, e una capacità di immersione letteraria intensa, passionale, profonda, a tratti anche oscura.
Si iscrive alle lezioni della sua scuola del Signor Jonathan Miller (Martin Freeman, love actually) cinquantenne, insegnante di letteratura e anche autore del romanzo “Apostrophes and Ampersands” di cui Cairo conosce addirittura a memoria molti passaggi.
Mr. Miller abbandonò la scrittura dopo essersi sposato e divenne professore del liceo mentre sua moglie è un’autrice di successo.
La moglie di Miller è una donna bella, con delle problematiche e soprattutto non manca mai di umiliare suo marito per aver abbandonato la scrittura. Un amore conflittuale fatto di sentimenti e di rancori.
Cairo deve completare un assegnamento letterario per il suo accesso universitario a Yale: un saggio dove il tema è: il tuo più grande risultato finora.
Mr. Miller affascinato dall’enorme talento della ragazza inizia a starle vicino per aiutarla nella scelta del suo tema, esortando alla scrittura creativa, per parlare di romanzi, di letteratura e per condividere una passione che li accomuna.
Un rapporto che inizia con stima e rispetto ma che nel corso della storia muta.
Muta per quali motivi?
I motivi sono molteplici e qui il film inizia a trasformarsi in un thriller psicologico noir con forti tratti gotici. Il tema principale non è credetemi come potrebbe sembrare la relazione illecita tra un professore e una sua studentessa bensì cos’è che rende una persona scrittore.
Cairo è sola, triste e annoiata, si rifugia nella lettura, nella scrittura, per poter scrivere un saggio che sia di effetto ha bisogno di fare esperienze reali fuori dal lusso e dal benessere in cui vive; iniziando un pericoloso gioco di seduzione.
La scenografia è forte, cupa, intensa, la villa assume un aspetto inquietante dai grandi tendaggi di velluto, i drappeggi, i candelabri, gli enormi tappeti. Anche la scuola ha delle tinte gotiche dagli arredi pesanti e grotteschi, dalle luci spesso tenebrose, pavimenti in legno antico e sembra il set ideale per un film horror. Forti, profonde, intense, inquietanti atmosfere.
Cairo legge libri che sembrano plichi antichi, sono tutti ricoperti in pelle, e assumono un aspetto importante come se i veri protagonisti del film fossero loro e le loro storie.
Importanti tomi che appesantiscono le librerie ma che liberano la vera essenza dell’anima delle persone che li leggono.
Cairo, con i suoi enormi candelabri, la vasca da bagno in ceramica e la sua scrittura a lume di candela, è una ragazza giovane che a volte sembra già donna pur restando ancora una bambina capricciosa.
Cairo e Jonathan sono due persone che stanno cercando di trovare e ritrovare se stesse e si trovano, riescono a vedersi, a vedere oltre le apparenze, a instaurare un rapporto di stima su cui però Cairo cercherà di costruire il suo capolavoro letterario.
Le scene sono evocative, non si vedrà mai cosa davvero è accaduto tra i due ma la vostra immaginazione farà dei viaggi oltre i confini dell’etica e della morale.
Un gioco pericoloso che rivoluzionerà l’esistenza di Miller, lui è l’adulto e come tale deve comportarsi assumendosi le sue responsabilità.
La sottile linea che divide la morale con l’etica; con ciò che deve essere fatto e ciò che non dovrebbe essere nemmeno pensato creeranno in voi emozioni e sentimenti contrastanti.
Personalmente ho amato la scenografia, i costumi, e la recitazione di tutti.
Nessuna perfezione ma talento e il tentativo di trasmettere delle sensazioni. Un film che diventa come una storia che state leggendo piuttosto che un film che state guardando.
Diventa un libro, di quelli con le copertine retrò che profumano di pelle, di vaniglia.
Non c’è bisogno di vedere il peccato quando questo viene egregiamente descritto attraverso le parole.
Il potere di un romanzo, la forza di uno scrittore capace di farci percepire, vivere e sentire storie attraverso immagini e non parole.
Mr. Miller sta mettendo in pericolo tutta la sua vita, il suo matrimonio, la sua carriera e la sua amicizia. Una follia, un gioco irresponsabile di una bambina viziata? Forse psicotica?
Io dall’angolo della mia fervida immaginazione ci ho visto un’occasione, l’occasione di Mr. Miller di ritrovare la sua ispirazione perduta, di realizzare che ha ancora la capacità di provare emozioni e di poterle descrivere attraverso la scrittura.
Un uomo che dovrà chiudere molti capitoli della sua vita per iniziarne un altro, più complesso, più doloroso più sofferto ma anche più desiderato.
Il senso a parer mio del film è la differenza tra ciò che si desidera e ciò che si vuole.
Cercate di guardarlo andando oltre all’apparenza e ciò che pensate sia accaduto e che forse è accaduto o forse non accadrà mai.
Spesso è grazie alle cose che non dovremmo fare e che facciamo che scopriamo il vero posto dove vorremmo stare.
Non perdetevi questo film molto particolare che vi lascerà a tratti arrabbiati, a tratti tristi, altri eccitati e altri perfino incerti sulla vostra stessa moralità.
Bisogna sempre essere responsabili delle proprie azioni ma anche dei propri pensieri.
Buona visione dalla vostra Barbara Anderson

Un pensiero su “Miller’s girl, la recensione in anteprima del nuovo film diJade Halley Bartlett.”