Il mondo di Charlie di David Von Drehle, Longanesi

Ah felicità

Su quale treno della notte viaggerai

Lo so

Che passerai

Ma come sempre in fretta

Non ti fermi mai

Lucio Dalla

Non ho mai pensato, sapete, alla felicità. O meglio non ci ho mai voluto pensare. Perché è effimera, perché nessuna ricetta ha mai funzionato. In ogni storia, in ogni piccola ruga del volto c’è un tentativo, forse disperato di cercarla, abbracciarla, fermarla tra le mani. Cosi come da bambini catturavamo le lucciole e le tenevamo strette tra le dita, attenti a non schiacciarla. Un po’ una sensazione di miracolo ,appena avvenuto, qualcosa che lascerà il suo segno dentro di te, nel bene e nel male. Il bene del ricordo che si fa eterno. Il male perché quell’istante non sarebbe più tornato. E oggi, oggi che ci sono cosi tante luci, troppe luci e noi siamo però cosi ciechi di fronte a un mondo che sentiamo cambiato, che non riconosciamo più. E che però ha sempre lo stesso cielo. Il sole sorge e poi va a dormire lasciando il posto alla luna. E’ lo stesso mondo. Ma per noi che lo guardiamo con paura non è altro che un pianeta alieno. Tutto ciò che il tempo crea e che ci regala quasi con un sorriso serafico, forse per punirci di averlo sempre maltrattato, con le nostre ire, il nostro non capirlo. Ecco il mondo è sempre lo stesso eppure diverso. Troppe voci, troppe illusioni, troppe distrazioni. Troppe e ci rendono cosi fragili e sperduti. Noi che oggi abbiamo il mondo dentro un cellulare, la possibilità di essere vicini, ci sentiamo cosi soli, disperatamente soli. Noi che possiamo sconfiggere con la medicina e persino la chirurgia il tempo che ci insegue eppure ci sentiamo cosi vecchi, cosi stanchi cosi privi di energie. Cos’è la felicità allora?

Un sorso, un battito, un istante. Un modo per provare a toccare i l cielo, una disperata corsa dietro una lucciola troppo veloce.

Abbiamo bisogno di storie. Di favole. Di qualcosa che ci ricordi come, nonostante le lacrime che accecano la vista, la vita vale la pena di essere vissuta. Ecco Charlie è tutto questo. Un uomo che ha oltrepassato i secoli, che al tempo non ha mai regalato se stesso, non del tutto, conoscendo il suo segreto: non esiste. Il tempo è soltanto un folletto beffardo che ci tenta e ci mette alla prova. Che ci plasma affinché diventiamo grano da cuocere nel grande forno, per diventare pane nel consesso degli Dei. Charlie con la sua semplicità, con una vita vissuta con quella saggia serenità di chi ha fede, fede può prenderci per mano. E attenzione, la sua non è una fede che si rivolge a chissà quale divinità distante, rinchiusa in chissà quale altrove. E’ la fede in qualcosa che si tocca, che si vede, che è anche oggi dinnanzi a noi: amore, coraggio, costanza, resilienza.

Charlie è la favola di cui tutti abbiamo bisogno. E’ la storia di un uomo che forse ha scoperto che può essere leggero, leggero come la piuma di un uccello dai mille sfavillanti colori.

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