Un gioco AAA di genere horror psicologico che ha terrorizzato il mondo intero? E per di più di produzione italiana? No, dai, non è possibile!
E invece è tempo di iniziare a credere che anche l’Italia sarà molto presto parte integrante del mercato della produzione videoludica mondiale ad alto livello, con titoli che non avranno nulla da invidiare a Ubisoft e Crystal Dynamics.
Sono tanti i titoli italiani ad aver sfondato negli anni le barriere europee per finire dritti dritti nelle console soprattutto americane e asiatiche, ma uno dei giochi più discussi degli ultimi anni a livello globale – seppur, ahimé, pressocchè sconosciuto in madrepatria – è di certo Martha is Dead. Una chicca che tutti gli appassionati e le appassionate di videogiochi dovrebbero fare in fretta a recuperare.
Sviluppato dalla casa indipendente LKA – capitanata da Luca Dalcò, di stanza nella cara Firenze di Dante – e prodotto da Wired Productions, Martha is Dead è stato definito dai giocatori affezionati “l’avventura più disturbante mai creata”, mentre Screen Rant lo ha descritto come un gioco che “non ha paura di essere brutale, raccapricciante e delicato nella sua esplorazione del trauma”. L’idillio dei complimenti che ogni storia horror potrebbe sperare di ricevere, insomma.
Ma di cosa parla?
Ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, nei pressi di un lago sulle colline di San Casciano (Firenze), Martha è morta e sua sorella Giulia si sobbarca un compito assai gravoso: quello di nascondere ai propri genitori della tragica sorte toccata alla loro amata figlia e, nel frattempo, cercare di scoprire cosa le è accaduto. Nel disperato tentativo, Giulia si appropria a poco a poco della vita di Martha, assumendone ogni singola caratteristica.
Certo, la trama è ben più complessa di queste poche righe. Martha is Dead è, infatti, un gioco cosiddetto “story-driven”, che mette la ricostruzione dell’intreccio narrativo al centro di tutto, inglobandola sapientemente nel gameplay. Tutto ha un significato; la location costruita per inculcare quel senso stordente di alienazione, le atmosfere lugubri da incubo che richiamano il buio del subconscio, soprattutto le meccaniche, molto tipiche dei giochi investigativi a raccolta d’indizi e risoluzione di enigmi da un lato, ma pregne di un pathos emotivo straziante che solo certi tipi di ricordi possono arrivare a suscitare dall’altro. Un’avventura vissuta in prima persona in tutto e per tutto.
Eravamo abituati a scattare fotografie ai fantasmi di Project Zero (Koei Tecmo Games) col fine di intrappolarli prima che riuscissero a strapparci l’anima, ma non avremmo mai pensato che proprio un AAA italiano ci avrebbe riproposto la stessa meccanica in chiave magistralmente rivisitata. In Martha is Dead la fotocamera (ma non solo) è l’occhio del giocatore o della giocatrice, che attraverso l’obiettivo dovrà lasciarsi trascinare un passo alla volta negli intrighi labirintici della ricerca di Giulia. Ne consegue che il giocatore o la giocatrice possa procedere nella storia con tutta la calma del mondo, decidendo se investire il proprio tempo in scatti mozzafiato ai meravigliosi paesaggi naturali fiorentini o se andare in cerca di anomalie e memorie che condurranno allo step successivo.
Sembra superfluo specificare che l’elemento onirico sia predominante in un gioco psicologico orrifico, per cui qualche volta potrebbe risultare un po’ caotico, se non persino astratto. Personalmente, non lo ritengo un elemento problematico. La maggior parte delle storie horror (si veda la pellicola sudcoreana Two Sisters, ad esempio) va riveduta più volte prima di riuscire a collezionare tutti i pezzi del puzzle, il che si tramuta in un’ottima opportunità per esperire il gioco una seconda volta alla ricerca dei tasselli mancanti.
Un altro punto decisamente a favore è la mancanza di censure, dunque tenetevene a debita distanza se siete deboli di cuore. In compenso, se amate le colonne sonore che arrivano al petto come dardi, questo è un gioco che non potete perdervi.
Per me passa il test a pieni voti.
Volete provarlo anche voi? Lo trovate disponibile per PS5, PS4, Xbox One, Xbox Series X|S e PC – anche in versione censurata, se preferite evitare ricordi da incubo!
