La storia non è soltanto un insieme di eventi omogenei, interconnessi uno agli altri. Grandi rivoluzioni, stravolgimenti, conquiste e persino guerre, noi pensiamo che i fatti che troviamo nei tomi polverosi delle biblioteche, narrati da polverosi tomi, ricostruiti da accademici pomposi siano solo quelli che hanno lasciato il segno nel nostro territorio. Re e regine, condottieri e dittatori, inventori e semplici ministri, una cacofonia di persone che ci sembrano cosi furbe, intelligenti e grandi da farci sentire piccoli e quasi evanescenti di fronte a cotanto genio. Ma non è questa la vera storia. Nei solchi lasciati dai grandi aratri, nelle pieghe del tempo che scorre, nella pula lasciata dalla macina dei secoli, noi troviamo più significato che nella agiografia di quel personaggio che tanto ammiriamo. E’ nella vita di uomini, umili ma decisi a entrare in quella narrazione che la storia diventa davvero nostra. La famiglia Sanna, fondata sui sogni di un imprenditore capace di sfruttare l’innovazione, la bellezza della rivoluzione industriale, ma anche deciso forse a chiudere gli occhi sulle contraddizioni che ci lasceranno, poi l’amaro in bocca, che sta la gloria di quel protagonista di sempre, quell’essere umano che non è soltanto possibile descrivere in grandi gesta. E dal nulla nasce il mito.
Dalla fatica, dalla voglia di andare, persino contro le convenzioni di un epoca difficile ma al tempo stesso piena di opportunità, dove sembrava possibile toccare il cielo con un dito emerge un racconto che in fondo diventa molto nostro, diventa un po’ il racconto di ognuno di noi. Quando decidiamo di giocare ai dadi la sorte, quando essa benevola ci abbraccia.
E noi fieri alziamo lo sguardo su quella luna che mai, come nel momento in cui i sogni sembrano realizzarsi, diventa cosi vicina.

Eppure..
come sempre il paradiso nasconde la sua mano armata di lance acuminate. Dietro il successo c’è il tributo al Traghettatore., E come novelli Orfeo, dobbiamo semplicemente camminare senza mai voltarci indietro. Perché è allora che il successo, che la ricchezza, che il benessere desiderato, conquistato bramato, svanisce. Cosi come svanisce l’amore di una vita riportata in superficie da un innamorato ricco di talenti. Svanisce perché la storia è cosi, un dare e avere. Un chiedere e sacrificare. E cosi la famiglia Sanna orgoglio della bella terra di Sardana, diventa il simbolo si della volontà ferrea di chi decide di sfidare il mondo, e di mordere la vita.
Ma anche monito per chi pensa che, ottenere il cielo, conservarlo dentro un bellissimo ciondolo in vetro ci esima dal pagare il prezzo richiesto. Per ogni successo in fondo un dolore. Per ogni passo una scia di lacrime. Per ogni conquista, per ogni vincitore uno sconfitto. E’ la giostra di una vita bella anche per questo. Che emerge in tutta la sua disperata fierezza, da questo libro velato di una struggente malinconia.
