I prigionieri della fortezza nazista di Robert Verkaik

Il 27 febbraio per Newton Compton Editori è uscito “I prigionieri della fortezza nazista” scritto dal giornalista Robert Verkaik. Nonostante sulla seconda guerra mondiale sia stato raccontato qualsiasi cosa con qualsiasi mezzo, la storia che ci presenta Verkaik è inedita.

Il libro non è un romanzo e nemmeno un saggio bensì è un resoconto storico sulla vita di Roy Walter Purdy e di altri soldati britannici. Lo stile molto semplice riesce a rendere scorrevole la lettura. Un vero e proprio punto di forza dato che normalmente i saggi tendono ad essere un po’ più complessi e pesanti.
Un altro problema della saggistica è la difficoltà del lettore nell’affezionarsi ai personaggi perché vengono privilegiati i dati e l’oggettività. Questo non avviene nel libro di Verkaik perché lo scrittore fonde la trama spionistica alle biografie dei personaggi. Grazie a questa scelta è possibile provare empatia per loro.

Copertina

Ogni capitolo si concentra sulla vita e sull’arrivo a Colditz di tre soldati britannici. Il più importante ovviamente è Roy Walter Purdy, un ufficiale inglese della marina mercantile. Profondamente fascista, a Colditz fu un informatore dei tedeschi. Vengono descritte anche le possibili motivazioni per cui si sia avvicinato a questa ideologia grazie al resoconto della sua giovinezza.
In inglese il titolo del libro, ossia “The Traitor of Colditz”, si rifà proprio l’ufficiale Purdy in quanto è proprio lui il traditore.
Il capitano Julius Morris Green, a differenza di Purdy, era irlandese e soprattutto ebreo. A Colditz lavorò come spia per l’MI9 grazie anche al suo status privilegiato. Infatti Green era un dentista e questa professione lo aveva aiutato a socializzare con i tedeschi e a far sì che si fidassero di lui.
L’ultimo soldato su cui è focalizzata la narrazione è John Owen Henry Brown. Era un sergente della Royal Artillery dell’esercito britannico e venne catturato a Dunkirk. A Colditz conobbe Green e come lui divenne una spia dell’MI9.
Dopo la conclusione della guerra, Green e Brown furono testimoni importantissimi nei processi per tradimento.

La componente realistica è sempre presente mentre si legge questo libro perché è pieno di note. La bibliografia è ricca e all’interno del testo vengono addirittura riprese delle dichiarazioni dei soldati che hanno fatto quando sono ritornati dalla guerra. Bisogna anche citare l’ottima integrazione di queste note all’interno dell’edizione digitale.
La fortezza di Colditz non è l’unica ambientazione del libro. Vengono descritti i fronti della guerra, i bassifondi inglesi pieni di persone arrabbiate con lo Stato, altre prigioni tedesche.

Se vi piacciono le spie, le storie sulla seconda guerra mondiale e l’approfondimento storico non potete perdervi “I prigionieri della fortezza nazista”.

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