Il peso della vergogna: il segreto della famiglia Bramante

Dal 17 marzo è disponibile in libreria il nuovo romanzo di Serena McLeen, pubblicato con Vallardi Editore. Serena McLeen è lo pseudonimo di una scrittrice italiana, che ha esordito come autrice self-published nel 2017 e ha conquistato moltissimi lettori.

Il peso della vergogna” era stato originariamente pubblicato nel 2017 per poi essere stato ritirato dal mercato nel 2023, perché affidato al gruppo Antonio Vallardi Editore. La storia è rimasta intatta, la stessa che ha conquistato migliaia di lettori, ma ci sono stati sottili e significativi cambiamenti sul testo, arricchito da una nuova bellissima copertina. Tutto ciò ha reso il romanzo una vera gemma.

La McLeen racconta la storia di Annabella, che in soli tre mesi ha visto la sua vita cambiare drasticamente, perdendo prima i genitori a seguito di un incidente e poi la sua amata nonna materna, che ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella sua vita. Rinchiusa in un dolore che non le permette nemmeno di continuare il suo lavoro da fotografa, Annabella scopre che sua nonna Angela le ha lasciato una ricca eredità, nonché una Villa dal valore inestimabile a Fontana a Po, il paese in cui Angela era cresciuta.

Annabella si rende conto di non sapere nulla del passato di sua nonna e decide di andare a Fontana a Po, per avere più informazioni riguardo Angela e la Villa. Qui Annabella si troverà di fronte a un’ardua scelta e, accompagnata e supportata da Francesco, un ragazzo carismatico e dalla bontà infinita, comincerà a scavare nel passato di Angela, fino a trovare un diario che sua nonna aveva lasciato appositamente per lei.

È qui che la storia di queste due donne si intreccia, lasciando spazio al racconto di Angela, che scrive le pagine di quel diario come se fosse una confessione doverosa prima della sua scomparsa. Ogni riga è intrisa del peso e del dolore che Angela ha dovuto patire durante una delle fasi più oscure del nostro Paese. La guerra, il fascismo e una casa che assomiglia più a una prigione che a un luogo sicuro, hanno reso la vita di Angela un tormento e un doloroso susseguirsi di eventi che lasceranno Annabella sconcertata.

La storia di Angela cambierà profondamente non solo la vita di Annabella, ma anche di Adele, quella che un tempo era la migliore amica di sua nonna e che si è vista tagliare fuori dalla vita di Angela senza motivo. La McLeen affronta con sensibilità e tatto argomenti strazianti, momenti della guerra che racconta con attenzione e dettaglio, e un amore impossibile fra Angela e Luigi, l’unica persona che ha davvero amato sua nonna in quegli anni.

Il libro racconta entrambe le storie con attenzione, anche se quella di Angela è ovviamente la più interessante. È un cerchio che si apre e si chiude, portando il lettore a soffrire con il personaggio dalla prima all’ultima pagina del suo diario. La scrittura della McLeen non è troppo articolata ed è forse questa una delle sue qualità migliori. Ciò che vuole trasmettere arriva forte e chiaro, così come si percepisce benissimo il peso nelle parole di Angela.

Il personaggio meglio delineato è forse quello della nonna di Annabella, che invece dopo i primi capitoli, diventa quasi un personaggio di contorno, un mezzo attraverso cui raccontare la vera storia all’interno del libro, ovvero quella dei Bramante.

È stato molto interessante vedere come la McLeen si sia destreggiata nel descrivere il padre di Angela, Emanuele Bramante, che fin dalle prime pagine del diario assume tutti i tratti del cattivo perfetto. Il suo personaggio ci ha riportato alla memoria un altro titolo, ovvero “La banalità del male” della Arendt, in cui l’autrice sottolinea quanto la colpa sia dovuta alla totale inconsapevolezza delle conseguenze e del significato delle proprie azioni.

Emanuele Bramante potrebbe essere l’emblema di questa descrizione, in quanto fin dall’inizio sembra agire accecato dalla voglia di potere senza rendersi conto di come le sue azioni non portassero altro che distruzione su di lui e sulla sua famiglia. I Bramante ne escono non solo corrosi ma annientati, come se non fossero mai esistiti, ed Emanuele perde tutti i tratti di un essere umano diventando più lo spettro sbiadito di una bestia feroce.

Quando Angela, finita la guerra, va via da Fontana a Po, il suo intento è proprio quello di cancellare il suo passato e iniziare una nuova vita. Questo pensiero, però, si perde e a lungo andare il desiderio di Angela è quello di chiedere perdono ad Annabella per gli sbagli che lei ha commesso, come quello di non schierarsi apertamente durante la guerra, e quello involontario riguardo l’incidente del piccolo Pietro. Le parole di Angela sono intrise di una colpa che non è sua e che lei si porta dietro da tutta la vita, generando nel lettore una tale sofferenza da portarlo a chiedersi cosa avrebbe fatto al suo posto.

“Il peso della vergogna” è un libro che parla di sofferenza e perdono, di impotenza e di voglia di ricominciare. Il personaggio di Annabella diventa ciò che Angela non ha mai potuto essere: svolge il lavoro dei suoi sogni, riesce a trovare l’uomo perfetto per lei, e mette un punto a un passato e a una tragedia che Angela non era riuscita ad affrontare.

Questo libro è un po’ un viaggio nella memoria storica e racconta eventi che tutti conosciamo ma che forse nessuno ha approfondito in maniera così privata e intima. La McLeen lo ha fatto e ci ha ricordato che a volte bisogna guardare al passato per non commettere gli stessi errori nel presente.

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