The World of Tim Burton – viaggio alla scoperta della mente del geniale regista

Da poco si è conclusa a Torino The World of Tim Burton, la mostra dedicata all’amato regista americano, noto per il suo stile gotico e padre di storie eccentriche e personaggi fuori dal comune. Ideata e co-curata da Jenny He in collaborazione con Tim Burton e adattata da Domenico De Gaetano per il Museo Nazionale del Cinema, l’evento è stata un’occasione per ogni fan del regista di vedere dal vivo alcune delle opere più personali ed esclusive dell’universo burtoniano. 

Tra installazioni deformate e bizzarre, e progetti personali poco conosciuti al grande pubblico, The World of Tim Burton è stata un viaggio immersivo all’interno della mente del noto cineasta.

In giro per il mondo e Polaroid: gli schizzi e le stampe burtoniane

La mostra è stata suddivisa in numerose sezioni, ognuna legata ad un suo processo creativo o alle sue ispirazioni. La prima parte, intitolata In giro per il mondo, ha messo in esposizione opere, pensieri e disegni realizzati su quaderni, block notes e tovaglioli di ristoranti, riflettendo la spontaneità e l’anima inquieta del regista. Successivamente, il percorso ha proseguito con Polaroid, un’area che mostra alcune stampe realizzate da Burton dal 1992 al 1999, che presentavano temi ed elementi simili a quelli dei suoi film.

Le ispirazioni di Tim Burton: da Edward Gorey a Vincent Price

Ma non solo: si è proseguito poi con la sezione Influenze, in cui sono stati esposti dei suoi disegni ispirati ad alcuni noti fumettisti e illustratori come Edward Gorey, Charles Addams, Don Martin e Theodore Geisel (Dr. Seuss). È stata inoltre sottolineata l’influenza determinante che il cinema espressionista, i maestri dell’animazione stop-motion George Méliès e Ray Harryhausen, gli horror della Universal Studios e infine il maestro della suspense Vincent Price, idolo di Burton per tutta la vita e fonte d’ispirazione per il suo primo corto d’animazione, Vincent, uscito nel 1982, hanno avuto sulla sua carriera cinematografica.

I Pirati: il progetto incompiuto ripreso dopo decenni

L’evento ha inoltre permesso ai visitatori di esplorare anche una serie di progetti non realizzati, tra cui alcuni cinematografici, televisivi ed editoriali, interrotti in varie fasi del loro sviluppo. Tra le esposizioni spiccano quelle dei Pirati, statue a grandezza naturale nate da un’idea del regista del 1980. In quell’anno infatti Burton crea un cast di pirati e le loro avventure, ma il progetto è stato ripreso solo molti anni dopo presso gli studi di El Volador a Città del Messico, dove sono state realizzate delle sculture di una ciurma con arti deformi e allungati.

Le Festività secondo Tim Burton

Un’altra area molto interessante è stata quella dedicata alle Festività. Cresciuto a Burbank, un quartiere della periferia della California, Burton trovava noioso e oppressivo il suo luogo d’infanzia. Tuttavia, durante le festività, quel luogo si trasformava, diventando vivace e colorato, e proprio in questi momenti Burton trovava ispirazione per molte delle sue opere, che riflettevano il suo stato d’animo in quei periodi e a cui si accosta a volte con sincero apprezzamento verso l’atmosfera festosa, altre volte con arguto sarcasmo.

I personaggi dei film e il tema del reietto

E impossibile non menzionare la sezione dedicata ai Personaggi dei film, dedicata ad alcuni dei protagonisti più iconici dei suoi lungometraggi, tra cui Beetlejuice, Batman, Ed Wood e anche la più recente Mercoledì. Inevitabilmente, c’è stata anche una parte dedicata ai reietti incompresi, uno dei temi più amati e familiari delle opere di Burton. Questi personaggi solitari e poco compresi dal mondo circostante sono molto cari al regista e sono una costante della sua filmografia, incarnati perfettamente da celebri personaggi come Edward Mani di forbice o Jack Skeletron di The Nightmare Before Christmas.

Conclusioni

In conclusione, The World of Tim Burton si è dimostrata un’esperienza davvero coinvolgente ed emozionante, ideale per gli amanti dell’artista. Per coloro che non hanno avuto l’opportunità di visitare la mostra a Torino, c’è ancora la possibilità di vederla a Praga, presso il Municipal House (Obecní dům), dal 1° maggio al 30 settembre 2024, e al Design Museum di Londra, dal 25 ottobre 2024 al 21 aprile 2025. 

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