Fallout, lo show di Amazon è una bomba

Ne è passato di tempo da quando, nell’ormai lontano 2020, Amazon annunciò la serie tv di Fallout con Jonathan Nolan e Lisa Joy (Westworld) al timone della produzione e Geneva Robertson-Dworet (Captain Marvel) e Graham Wagner come showrunners.
Da allora, i fan storici della serie di videogiochi (ne abbiamo parlato in questo speciale dedicato a Fallout) sono rimasti in attesa di qualsiasi informazione, preoccupati che una serie tv potesse non essere all’altezza delle aspettative.

Di adattamenti cinematografici sui videogiochi ce ne sono stati molti nel corso degli anni, ma raramente si sono dimostrati poco più che discreti. Fortunatamente negli ultimi anni, complice anche il cambio generazionale e un attenzione crescente al medium videoludico, la situazione è cambiata e a dimostrarlo sono stati film come Sonic o Super Mario, così come serie tv di grande successo come The Last of Us prodotto da HBO, l’anime di Cyberpunk Edgerunners di Netflix e Halo uscito in esclusiva su Paramount+.

Tuttavia il pubblico affezionato ai videogiochi non è mai stato troppo clemente e il timore che Fallout potesse non seguire le orme dei suoi “parenti” era concreto.
Dopo aver visto tutti gli otto episodi di questa prima stagione, noi di Bee Chronicles siamo pronti a svelarvi se quei timori fossero giustificati o meno.

Un futuro sicuro sottoterra!

Lucy (Ella Purnell) e Stephanie (Annabel O'Hagan) nel Vault 33

Siamo in California nel 2077 e Cooper Howard (Walton Goggins), attore western di successo della cara e vecchia Hollywood, viene ingaggiato a intrattenere un gruppo di bambini a una festa di compleanno. È una bella giornata di sole e la vista su una affascinante Los Angeles retro-futuristica è da mozzare il fiato quando all’improvviso, mentre tutti si divertono in casa guardando i cartoni animati e brindando al festeggiato, un lampo di luce e una nuvola di fumo si alzano dal centro della città.

Quando tutti si rendono conto di cosa sta succedendo è ormai troppo tardi, la prima bomba è appena caduta e la detonazione non fa in tempo a terminare che già ne arrivano altre, segnando la fine di Los Angeles e del sogno americano. Perlomeno per come è sempre stata.
L’America era pronta a questa evenienza e i cittadini abbastanza ricchi riuscirono a rifiugiarsi nei Vault, enormi e avanzatissimi rifugi antiatomici che promettono la salvezza, dove i nuovi abitanti sarebbero sopravvissuti fino al giorno in cui il mondo sarebbe stato pronto ad essere riabitato.

È proprio nel Vault 33 che, circa 220 anni dopo la fine del mondo, è cresciuta Lucy MacLean (Ella Purnell), una ragazza intelligente, forte e in perfetta salute pronta a sposarsi.
Le nozze però non andranno bene e in seguito al rapimento di suo padre (che tra le altre cose è il supervisore del vault) prenderà la decisione di uscire in superficie e mettersi sulle tracce dei responsabili e riprendersi la sua famiglia.La Zona Contaminata però è un luogo sconosciuto e Lucy potrà contare solo su sé stessa per sopravvivere in un mondo tanto devastato quanto ostile.

Discorso diverso per Maximus (Aaron Moten), un giovane adepto della Confraternita d’Acciaio, nato e cresciuto in superficie e scampato alla distruzione della sua casa d’origine. In quanto adepto, Maximus spera di diventare un giorno Cavaliere ed essere un eroe su cui gli altri possono contare.
Se non fosse che ,nonostante le ambizioni e la buona volontà, il nostro aspirante soldato non è molto dotato e viene costantemente tormentato dai suoi commilitoni, che fanno di tutto per rendergli la vita un’inferno.

La guerra… La guerra non cambia mai

Maximus (Aaron Moten) in armatura atomica e Dogmeat vicino una stazione Red Rocket

La prima parte della stagione riesce ad introdurre lo spettatore al mondo distopico e post-apocalittico di Fallout, aprendo le danze con un pilot esplosivo che sa bene come invogliare lo spettatore a proseguire la visione. Ad un primo impatto si potrebbe notare come gli eventi precedenti alla storia principale vengano un po’ trascurati: non sappiamo nulla dei conflitti che hanno portato al collasso del mondo ma andando avanti con gli episodi si andranno a vedere, tramite i flashback di Cooper (ora divenuto un cacciatore di taglie mutante noto come “Il Ghoul”), tanti retroscena che comporranno un mosaico sempre più grande.

L’ottimo intreccio narrativo che il team, in collaborazione con Todd Howard e Bethesda, ha saputo imbastire riesce ad essere stimolante e ricco di colpi di scena dall’inizio alla fine, in un crescendo che toccherà il suo apice in un eccellente episodio finale.

Insomma, dal punto di vista narrativo Fallout riesce a dimostrarsi valido e degno dei videogiochi da cui è tratto, e dal momento che la serie si pone nella timeline della saga videoludica, rientrando nel canon, questo può solo essere un pregio.
Certo, ci sono alcuni elementi che sembrano discordare con quanto visto in Fallout New Vegas (ma non diremo altro per evitare di fare spoiler) e che probabilmente faranno storcere il naso ai fan più affezionati.
In tal senso possiamo solo aspettare l’uscita della Stagione 2 per vedere come procederanno le cose e sperare in qualche delucidazione.

Un cowboy, una ragazza e un cavaliere entrano in un bar…

Il Ghoul (Walton Goggins) in una sparatoria nella città di Finley

Il cast di personaggi è di tutto rispetto: Walton Goggins, nei panni del Ghoul, ci porta su schermo un personaggio freddo e spietato dal passato turbolento, un cacciatore di taglie ispirato ai western di un tempo che non solo rende perfettamente giustizia al passato di Cooper, ma strizza anche l’occhio al precedente lavoro di Jonathan Nolan e Lisa Joy, Westworld.

Lucy, interpretata da un ottima Ella Purnell, riesce a farci empatizzare mostrandoci un mondo ostile dove anche gli scarafaggi possono essere letali. Coraggiosa, caparbia, gentile e troppo ingenua (in senso buono) per quel mondo, Lucy si ritroverà spesso in situazioni imbarazzanti e comiche mentre proverà a relazionarsi con gli abitanti della Zona Contaminata. Tuttavia non si lascerà mettere i piedi in testa da nessuno e nel corso della stagione vivrà un’evoluzione coerente e non scontata.

Il personaggio di Maximus, portato in vita da Aaron Moten, invece è forse quello che meno riuscirà a farsi amare. È un buon personaggio sia chiaro, ma il suo carattere un po’ opportunista e a tratti disonesto ci mostrano un giovane uomo che nell’inseguire il sogno di diventare un eroe, spesso finisce per mettere sé stesso (e gli altri) nei guai. Spesso potrà risultare patetico, ma la sua crescita ci mostrerà i lati nascosti della vita nella Zona.

Proprio in perfetto stile Fallout, tutta la serie è permeata da un alone di satira e macabra ironia che vi strapperanno più di un sorriso mentre, insieme ai protagonisti, affronteremo un viaggio in compagnia di buona musica anni ’50, sole e radiazioni.

Oltre ai tre personaggi principali troviamo un cast di personaggi secondari sfaccettati e unici, come il fratello di Lucy, Norm (interpretato da Moises Arias), che nonostante ci appaia inizialmente come un ragazzo un po’ codardo si rivelerà cruciale nella storia.

La serie tv come il videogioco

La base aerea della Confraternita d'Acciaio

Uno degli aspetti più delicati, quando si adatta un videogioco in un media diverso, è sicuramente quello che riguarda la fedeltà, dopotutto i dettagli contano e i videogiocatori lo sanno bene.
Ambientazioni, costumi, oggetti di scena, musiche, dialoghi, armi: tutto deve essere il più fedele possibile.

Fallout riesce perfettamente nell’intento, perché tanto l’umorismo macabro quanto gli oggetti sono tutti in perfetto stile Fallout. Ecco quindi che troviamo le iconiche armature atomiche T-60, i tappi delle Nuka-Cola (usati come valuta di scambio), le tute degli abitanti del vault (non esageratamente aderenti come quelle di Fallout 4 e più simili a quanto visto in Fallout 3 o New Vegas), i robot e addirittura le medicine.

Capiterà spesso infatti di vedere personaggi feriti che useranno il celebre “stimpak” per rimettersi immediatamente in sesto. Degno di nota anche il fatto che Lucy ci viene presentata illustrandoci le sue abilità e caratteristiche, proprio come nel videogioco si usano le statistiche che regolano la forza o l’agilità di un personaggio.

E quanto azzeccata la musica. I fan storici riconosceranno “I don’t want to set the world on fire”, canzone dei The Ink Spot ricorrente nei videogiochi così come altre canzoni americane del dopoguerra insieme a una colonna sonora originale composta da Ramin Djawadi. In un certo episodio sbucherà fuori anche il tema di Fallout 4 composto dallo storico Inon Zur.

Come non citare inoltre la comparsa di “Grognak il Barbaro” (una parodia di Conan il Barbaro) o dei cibi quali le “Sugar Bombs”. Ogni piccolo dettaglio è semplicemente perfetto nonostante alcune licenze poetiche che potrebbero non convincere i fan più attenti.

Il miglior adattamento di un videogioco

Il Pip-Boy di Lucy ha un design originale ma fedele a quelli visti nei videogiochi

Come già accennato in apertura, di serie tratte da videogiochi ce ne sono state negli ultimi anni, ma chi vi scrive vi assicura che nemmeno l’eccellente The Last of Us di HBO ha raggiunto una fedeltà così alta. A differenza della storia post-apocalittica di Joel ed Ellie, dove c’era poco da fare sul fronte artistico e sono state alterate alcune sequenze narrative, il Fallout di Amazon rasenta quasi la perfezione sotto questo punto di vista, andando inoltre ad inserirsi nella timeline dei videogiochi e rendendo di fatto la serie tv un prodotto in continuità con la saga videoludica.

In conclusione, Fallout riesce a convincere con una prima stagione esplosiva. Nonostante una progressione narrativa dai ritmi altalenanti, lo show risulta sempre interessante e stimolante, soddisfacendo la curiosità di fan e nuovi arrivati che non hanno mai toccato un videogioco della serie Fallout.

Le poche incongruenze con la saga di Bethesda Games Studios (e di Interplay prima di loro) hanno il loro peso certo, ma il gran finale della prima stagione lascia sperare bene in una scontatissima seconda parte, che siamo sicuri andrà a colmare ogni dubbio.

Nel frattempo, se non l’avete ancora fatto, potete vedere tutti gli episodi di Fallout su Prime Video!

A cura di Stefano

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