The Gentlemen racconta la storia di Edward Horniman (Theo James), secondo genito del Duca di Halstead che, mentre è in missione in Siria, viene richiamato a casa per l’imminente trapasso del padre; un uomo che si è sempre dimostrato fedele agli antichi ideali della aristocrazia brittanica e che non ha mai espresso apprezzamento verso la sua persona. Eddie si aspetta di non ricevere nulla dall’eredità e che, come da tradizione, il padre lasci i suoi averi al primo genito, suo fratello Freddy (Daniel Ings).

Invece, con grande stupore della famiglia, il vecchio Duca taglia i ponti con la tradizione e lascia tutto proprio a Edward. Ben presto, il nuovo Duca di Halstead, imparerà che quella del testamento non è stato un singolo atto di follia, ma che il padre è cambiato durante la sua essenza, arrivando ad affittare parte della tenuta a una famiglia criminale, i Glass, la cui principale occupazione è la coltivazione e la distribuzione di marijuana nel mondo.
Edward è diviso: da un lato vuole essere sicuro che il nome della famiglia non venga coinvolto in affari illegali, dall’altro ha bisogno dell’influenza di Susie Glass (Kaya Scodelario) per salvare Freddy dalle conseguenze dei suoi debiti milionari. Inizia così il suo viaggio nel mondo dell’illegalità, tra esecuzioni e faide della criminalità organizzata. Ma, man mano che collabora con Susie, inizia a rendersi conto che ci sta prendendo gusto e, forse, non sta scavando per uscire, ma per crearsi il suo regno.
“Tanto per avere le idee più chiare: per evitare che le persone possano associare il nostro nome a dei criminali, noi ci stiamo trasformando in criminali.”
Susie sta gestendo l’intero impero del padre, al momento impossibilitato perché in prigione, quando arriva Edward non è il nobile che si aspettava. Se al vecchio Duca importava solo di ricevere la sua fetta di torta e non voleva sapere nulla della gestione o delle trame della malavita, Edward, ci si lancia a capofitto e incredibilmente dimostra di avere lo stomaco per quel tipo di lavoro. Lei inizia ad apprezzarlo come partner. Sia da alleati che da nemici sono una coppia formidabile, astuta e pericolosa, entrambi sempre pronti a rischiare per ottenere quello che vogliono e proteggere chi amano.

Guy Ritchie (regista, sceneggiatore e produttore) si conferma in grado di portare nelle nostre case un prodotto in grado di divertire il pubblico con scene adrenaliniche ad alta componente ironica, senza però far mancare il giusto pathos. Negli episodi utilizza spesso lo stesso espediente narrativo, per cui mostra l’inizio della scena chiave e subito dopo la sua conclusione, tornando poi indietro con un flashback per mostrare come si è sviluppata la situazione; in questi casi, viene meno l’elemento della suspence perché avendo già visto la conclusione si sa che i protagonisti usciranno indenni dall’ennesimo incontro increscioso.
Altro punto forte della serie sono i dialoghi. Spesso le serie televisive li lasciano un po’ da parte, si dà più importanza alla recitazione che alla corposità e all’eleganza della penna che c’è dietro, in questo caso è stato creato un connubio tra scene e registri narrativi differenti, dando spessore ai singoli personaggi e alle loro storie.
“Sbagli sul fatto che non ti conosco. So che non sei Giulio Cesare e non hai la minima idea del fiume nel quale hai scelto di nuotare, è oscuro e pieno di terrore. Forse hai una piccola armata, ma io sono lo Stato. Sono la colonna portante. Sono l’ordine costituito. E tu, non sei attrezzato fisicamente, militarmente e intellettualmente per la battaglia che hai deciso erroneamente di affrontare.”
Ritchie ha affermato di avere molte idee per la seconda stagione, però il rinnovo non è stato ancora confermato ufficialmente da Netflix; ma, noi amanti del binge watching, possiamo ritenerci soddisfatti perché la prima stagione ha un finale ben definito che non lascia affari in sospeso.
Una serie perfetta per gli amanti di: Operazione U.N.C.L.E, Peaky Blinders e Breaking Bad.
E voi vedrete questa serie?
