Players – LA RECENSIONE COMPLETA

“Uno schema non schema”

Mackenzie è una giornalista sportiva felicemente single, che passa il suo tempo libero in compagnia di un gruppo di storici amici a parlare di sport e organizzare messe in scena per conquistare partner per una famosa botta e via. Ma l’arrivo di un famoso scritto all’interno del giornale, Nick, destabilizza l’equilibrio di Mac quando, dopo aver architettato un teatrino, si ritroverà a sognare un cassetto in casa sua. 
E come si può trasformare un flirt in una storia seria?

RECENSIONE:

Da sinistra verso destra: Joel Courtney (Little), Liza Koshy (Ashley), Mack (Gina Rodriguez), Augustus Prew (Brannagan), Damon Wayans Jr. (Adam)

Come nei libri, è risaputo che una buona rom-com deve avere un cast affiatato e divertente, e su questo fronte, “Players” non delude affatto. Abbiamo, Innanzitutto, Little, il cuore e l’anima del gruppo, un personaggio che sembra ancora bambino nonostante l’età adulta, ma che riesce a conquistare il pubblico con il suo irresistibile mix di innocenza e spensieratezza; Accanto a lui c’è Ashley, la segretaria del caporedattore, interpretata da un’attrice che si rivela un’autentica rivelazione comica. Sin dalle prime scene, infatti, si distingue per la sua verve e il suo talento nel fornire battute pungenti e reazioni esilaranti, ed è lei l’elemento chiave che mantiene alto il livello di comicità del film, regalando una serie di momenti memorabili e risate; poi c’è la protagonista, Mack, una vera e propria esperta nell’arte del tessere teatrini per conquistare potenziali partner. Interpretata con grinta e carisma, incarna perfettamente il ruolo della donna moderna e indipendente, il cui cuore talvolta vacilla tra il desiderio di libertà e la ricerca dell’amore vero e profondo; Brannagan, con il suo umorismo unico e spesso “inopportuno”, che aggiunge un tocco di caos e imprevedibilità alle vicende della trama; ed infine Adam, il tipico ragazzo tranquillo che suggerisce gli schemi dalla panchina, il cui sarcasmo ben dosato e la sua ironia aggiungono una dimensione extra di comicità al mix già esplosivo del cast.

In figura: Tom Ellis (Nick) e Gina Rodriguez (Mack) in una scena del film

Però, le cose belle sembrano finire qua, perché, nonostante la presenza di Tom Ellis nel ruolo di Nick, il film sembra perdersi fin da subito; infatti, pur impegnandosi al massimo nel vestire i panni dello scrittore misterioso e un po’ pomposo a causa dei suoi successi letterari, non riesce a tirare fuori il meglio del personaggio. In aggiunta, già dal primo frame, lo spettatore si trova catapultato in un vortice di confusione e disorientamento, come se stesse assistendo alla seconda puntata della settima stagione di una serie TV, senza aver mai visto la prima. L’esperienza è, dunque, come salire su un ottovolante senza sapere cosa aspettarsi.

C’è da dire, però, una cosa: per quanto possa riuscire a far passare le quasi due ore, questo film tratta uno dei temi più importanti e universali delle relazioni umane: del pericolo di perdere se stessi nel tentativo di piacere agli altri, di conformarsi a un’immagine ideale o di indossare una maschera per essere accettati e amati.

Molte persone, infatti, nel corso della loro vita, si trovano ad affrontare il dilemma di mostrare una versione “migliorata” di sé stessi per ottenere l’approvazione degli altri o per conquistare l’affetto di un potenziale partner. Tuttavia, il film ci ricorda che questa strada può portare a una perdita dolorosa di autenticità e di identità personale, perché nel momento in cui ci si rende conto di aver sacrificato la propria autenticità per adattarsi alle aspettative degli altri, si prova una profonda sensazione di smarrimento e insoddisfazione. Allora, la storia di Mackenzie e dei suoi amici mostra che la vera felicità e la vera connessione si trovano solo quando ci si permette di essere se stessi, senza maschere o finzioni. È solo quando ci si accetta per quello che si è veramente che si può trovare l’amore autentico e duraturo, proprio come Mackenzie scopre di avere già la “prima base” vicino a sé, a pochi metri di distanza.

Di seguito il trailer:

Lascia un commento e facci sapere che cosa ne pensi!

Lascia un commento