“Non ci serve un uomo che combatta le nostre battaglie”
Basato sulla serie di fumetti della Vertigo creati da DC Entertainment, il film vede le star nominate all’Oscar Melissa McCarthy, Tiffany Haddish ed Elisabeth Moss vestire i panni di tre casalinghe di Hell’s Kitchen nel 1978, i cui mariti mafiosi vengono arrestati dall’FBI. Per difendere i propri interessi, le signore prendono in mano gli affari della mafia irlandese, dimostrandosi inaspettatamente adatte al ruolo, dal gestire i traffici al far fuori la concorrenza... letteralmente.
RECENSIONE
Immagini d’epoca di Hell’s Kitchen – anni ‘70
Nella sfolgorante New York degli anni 70, Hell’s Kitchen – sul lato ovest di Manhattan tra la 34esima e la 57esima – emergeva come una comunità abitata grossomodo da poveri irlandesi della classe operaia. Ed è proprio tra queste strade che i Westies iniziarono a muovere i primi passi: si trattava di una banda irlandese-americana assetata di sangue che governava questa zona dagli anni ‘70 fino agli anni ‘80, dove la loro reputazione di violenti era così estrema che venne etichettata come “l’organizzazione più selvaggia nella lunga storia di New York”.
Tavola del fumetto
Il mondo cinematografico americano (e non solo) è saturo di film basati sulle mafie di origine europea che furono particolarmente attive nella Grande Mela negli anni 70 e 80, dove ad essere sempre protagonista è il punto di vista maschile, con le donne relegate a ruoli passivi, costrette a subire le conseguenze delle azioni dei loro mariti criminali, talvolta rimettendoci anche la vita senza aver causato nessun problema. Tutto questo perché non hanno voce in capitolo. In questo caso, invece, c’è proprio uno stravolgimento: dopo l’arresto dei loro coniugi, tre donne sono quasi costrette ad entrare a far parte di questo mondo criminale.
Da sinistra verso destra: Elisabeth Moss (Claire Walsh), Tiffany Haddish (Ruby O’Carroll) e Melissa McCarthy (Kathy)
Per quanto riguarda il lato attoriale, le attrici protagoniste portano sullo schermo delle interpretazioni che vanno ben oltre la semplice recitazione, immergendosi completamente nei ruoli di casalinghe trasformate in boss della mafia. Melissa McCarthy è ormai entrata nell’immaginario hollywoodiano per i suoi ruoli comici, ma in questo caso sembra proprio uscire dalla propria comfort zone, affrontando con grinta una natura più drammatica, riuscendo ad incarnare magistralmente una donna che scopre una forza interiore che è stata inibita fino a quel momento. Anche Tiffany Haddish è di solito associata a film divertenti, dimostrando in questo caso la sua straordinaria versatilità: interpreta una donna che sfrutta la sua intelligenza e astuzia per navigare nel mondo pericoloso della mafia, riuscendo a trasmettere tutta quell’intensità e gravità che caratterizzava quel mondo, dove la sua trasformazione da moglie sottomessa a leader spietata è uno dei punti più fenomenali dell’intera pellicola. Ed infine Elisabeth Moss, che non delude nemmeno in questa occasione. Il suo personaggio, Claire, è forse il più tragico dei tre: una donna che ha subito abusi da anni e che trova nella criminalità una via di fuga ed emancipazione, esprimendo così una gamma di emozioni contrastanti: dal dolore alla rabbia, dalla paura alla spietatezza, rendendo il suo personaggio umanamente toccante.
In conclusione, possiamo affermare che questo nuovo gioiellino, diretto dalla regista Andrea Berloff, riesce a dar vita a personaggi femminili complessi e sfaccettati, che sfidano con grinta sorprendente le convinzioni del genere thriller, dove la loro evoluzione da casalinghe a leader mafiose è raccontata con una profondità ed un realismo che riesce in alcuni punti a far addirittura emozionare lo spettatore. Non è, dunque, solo uno di quei film d’azione d’epoca, ma è una potente pellicola che racconta quella realtà cruda e terribile che era Hell’s Kitchen durante il suo periodo più buio, con un cast femminile che trasmette una potente metamorfosi verso l’emancipazione femminile.
Di seguito il trailer:
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