Urban Shadows

Urban Shadows é una raccolta di racconti dalle trame oscure edita MoonStar Edizioni disponibile a partire dal 25 aprile. Composta di otto racconti, tra le autrici troviamo Ayla Blanc, Martina B, Maya Lane, Iris Elvenempress, Cecilia S. D. Rossi, Elisa F, Kimberly Tiengo, Sarah Bianchi e Francesca Da Re.

Il collezionista di sogni – Ayla Blanc

Emily Carter é una studentessa al terzo anno di psicologia cognitiva al Whitmore College del tutto entusiasta di partecipare all’esperimento del dottor Leon Blackwell, famoso quanto controverso neuroscienziato: attraverso lo studio del sonno, intende creare una mappatura dei confini della coscienza. Tuttavia é durante quello stesso esperimento che qualcosa accade: qualcosa di oscuro viene involontariamente risvegliato. Ombre, oscure presenze, sussurri inquietanti cominciano a perseguitare gli studenti coinvolti durante l’esperimento, portando alla luce quella che é sempre stata considerata una leggenda del college: la storia del Collezionista di Sogni, che perseguita gli incubi degli studenti, portando alla sparizione degli stessi.
Ad aiutare Emily e Leon, subentra Daniel, esperto del paranormale. Nonostante i dubbi dello scienziato, dovranno collaborare per sperare di salvare gli studenti del college da quella figura inquietante.
Per quanto la trama di base sia piuttosto interessante, la stessa viene sviluppata in maniera sbrigativa e superficiale.

“Mentre continuiamo a esplorare le profondità dimenticate del Whitmore College, poi, ci imbattiamo in una scoperta che ci lascia senza parole, visto che nella biblioteca troviamo, non so bene come, una stanza nascosta.”

Molti spunti non vengono adeguatamente approfonditi: la stanza segreta trovata dai protagonisti pare essere un punto cruciale, di svolta nella trama, ma non appare più lungo il corso del racconto.

“Insieme, creiamo un piano che speriamo possa catturate l’entità e porre fine alla sua influenza. Il lavoro che ne segue per costruire la trappola é intenso e richiede la completa collaborazione di tutti noi. Misuriamo, calcoliamo, disegnamo simboli e configuriamo le apparecchiature.”

Trappola, simboli, apparecchiature: al lettore non é dato sapere di cosa si tratti. Se, ad esempio, la trappola é un cerchio alchemico, se i simboli sono delle rune norrene, oppure altro. E se, pagina dopo pagina, il lettore spera di trovare una risposta alle sue domande, ciò non accade.

“Con la trappola pronta, decidiamo quindi di testarla in un ambiente controllato prima di affrontare” Il Collezionista” nel suo dominio, ma nulla va come previsto. Alcuni simboli non reagiscono come dovrebbero e le apparecchiature scientifiche danno letture incomprensibili.”

Cosa va storto? Ancora, non é dato a saperlo. Gli esempi sopra citati sono solo alcuni. La stessa battaglia finale contro il Collezionista di Sogni non viene approfondita adeguatamente, lasciando al lettore un senso di smarrimento, che impedisce anche ad entrare in sintonia con i personaggi, nonostante il doppio pov.

Vermilion – Martina B

Il secondo racconto della raccolta é ispirato dalla storia de La Bella e la Bestia di Gabrielle-Suzanne Barbot ed al lungometraggio targato Disney.
Ambientato nel 1920, il racconto inizia nel momento in cui Eliza Evans eredita Villa Rosa dal padre deceduto di recente. Ad accompagnarla nella grande dimora sono Ethan, suo amico e Daniel, il suo fedele servitore. La casa nasconde più di quanto sia visibile sulla sua superficie: la leggenda narra che tra le mura della dimora si sia consumata una tragedia. Adam, marchese detto la Bestia, pare abbia ucciso Isabella in un impeto d’amore, quando colei che sarebbe diventata sua moglie, non ricambiava lo stesso sentimento.

“Infelice tra queste mura sarò / Tra le pagine di questo libro, per l’eternità, libera vivrò.”

La stessa Eliza ritrova, all’interno di un passaggio segreto nell’enorme biblioteca, il diario segreto di Isabella. Da quel momento in poi, i corridoi della magione paiono rianimarsi: gli orrori del passato riemegono. Un passato che non sembra troppo lontano.

«La maledizione della rosa su di te si posa. Le tenebre non temere, sottoterra con i vermi dovrai giacere…»

Il narratore – Maya Lane

Le parole che pronunciamo o che scriviamo hanno un peso. Jamie, un giornalista affascinato da leggende urbane, lo imparerà lungo il corso della storia. Imbattutosi in una delle leggende metropolitane di New York, quella de Il Narratore, decide di pubblicare un articolo a riguardo. Articolo che diventa virale al punto che tutti, in città, cominciano a parlare di questo Narratore. E più la gente ne parla, più fatti inquietanti cominciano ad accadere. Lo stesso Jamie, sentendosi in colpa per ciò che sta accadendo, decide di cercare una soluzione per fermare questa entità. Ad affiancarlo troviamo Erin, una studiosa di folklore e storia.

“Le leggende urbane non sono solo storie, Jamie. Hanno potere, influenzano le persone, creano realtà.”

In una New York che si fa sempre più inquietante ed oscura, i due personaggi dovranno scavare oltre la superficie e portare alla luce il passato della città. La metropoli si presta particolarmente per questa storia: apprezzabile é il contrasto tra luce e tenebra più volte ricordato dalla penna dell’autrice, come metafora tra il bene ed il male.

“Il Narratore è qui, tra noi, e solo affrontandolo potremo sperare di scoprire i segreti nascosti e salvare la città dalla sua oscura influenza.”

Se le parole sono pericolose, l’unione é altrettanto potente. Un racconto che ricorda al lettore che anche la notte più buia può essere superata, se si affronta in compagnia.

The Lost Melody – Cecilia S. D. Rossi

Ava Brittlewish ha ventisette anni ed ogni notte soffre di terribili incubi: rivede la scena di lei, dodicenne, che ritrova la madre morta suicida. Da anni in cura da una psicologa, non sente alcun tipo di miglioramento: la sofferenza l’avvolge come una coperta soffocante.

“Ava non viveva, si lasciava vivere permettendo al tempo di sgranare i giorni e tessere un’esistenza che la lasciava in quel libro. In sospeso.”

Una sera, tornando a casa da una seduta finita tardi, si imbatte nel Lost Bridge, un ponte che si perde in una inquietante nebbia fittizia, dalla quale sembra provenire una melodia che la chiama a sé.

“Una melodia struggente e dolorosa ma anche carica di promesse, seducente e la guida che diede ad Ava la sensazione di essere accettata, compresa, anche se solo per un istante.”

A fermarla é Nate, un ragazzo misterioso che la invita a stare lontana da quel ponte dal quale, ciclicamente, persone scompaiono senza più far ritorno dalla nebbia. Un mistero che Ava vuole risolvere, un mistero che la distoglie dalla sua personale sofferenza, come a volerle dare uno scopo. Un racconto che lascia al lettore un senso di malinconia, come la Melodia Perduta, reale protagonista della vicenda. Una maledizione che aleggia sulla città fittizia creata dalla penna dell’autrice, che non sembra trovare fine.

Attraverso la pioggia – Kimberly Tiengo

Marcus é un appassionato del paranormale. Un giorno come tanti si incontra con le sue due amiche Jenna e Lena, venendo a conoscenza di una nuova leggenda metropolitana legata alle giornate di pioggia: passeggiando per le strade, durante la pioggia, potrebbe capitare di incrociare la propria strada con l’Osservatore della pioggia. Mai incrociare lo sguardo con l’Osservatore, perché dopo 7 giorni le persone che l’hanno guardato negli occhi, sono sparite.

“Guardo un po’ davanti a me e un po’ a terra per evitare le pozzanghere. All’ultimo vedo dei piedi e, quando alzo lo sguardo, mi ritrovo davanti un uomo. Incrocio i suoi occhi con i miei. Un brivido mi percorre la schiena. I suoi sono completamente bianchi.”

Marcus, tornando a casa, incrocia la sua strada con l’Osservatore e, da quel momento, proverà sulla sua pelle un escalation di orrore fino alla fine dei sette giorni. Coinvolgendo anche le sue amiche, cercherà un modo per liberarsi di quella che é, a tutti gli effetti, una maledizione.

” È nei miei incubi. Oramai non posso chiudere gli occhi senza il terrore di vederlo anche nei miei sogni. È divenuto una costante, una certezza.”

La lettura di questo racconto é particolarmente incalzante, la divisione dei capitoli in giornate rende l’avvicinarsi del giorno sette e dunque del finale, un conto alla rovescia disperata dove, fino all’ultima riga, il lettore non potrà fare a meno di fare il tifo per la vita del giovane protagonista.

Il sussurro delle anime dannate – Sara Bianchi

Kieran, paramedico per i Vigili del Fuoco, ha recentemente perso il suo migliore amico e collega: non é riuscito a salvarlo ed é un cruccio che gli pesa sul petto, ad altezza del cuore. Durante lo svolgimento di un servizio, viene mandato a casa dal suo superiore. Ed é proprio per strada che incontra un bambino che entra in un edificio pericolante. Non potendo girarsi dall’altra parte, si sente in dovere di seguire il piccolo per poterlo salvare da quella situazione pericolosa.

“«Aiutami.» La voce era infantile e gli colpì l’udito. Sembrava che provenisse da ogni poro di quella struttura, come se ci fosse un gioco di suoni.”

Entrando in quello che sembrerebbe essere stato un hotel, Kieran si ritroverà a salvare ben più che un bambino, ma le anime delle persone che sono rimaste intrappolate all’interno dell’edificio, quando esso ha preso fuoco. Ma é salvando quelle anime che, senza rendersene conto, finirà per salvare se stesso.

” In quel posto non c’era un vero e proprio tempo che scorreva, non c’erano i minuti o le ore, non c’era nulla che scandisse i secondi.”

Più che un racconto dell’orrore, si tratta di un racconto di redenzione con accenni da brivido. Kieran sente il peso della colpa per quella morte prematura, eppure in quell’edificio dovrà affrontare ben altro, un qualcosa di irrisolto che proviene direttamente dal suo passato. Strizzando l’occhio alle ghost stories ambientate negli hotel, l’autrice ha raccontato il senso di colpa in una veste del tutto nuova.

La donna delle ombre e il bosco maledetto – Elisa F.

Un gruppo di amici decidono di entrare in un bosco maledetto alla ricerca della Kage-Onna (creatura legata alla tradizione nipponica che assume le sembianze di una donna-ombra). Che cosa potrà mai andare storto? Appassionati di misteri e leggende urbane, questo gruppo di amici perderà più di un battito cardiaco durante il corso della serata nella quale il racconto si svolge.

“Una risata demoniaca mi investì, facendomi trasalire. Paralizzato dalla paura, attesi alcuni secondi. Quando mi girai, mi imbattei in qualcosa di terrificante.”

Haruto, il protagonista della vicenda, dovrà fare i conti con il suo passato ed il suo presente, mettendo in discussione ciò che gli é più prezioso. Questo racconto, infatti, insegna al lettore che non sempre il male proviene da ciò che é oscuro, ma che può trovarsi anche nei posti che meno ci aspettiamo, dalle persone che più amiamo. Conoscete la verità delle proprie radici, di ciò che si é, in questo caso é metaforicamente inteso come il viaggio che il protagonista intraprende all’interno del bosco maledetto.

«Gli spiriti esistono, se credete in loro. Non dovete dimenticarli, continuate a tramandare le loro storie. Cercate sempre la verità, combattete per… lei.»

L’ambientazione nipponica (con tanto di note per semplificare la comprensione al lettore occidentale) crea un senso ulteriore di mistero e fascino per questa storia a metà tra una ghost story e un thriller paranormale.

Le ombre dell’orologio – Francesca Da Re

In una città esiste una piazza dove non bisogna mai indugiare dopo la mezzanotte. Lo vivono a loro spese Sophie e Michael, i protagonisti di questo racconto. Fin da subito appare chiaro al lettore che i protagonisti hanno ben chiaro che potrebbero correre un grosso pericolo: infatti nel corso degli anni sono sparite diverse persone da quella stessa piazza, senza essere più ritrovate.

Senza indugio si incamminarono, la nebbia stava aumentando. Stavano per lasciarsi la piazza alle spalle quando vennero colti di sorpresa dal rintocco dell’orologio. Era scoccata la mezzanotte.”

In alcuni tratti il personaggio di Sophie risulta vagamente sterile (lei, a differenza di Michael, é nata e cresciuta nella cittadina dove la credenza popolare legata alla maledizione della piazza dell’orologio é ben radicata), distaccato da ciò che avviene: eppure, lungo il corso della vicenda, pare abbia la chiave per risolvere l’enigma legato alla piazza, che risale ad un secolo prima, come gli stessi personaggi si ritrovano a vivere nella loro pelle.

“Un urlo disperato uscì dalla sua bocca, le sue mani erano sporche di sangue e lui ne era felice?”

Il racconto possiede una buona base per una ghost story, per quanto determinati punti possano essere maggiormente approfonditi (soprattutto quelli legati alla misteriosa figura di Margaret, del quale il lettore verrà a conoscenza lungo il corso della lettura).

Murasaki Manto – Iris Elvenempress

L’ultimo racconto di questa raccolta dell’orrore e di leggende metropolitane inizia con un crudele omicidio. Una bambina viene brutalmente assassinata all’interno di un bagno pubblico e non sarà la sola: una serie di omicidi si susseguono, avvenuti tutti quanti all’interno di bagni pubblici. Questo racconto mescola la realtà con la fantasia o, meglio ancora, con il folklore. Infatti gli esseri umani convivono assieme agli yokai, figure misteriose legate alla mitologia nipponica. Tra di esse, protagonista della storia, c’è Nuvola di Drago, una bimba-garei nata da una bambola di pezza. All’inizio del racconto questa ambientazione può spaesare il lettore: infatti Nuvola di Drago, assieme al suo terzo tutore nonché passerò notturno, frequenta un asilo nido dove bambini yokai e bambini umani convivono. Non subito questa meccanica può essere chiara, considerata anche la mancanza di note a pié pagina ad accompagnare il lettore ad una maggiore comprensione del testo. In ogni caso, nemmeno l’ambiente sicuro dell’asilo pare tenere lontano quello che é un vero e proprio serial killer.

“Nel momento in cui Risa si chiuse nel suo cubicolo, dei passi risuonarono sulle piastrelle di ceramica. Erano comparsi all’improvviso e non si era sentita per nulla la porta aprirsi, come se fosse apparso un fantasma.”

Tanti sono i personaggi che si susseguono lungo il corso della vicenda. Ho trovato molto dolce la scelta dell’autrice nell’eleggere una bambolina come protagonista della storia, cosa che rende l’antagonista maggiormente spietato. Infatti non solo l’assassino si scopre essere un essere non-umano, ma anche e soprattutto pare abbia maturato una storta di ossessione per la bambina che, ad appena due anni, si ritrova ad affrontare un pericolo decisamente più grande di lei.

«Vuoi mantello rosso o mantello blu, bambina?» chiese lo sconosciuto. «Se vuoi ci sono anche altri colori, hai l’imbarazzo della scelta.»

Questo racconto apre le porte ad un mondo nuovo, che potrebbe essere maggiormente esplorato. Il finale lascia il lettore in uno stato di stallo e la parola fine con il punto interrogativo finale rende – forse? – il racconto solo l’inizio di qualcosa che possiamo solo attendere (e sperare) di poter leggere.

La trama

L’oscurità avvolge le strade familiari della nostra quotidianità, trasformandole in scenari di incubi palpabili. Questa raccolta di racconti horror si avventura negli angoli più bui delle leggende metropolitane, quei racconti trasmessi di bocca in bocca che sfidano la linea tra realtà e finzione, tra il plausibile e il soprannaturale.Le leggende metropolitane, storie moderne nate dall’immaginario collettivo urbano, diventano il palcoscenico di terrore su cui si muovono questi racconti. Dall’amore maledetto al thriller più agghiacciante, dalle antiche leggende giapponesi ai demoni che si celano nelle ombre, ogni storia è un viaggio che sfida la nostra percezione del reale ed esplora un diverso aspetto di tali leggende, dimostrando come queste possano essere tanto variegate quanto la paura stessa. Sono storie che si insinuano nelle nostre vite, facendo leva sulle nostre ansie più profonde e sulla fascinazione per l’ignoto.

Preparatevi a essere trasportati in un mondo dove il terrore si nasconde dietro ogni angolo, dove ogni storia vi lascerà con il fiato sospeso e l’anima inquietata.

Urban Shadows è un tributo alla potenza delle leggende metropolitane e alla loro capacità di evocare orrore, meraviglia e tutto ciò che giace in mezzo.

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