Trama
Costa Azzurra, 1967
Il mio vero nome? Tatiana Pakulova. Ma potreste conoscermi con altri mille. La mia professione è quella di distruggere sogni. Quelli degli altri, ma soprattutto i miei. Non ho mai fallito una missione e per portare a termine il mio ultimo incarico sono disposta a tutto. Ma non sono disposta a capitolare di fronte a Kenneth Kot. Nessuno sa chi sia lui davvero, o cosa lo porti in realtà a godersi le vacanze a St. Tropez. L’unica certezza è che indossa le stesse iniziali del famoso ladro di gioielli che fa strage di casseforti e di cuori in tutta Europa. È protetto dalle più alte sfere del jet set ed è particolarmente interessato alla Contessa Alina Metanova von Steinhofer, la vedova del mio ultimo obiettivo.
La nostra opinione
Mi hai dato una ragione per stravolgere tutto
Oggi vogliamo parlarvi di un libro che ci ha suscitato una rabbia quasi animalesca, catartica e genuina. E questo sentimento nasce dalla consapevolezza che un romanzo pubblicato in self-publishing possa superare di gran lunga molti dei titoli che affollano le librerie negli ultimi anni. Diletta Marcheggiani, nata ad Atri nel 1992 e residente nella campagna parigina (anche se detto così sembra molto più chic di quanto sia realmente), ha dato vita a un vero e proprio capolavoro con “The Dreambreaker” (il suo romanzo d’esordio, “Se solo fossi tu“, uscito nel 2021, aveva già mostrato il suo talento, ma con quest’ultimo lavoro ha raggiunto nuove vette di eccellenza narrativa).
Diletta Marcheggiani, infatti, si conferma una scrittrice da tenere d’occhio, dove la sua capacità di auto-pubblicarsi e comunque produrre opere di altissima qualità dovrebbe essere un monito per l’intera industria editoriale. In un mondo dove spesso il marketing e i nomi noti sembrano prevalere sulla sostanza, Marcheggiani emerge come una voce autentica e potente, capace di trasmettere emozioni profonde e genuine attraverso le sue pagine. E la rabbia che proviamo, dunque, è giustificata dal fatto che nel nostro paese esistono questi talenti che, purtroppo, non vengono valorizzati, compresi, aiutati e spinti in questo mercato editoriale.
Ma il vero cuore pulsante di questo libro, risiede certamente nei suoi personaggi: figure complesse ma affascinanti, che rimangono impresse nella mente e nel cuore del lettore.
Tatiana. Una spia unica, una donna dai mille volti e dalle mille identità. Tuttavia, si intuisce ben presto che lei vive costantemente in bilico tra diverse leggende, senza però perdere mai di vista il suo obiettivo: portare a termine la missione, a qualunque costo. Tatiana, dunque, è molto più di una semplice spia: è una figura enigmatica, avvolta in un alone di mistero che si svela lentamente al lettore. E la sua capacità di indossare diverse identità – passando da Clementina a Eleanor a Tatiana – non è solo un’abilità professionale, ma una metafora della sua lotta interna per mantenere un senso di sé, perché ogni missione la spinge a reinventarsi, a calarsi in nuovi ruoli che mettono alla prova la sua forza e la sua resilienza. Ma questa trasformazione continua rischia di erodere la sua vera essenza, creando un conflitto interiore che aggiunge profondità e complessità al personaggio.
D’altro canto, la controparte maschile, Kenneth. Ladro gentiluomo e casanova dal fascino irresistibile. Ma ben presto, si capirà che anche lui, come Tatiana, indossa una maschera, come se volesse nascondere un animo gentile e profondamente umano: tuttavia, dietro la sua facciata di sicurezza e charme, si cela un uomo profondamente sensibile, capace di sentimenti autentici e di grande compassione. La sua duplice natura lo rende un personaggio estremamente umano e tridimensionale, capace di sorprendere e di conquistare il lettore. E la sua relazione con Tatiana è elettrizzante: la loro chimica è palpabile, una corrente sotterranea che anima ogni loro incontro e che rende ogni dialogo, ogni scambio, carico di tensione e divertimento.
Kenneth è il perfetto contraltare di Tatiana, e insieme formano una squadra indimenticabile, capace di trascinare il lettore in un mondo fatto di gatti e rondini. La loro dinamica è una danza continua, un gioco di sguardi e di parole che crea una tensione emotiva costante; sono due facce della stessa medaglia, due spiriti affini che trovano l’uno nell’altro un rifugio e una sfida.
In definitiva, dunque, “The Dreambreaker” non è solo un libro da leggere sotto l’ombrellone, ma è una vera e propria esperienza cinematografica, che combina magistralmente ambientazioni ben studiate, una trama ricca di colpi di scena e personaggi caratterizzati alla perfezione. Un libro che merita di essere letto, discusso e celebrato, perché è un un romanzo che vi farà arrabbiare, emozionare e riflettere, e che rimarrà con voi a lungo anche dopo aver chiuso l’ultima pagina.
