Powerless. Potere e inganno: la recensione

Dal 28 maggio è disponibile il romanzo romance-fantasy scritto da Lauren Roberts, edito Newton Compton. La Roberts è una scrittrice statunitense e Powerless è il primo capitolo di una trilogia ambientata nel regno immaginario di Ilya, diventato famoso tramite il Booktok e ora in tutte le librerie italiane.

La trama

Due persone che sono diametralmente l’una l’opposto dell’altro, si incontrano. “Uniti dal destino”, questo recita la quarta di copertina nel descrivere il rapporto fra i due protagonisti: Paedyn e Kai.
Dopo un’epidemia di Peste, la popolazione di Ilya viene divisa in Eletti, coloro degni del reame e che vantano poteri inimmaginabili, e Ordinari, che sono solo un incomodo per il regno e che devono essere eliminati. Paedyn Gray è tutto ciò che Ilya odia: ordinaria, intelligente, e ladra. Sopravvive nei bassifondi grazie alle capacità acquisite dal padre, con l’unica compagnia di Adena, la sua migliore amica.

La vita di Paedyn prosegue in maniera monotona, fino a quando non salva casualmente uno dei principi di Ilya. Il popolo la nota, soprannominandola la “salvatrice d’argento”, e Paedyn trova il suo nome fra i concorrenti del Torneo di Epurazione, una competizione brutale nella quale gli Eletti sfoggiano le loro capacità. È costretta a partecipare, ma con lei gareggerà anche il principe Kai, lo stesso a cui ha salvato la vita. Paedyn si trova così divisa fra il desiderio di conoscere Kai e quello di sopravvivere.

L’intreccio, i personaggi e le ambientazioni

La storia di per sé non è dissimile dai vari romanzi fantasy precedenti e contemporanei, riprendendo più o meno le stesse strutture e tematiche. Nel complesso Powerless è un buon fantasy con tonalità romance, che gestisce l’avvicinamento dei protagonisti in maniera lenta e agonizzante, per noi così come per loro.

Le ambientazioni richiamano molto quelle del Trono di Spade e di Hunger Games, generando un mix che, sebbene già visto, funziona perfettamente. Niente di quello che troviamo è nuovo, a partire dalla protagonista che vive nei bassifondi e che ricorda, per certi versi, sia Arya che Katniss, mentre dall’altra parte c’è il principe tenebroso e dal passato costellato di abusi e violenza, che richiama molto il personaggio maschile di qualsiasi dark romance.

Non sono infatti le ambientazioni a renderlo memorabile, così come non lo è l’intreccio, che si svolge principalmente durante il Torneo e somiglia molto a ciò che gli abitanti dei distretti devono affrontare durante gli Hunger Games, tralasciando però il fatto che la morte sia obbligatoria. Nel Torneo di Epurazione, infatti, non vige la regola ferrea del “l’ultimo che resterà vivo, vincerà”, quanto più l’idea di dover fare qualunque cosa per vincere, persino uccidere dei ragazzi con cui si è cresciuti se necessario.

Per quanto concerne il “villain” della situazione, ci troviamo di fronte a molti elementi che si frappongono tra Paedyn e la sua sopravvivenza: prima fra tutte la società che la vede come un’Ordinaria e quindi come un elemento sacrificabile e, anzi, da distruggere. Alcuni partecipanti al torneo non si lasciano scappare la possibilità di attentare alla sua vita, nonostante non sia necessario per la vittoria. Ma il vero villain, sebbene sia poco presente, è proprio il Re di Ilya, colui che ha causato l’epurazione degli Ordinari. Anche in questo caso, ci sono parecchie somiglianze con il Presidente Snow, tuttavia la presenza scenica di Snow all’interno di Hunger Games non può essere paragonata con il re di Ilya, che di certo ha molto meno spessore.

Ciò che rende Powerless un bel romanzo sono di sicuro Paedyn e Kai: i loro discorsi e le battute fluide e verosimili sono ciò che rende la storia fruibile a tutti e, soprattutto, interessante. Sono loro e il modo in cui interagiscono l’uno con l’altro il vero fulcro di tutta la vicenda. La Roberts riesce a creare una chimica non scontata fra due persone che prima si disprezzano e poi, lentamente, si avvicinano l’una all’altra.

Lo stile di scrittura della Roberts rende scorrevole le pagine, anche se sono presenti tanti monologhi interni e pensieri dei protagonisti: è proprio attraverso di essi che riusciamo a capire le loro emozioni, che vengono invece mascherate dai dialoghi. Questa è forse una delle parti più interessanti delle dinamiche presenti.

I temi affrontati sono vari, tra cui quello del “non sentirsi abbastanza” e venire costantemente giudicati in base alle proprie abilità. Ciò che però muove davvero le fila di tutta la storia è il tradimento, che troviamo fin dalle prime pagine e che si concretizza realmente negli ultimi capitoli.

Powerless è sicuramente una buona lettura, non uno di quei romantasy che rimane nel cuore ma abbastanza gradevole, ben scritto e ben strutturato da voler leggere il secondo volume!

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