Il Famiglio: il nuovo romanzo di Leigh Bardugo

Trama

Bardugo propone per la prima volta ai suoi lettori un romanzo storico, arricchito da qualche nota romantica. Luzia Cotado è una semplice sguattera nella Madrid del 1400. Orfana di entrambi i genitori, lavora per una famiglia nobile sull’orlo della rovina, quando Doña Valentina, la signora di casa, scopre che la ragazza riesce a fare piccoli milagritos, piccoli miracoli. Luzia può infatti eseguire semplici magie domestiche, come aggiustare un bicchiere rotto o recuperare una fetta di pane bruciato. Tuttavia, Luzia ha cercato di nascondere questa sua capacità per tutta la sua vita, in quanto profondamente collegata alle sue origini. Luzia è una conversa, proviene da una famiglia ebrea costretta a convertirsi al cattolicesimo nella Spagna terrorizzata dall’Inquisizione. Quando Doña Valentina scopre le capacità della ragazza vede in lei la possibilità di reinserirsi nel circolo dei nobili di Madrid. Luzia finisce così sotto i radar dell’Inquisizione e la sua unica possibilità è quella di dichiarare che i milagritos dipendano dal volere di Dio. Parteciperà allora ad una sfida tra altri fedeli con poteri apparentemente divini per diventare un paladino santo per il re. Per affrontare questo percorso dovrà imparare a gestire la propria magia ed ad aiutarla sarà Santángel, un personaggio misterioso e talvolta terrificante, ma anche indubbiamente affascinante.

Opinione

Il romanzo affonda le proprie radici nella storia personale della scrittrice, la cui famiglia è stata costretta a scappare dalla Spagna nel 1492. L’autrice ha raccontato di aver considerato il ladino come una corda a cui aggrapparsi per non perdere le proprie radici, in questo romanzo fa fare a Luzia la stessa cosa. I refrán usati dalla protagonista per eseguire i suoi milagritos sono frasi in lingue diverse che si sono unite e mescolate, fino ad arrivare a lei. 

Bardugo non si rivolge ad un pubblico young adult con questo romanzo, ma pensa invece ad un’audience adulta; la lettura, fluida e piacevole, sembra infatti voler condurre chi legge a riflessioni più mature e sofisticate.

Che sia la mia ambizione e non la mia paura a decidere il mio destino.

La relazione tra i due

Il tema principale di questo romanzo è l’ambizione. Ognuno dei personaggi che incontriamo desidera qualcosa di più per se stesso e, soprattutto, è profondamente convinto di meritarsi qualcosa di più. Anche il momento storico in cui è ambientata la narrativa sembra, in qualche modo, suggerire ai personaggi di riflettere su se stessi e su che cosa vogliono davvero dalla propria vita: quando la storia cambia, anche noi dobbiamo chiederci se è necessario modificarci.  Il romanzo sembra voler proprio ricordare ai lettori che hanno diritto a desiderare qualcosa di più per se stessi e che non dovrebbero sentirsi in colpa per questo.

Aveva il diritto di desiderare di più per se stessa. E anche se non lo avesse avuto, avrebbe ugualmente trovato il modo di procurarselo.

Un altro dei temi principali del romanzo è quello della soglia, presente in molti dei testi della Bardugo. La scrittrice ha infatti affermato che ciò che spesso la motiva alla scrittura è il tentativo di mostrare concretamente la differenza tra la percezione che il singolo ha di sé e come questo viene visto dagli altri. I suoi personaggi sono spesso relegati ai bordi, in attesa di poter fare ed essere qualcosa di più. Luzia, Doña Valentina e Santángel sono tutti personaggi che devono stare alle regole di altri, eppure sognano di poter essere liberi.

Vedimi. Accorgiti che sono di più di questa farfugliante finzione di umiltà.

Infine, in questo libro Bardugo mostra anche il suo lato romantico, mettendo per la prima volta al centro della trama una storia d’amore. La relazione tra Luzia e Santángel potrebbe ricordare ai lettori della saga Tenebre e Ossa quella tra Alina e l’Oscuro. Tuttavia, se l’Oscuro manipola Alina per i propri interessi personali, Santángel mette il benessere di Luzia al primo posto, anche a discapito della propria condizione. Non si può far perfettamente rientrare questa coppia nella trope enemies to lovers, ma è sicuramente la più adatta per descriverla. La relazione tra i due si sviluppa lentamente: i personaggi hanno bisogno di conoscersi a fondo prima di riuscire a fidarsi l’uno dell’altro. Riescono allora a scoprire la persona che hanno davanti e comprenderla in maniera nuova. Nonostante la storia d’amore quindi non occupi la maggior parte del romanzo, questa riesce comunque a regalare alcuni momenti particolarmente dolci ai suoi lettori, decisamente swoon-worthy.

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