Dal 28 giugno è disponibile il nuovo giallo “Il Mistero di Tavolara” scritto da Paolo Pinna Parpaglia, edito Newton Compton.
L’autore
Paolo Pinna Parpaglia è uno scrittore e avvocato italiano nato a Cagliari il 4 Dicembre del 1974. Esordisce con il Thriller “Verità processuale” e “Marghine” edizione La Zattera, vincitore del premio letterario Osilo – 2018. I romanzi vengono acquistati dalla casa editrice Newton Compton che li ripubblica con i titoli “Quasi Colpevole” “Quasi Innocente”.
Tra le altre opere troviamo:
- Vendetta privata, Newton Compton, 2020
- Inviato a giudizio, Newton Compton, 2021
- Chi ha ucciso Desiré Bellanova?, Newton Compton, 2022
- Il quarto testimone, Newton Compton, 2023.
- La Morte si chiama Madame, Newton Compton, 2023.
La trama

Aggrappata a una boa di segnalazione, Sole ha rischiato di morire di ipotermia per sfuggire allo spietato killer che li stava sterminando uno dopo l’altro. Partendo dai suoi ricordi, il commissario Angelo Rianni e la collega Patrizia Tosi cercheranno di capire cosa è accaduto su quel lembo di terra che si affaccia sul mar Tirreno; l’isola di Tavolara. Per dare un volto all’assassino dovranno trovare le tessere e ricomporre un mosaico complicato, dove mistero, leggenda e superstizioni si uniscono in una matassa apparentemente inestricabile.
Considerazioni

Il mistero di Tavolara è un romanzo avvincente che trasporta il lettore sulle ispide rocce dell’Isola Sarda dove aleggia una misteriosa leggenda intrisa di passioni e vendette.
Sole è una ragazza ricca e annoiata, la sua situazione economica le ha permesso di avere tutto lasciandole però un grande vuoto che non riesce a colmare. Annoiata dalla sua vita, cerca in tutti i modi di sopperire alla monotonia frequentando ogni corso che la sua cittadina ha da offrire. Un giorno però, s’imbatte nel corso di Giuliano Montessi, una guida spirituale che organizza incontri decisamente inconsueti.
Il vero punto di forza della narrazione è sicuramente il contesto in cui tutte le pedine vengono collocate e l’ambientazione ricca di dettagli; i nove ragazzi che frequentano il corso di Giuliano nascondono qualcosa e hanno un ruolo importante in questo giallo dal ritmo incalzante .
La caratterizzazione dei personaggi è ben distribuita e il lettore riesce ad avere un quadro generale dello scenario sanguinolento che verrà svelato capitolo dopo capitolo.
“Niente cose stupide”
Sole e Carlo, intrappolati sull’isola di Tavolara, ripetono spesso questa battuta, raccomandandosi a vicenda di fare sempre la cosa giusta e non quella sbagliata. Infatti, come in ogni film Horror che si rispetti, i protagonisti muoiono a seguito di una scelta stupida come quella di dividersi, di voltarsi o di non scappare. L’autore descrive spesso la scena del crimine come un set di un film e infatti i suoi stessi protagonisti ne fanno riferimento; ciò rende la storia giovanile, attuale e reale.
La nostra opinione

Il mistero di Tavolara è un piacevole giallo che abbiamo divorato nel giro di pochissimi giorni; ci ha tenuto incollati e col fiato sospeso fino all’ultima riga.
Lo stile dell’autore è sicuramente influenzato dalla regina indiscussa dei gialli Agatha Christie e di fatto la struttura del romanzo segue molto l’opera di Dieci Piccoli Indiani. Nonostante ciò, la storia riesce a sganciarsi da una rischiosa imitazione e percorre strade decisamente più interessanti.
Da amanti del genere abbiamo apprezzato davvero la maestria del depistaggio e il cliffhanger a fine di ogni capitolo. Ma proprio perché siamo amanti del genere, avremmo preferito che alcune descrizioni si scostassero da trame che purtroppo sono trite e ritrite … Ad esempio, la caratterizzazione di Angelo Rianni (il sostituto commissario) viene descritto come il solito poliziotto divorziato, fumatore, depresso, ridimensionato che cerca di risolvere il caso per dimostrare a se stesso di essere un detective valido. Una caratterizzazione che non ha nulla di nuovo da raccontare nel ventaglio del genere poliziesco.
La scoperta del killer è stata emozionante ma il movente, a nostro avviso, è stato un po’ debole; avevamo grandi aspettative sul finale e soprattutto ci aspettavamo una motivazione valida che desse un senso a tutto quello che era successo su quell’isola. Un finale che purtroppo ci ha lasciato l’amaro in bocca e che non è stato all’altezza della sua stessa trama intricata.
Nonostante ciò, consigliamo assolutamente la lettura di questo libro che sa regalare momenti di tensione e curiosità e che sa cogliere la frivolezza ma anche la vera problematica dei giovani della nostra società; l’assenza d’empatia.
…Richieste d’aiuto, campanelli d’allarme, che spesso gli adulti non sanno riconoscere o che volutamente decidono di ignorare.
A cura di: Stef_la_voce_del_fandom (IG)
