La ragazza della luce di Anna Woltz

Trama

Londra, settembre 1940. È la guerra e la città trema sotto le bombe che cadono ogni notte. Stretta come sardine, una umanità varia cerca rifugio nei tunnel della metropolitana. Fra questi Ella e il fratellino Robbie, il solitario Jay e Quinn, fuggita di casa per soccorrere i feriti. A poco a poco i quattro si raccontano, confidandosi paure e speranze per il futuro, divenendo amici per sempre. E sarà Ella a guidarli, la ragazza della luce, capace di illuminare anche i momenti neri dell’esistenza.

La nostra opinione

Per il resto della vita rimarrò zoppa, lo so. Ma non c’è bisogno che continui ad avere paura per il resto della vita

Ambientato durante uno dei periodi più tumultuosi e tragici della storia moderna, la Seconda Guerra Mondiale, il romanzo prende vita in una Londra devastata dai bombardamenti tedeschi, dove la minaccia costante dei raid aerei e la distruzione pervadono ogni angolo della città. E l’autrice, Anna Woltz, riesce a catturare perfettamente l’atmosfera di disperazione e resilienza che caratterizza la capitale britannica in tempo di guerra: attraverso descrizioni minuziose e dettagliate, infatti, il lettore viene trasportato in quell’epoca in cui la sopravvivenza quotidiana è una lotta continua, e ogni personaggio deve affrontare il proprio dolore e la propria paura. La Londra di Woltz non è un palcoscenico, uno sfondo, ma un vero e proprio personaggio che muta ogni notte e che interagisce con i protagonisti: le sirene che annunciano i bombardamenti al calar del sole, i rifugi improvvisati, le strade piene di macerie e la popolazione che cerca di mantenere un barlume di normalità.

La guerra, con la sua brutalità e il suo caos, lo sappiamo bene: è un tema che oggigiorno, purtroppo, è ancora attuale e questa, forse, è la chiave di volta per un ponte tra lettore e libro, trasportandolo in un contesto di costante tensione e incertezza che permea ogni pagina del romanzo. Ma una cosa che più sorprendente è che questa guerra viene vista con gli occhi di una giovane ragazza che, per certi versi, ancora sta imparando a respirare. Ed ecco, allora, che Woltz esplorare le conseguenze emotive e psicologiche che la guerra ha sui personaggi, rendendo “La ragazza della luce” una riflessione profonda e toccante. Londra stessa diventa un simbolo di resilienza e tenacia, una città che, nonostante la devastazione, continua a pulsare con vita e speranza. La guerra è un’ombra costante, un nemico invisibile che trasforma la vita quotidiana in una lotta incessante, ma è anche un catalizzatore di cambiamenti profondi e irrevocabili.

Londra. 1940: inglesi che trovano rifugio all’interno della Metropolitana di Londra 

E sono proprio i personaggi ad essere la punta di diamante di questo libro: al centro della narrazione troviamo Ella, una giovane ragazza che, a causa di un tragico incidente, diventa zoppa; ma lei non si dispera: è coraggiosa e resiliente e, nonostante la sua disabilità, affronta le difficoltà della vita con grinta. Ed è proprio qui che arriva in soccorso un alleato: la scrittura, che in pochissimo tempo diventa l’unica finestra sul mondo che aiuta Ella a non impazzire. La fa sfuggire ai bombardamenti notturni, alle condizioni disumane a cui le persone erano costrette a vivere. Ella è un esempio di forza interiore, di una ragazza che rifiuta di essere definita dalla sua disabilità e che lotta per trovare un senso di normalità in un mondo che sembra aver perso ogni parvenza di razionalità.

Accanto a lei, poi, troviamo Robbie, il suo fratellino: è un personaggio tenero, dolce, che incarna la purezza e l’innocenza dell’infanzia. E la sua presenza offre un contrasto potente ma sottile alla brutalità della guerra, con il legame tra Ella e Robbie che diventa ben presto uno degli elementi più commoventi del romanzo, che riesce persino a sconfiggere ad un attacco missilistico. Robbie rappresenta la speranza e la luce in un mondo dominato dall’oscurità e dalla violenza. La sua innocenza e il suo ottimismo contagioso sono un balsamo per l’anima di Ella, ricordandole che, nonostante tutto, ci sono ancora cose belle e pure per cui vale la pena lottare.

Jay, poi, è un altro personaggio chiave: una figura quasi machiavellica, con una moralità ambigua e un carattere determinato. La sua astuzia, però, lo fa sempre cascare in piedi, rendendolo essenziale per la sopravvivenza di Ella e Robbie e non solo. Jay è un personaggio complesso, la cui ambiguità morale riflette le difficoltà e le scelte impossibili che la guerra impone. La sua relazione con Ella e Robbie evolve nel corso del romanzo, passando da una iniziale diffidenza a un’amicizia profonda e sincera.

Quinn, invece, è forse la figura più enigmatica e misteriosa che custodisce questo romanzo: lei raffigura esattamente le molte sfaccettature della guerra, mostrando come essa possa cambiare radicalmente le persone ma non le loro ideologie perché alla fine, anche in tempo di guerra, le donne vengono confinate ad un ruolo casalingo, rifiutando categoricamente ogni loro aiuto. Quinn è una figura tragica e complessa, la cui storia emerge lentamente attraverso i ricordi e le interazioni con gli altri personaggi. Rappresenta anche la lotta delle donne per essere riconosciute e valorizzate in un mondo dominato dagli uomini, e la sua storia offre una riflessione importante e attuale su temi di genere e giustizia.

Il personale della protezione civile cerca i sopravvissuti tra le rovine di 78, 80 e 81 di Aldersgate Street, dopo che una bomba volante V-1 cadde nel 1944. Cinque persone furono uccise e 62 ferite © City of London London Metropolitan Archives. 36610M0017371CL

La scrittura di Anna Woltz (tradotta magistralmente da Anna Patrucco Becchi) è il secondo elemento che rende “La ragazza della luce” un romanzo che difficilmente si può dimenticare e questo perché Woltz utilizza una prosa evocativa e poetica, capace di catturare l’essenza delle emozioni e delle situazioni con gli occhi di una bambina. Le descrizioni sono dettagliate ed emozionanti, permettendo al lettore di immergersi completamente nell’ambientazione e di vivere in prima persona la terribile realtà della Seconda Guerra Mondiale. Ogni frase è studiata con cura per trasmettere esattamente ciò che i personaggi stanno provando, rendendo la lettura un’esperienza coinvolgente e mai pesante; le emozioni dei personaggi sono descritte con una tale sensibilità e profondità che il lettore non può fare a meno di sentirsi coinvolto e commosso. La scrittrice è un’abile circense nel creare tensione e suspense, mantenendo l’attenzione incollata alle pagine: ogni capitolo è ben studiato, volto a rivelare nuovi dettagli e approfondire ulteriormente la trama e i suoi personaggi. Tutto è ben calibrato, niente è lasciato al caso.

Considerazioni finali:

In conclusione, questo romanzo è un capolavoro della narrativa emotiva che riesce a combinare una trama avvincente con una riflessione profonda sui temi della guerra, della perdita e della speranza. I personaggi ben delineati e la scrittura sensibile rendono questo libro di Beisler Editore un’esperienza di lettura stimolante ed intensamente bella. Perché è attraverso le vicende di Ella, Robbie, Jay e Quinn che il romanzo ci ricorda la capacità umana di trovare la luce anche nei momenti più bui e che la scrittura è sempre un porto sicuro in cui attraccare, farsi curare e partire con nuove energie.

A cura di: @nathanjw4lker

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