Il 4 luglio esce nelle sale italiane “La morte è un problema dei vivi” di Teemu Nikki, presentato al Concorso Progressive Cinema della Festa del Cinema di Roma 2023, è un film per pochi eletti. Risto e Arto, vicini di casa con vite estremamente diverse, si trovano a collaborare in un’attività illegale che cambia radicalmente le loro esistenze.

Una strana coppia di becchini
Risto, impresario di pompe funebri afflitto dalla ludopatia, e Arto, un mite educatore con solo il 15% del cervello funzionante, rappresentano due figure diametralmente opposte che si trovano unite dalle circostanze. La vita di Risto è un caos di debiti, relazioni fallimentari e dipendenze, mentre Arto lotta con una condizione cerebrale unica e dalle prese in giro della gente. L’improvvisa collaborazione in un’attività illegale trasforma questa strana coppia in becchini di una sinistra roulette russa, aggiungendo un tocco di suspense e dramma alla narrazione.
La poetica di Teemu Nikki: Un marchio di fabbrica
Teemu Nikki è noto per la sua capacità di intrecciare storie reali con elementi surreali e grotteschi. In “La morte è un problema dei vivi”, Nikki combina il dramma personale con situazioni paradossali, mantenendo un delicato equilibrio tra realtà e finzione. Questo film si distingue per la sua narrazione bilanciata e precisa, continuando la tradizione di Nikki di esplorare temi complessi attraverso una lente unica e spesso provocatoria.
Tematiche e critica sociale
Il film affronta diverse tematiche sociali e personali, con un’attenzione particolare alla ludopatia di Risto e alla condizione cerebrale di Arto. La dipendenza dal gioco d’azzardo di Risto è presentata come una metafora della disperazione e della lotta contro un sistema capitalista opprimente. La critica alla commoditizzazione della società è palpabile, riflettendo su come le relazioni umane e la dignità possano essere consumate e distrutte dal denaro e dal potere.

La narrazione visiva: Tra silenzio e musica
Nikki utilizza una narrazione visiva potente, caratterizzata da lunghe sequenze di silenzio e osservazione, interrotte da momenti di intensa musica rock finlandese, o anche il jazz. Questa combinazione crea un’atmosfera immersiva che permette agli spettatori di entrare profondamente nelle vite dei protagonisti, sentendo il peso delle loro esperienze e delle loro scelte.
Un Film che punge ma non colpisce tutti
Il genere del film è sicuramente un fattore di grande scrematura, non è adatto a un pubblico di genere variegato, ma si trattiene più in una nicchia di pochi spettatori. Seppur con alcune riserve, il film riesce a stimolare riflessioni profonde sul dolore umano e sulle dinamiche sociali contemporanee.
A cura di: Ale_opinionerd
