Pinocchio è diventato un bambino vero solo alla fine. La Fata Turchina è stata vera fin dall’inizio. E questa è la sua storia.

Tutti conosciamo la storia di Pinocchio: il burattino di legno che diventa un bambino vero a seguito di svariate peripezie che lo vedono protagonista. Burattino nato dalla penna creativa di Carlo Lorenzini, più noto come Carlo Collodi. L’autore, nella stesura del romanzo, si è lasciato ispirare dai paesaggi di Sesto Fiorentino… E non solo. Sapevate che la figura della Fata Turchina, la fatina buona dai capelli azzurri che aiuta a più riprese il burattino, è ispirata ad una persona realmente esistita? Questa graphic novel parla proprio di lei, una bambina dai lunghi capelli biondi che, sotto la giusta luce, paiono quasi azzurri, che si chiama Giovanna Ragionieri. Turchina di Elena Triolo edito Bao Publishing.

Una bambina speciale
È l’estate del 1875 quando Giovanna, figlia del giardiniere di Villa Il Bel Riposo della famiglia Lorenzini, incrocia la sua strada con il signor Carlo. Tra i due nasce un’insolita amicizia: Carlo si sente vivo al fianco di quella bambina, che ha la capacità di sollevargli l’umore. Con il passare del tempo anche Giovanna viene presa a servizio dalla famiglia Lorenzini come domestica, ma ciò non impedisce ai due di continuare quella che, oramai, è diventata una sincera amicizia, fino al loro ultimo saluto nell’Ottobre del 1890, quando Carlo Collodi scompare da questa terra, non prima d’aver lasciato un importante lascito: Le avventure di Pinocchio.

Un racconto di vita vera, che narra visivamente la storia di Giovanna, una ragazza come tante altre della sua epoca, alle prese con i balocchi dell’infanzia prima e del dolore della perdita dopo. Una bambina che diventa poi moglie e madre, pur mantenendo quell’aura che la rende una figura fatata.

La meraviglia della realtà
Un libro che parla di guerra, nel modo più doloroso che possa esserci – con le parole ma anche con le immagini disegnate dalla fumettista – il Paese dei Balocchi che chiude in quegli anni tristi, per rifiorire in tempi migliori. Fino a che Giovanna non diventa quasi una figura leggendaria, così come la Fatina: circondata dall’affetto dei suoi cari e di tutti quei bambini che, così come Pinocchio, credono in lei, Giovanna chiude gli occhi per sempre il 16 marzo 1962.
Questa graphic novel si può definire una “coccola” per la dolcezza con cui è stata scritta e disegnata, oltre alla cura nei dettagli: il dialetto fiorentino è il fiore all’occhiello e rende la lettura più verosimile, rinviando alla fine del testo un glossario toscano/italiano volto a sedare qualunque dubbio circa il significato dei vari termini.

La trama
Elena Triolo racconta la storia di Giovanna Ragionieri, la figlia del giardiniere della villa delle vacanze della famiglia Lorenzini. Quei Lorenzini, i fratelli Paolo e Carlo, quest’ultimo più noto al mondo come Collodi. Quella che lega Giovanna a Carlo è un’amicizia che durerà due vite, e che porterà l’uomo, che si sta affermando come scrittore, a trasformare la giovane in un personaggio destinato a diventare immortale: la Fata turchina di Pinocchio. Questa storia parte a Italia da poco riunificata e arriva agli anni del boom, ed è un ritratto tenero, realistico e commovente di una persona vera di cui tutti si sono dimenticati, perché ricordano solo il personaggio che è diventata
Sull’autrice
Si è laureata in Storia dell’Arte e si è diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. Ama il teatro e la danza, adora i cartoni animati e lo shopping. Dal 2012 ha aperto il blog di vignette “Carote e Cannella” e, con la relativa pagina Facebook, ha ottenuto un grande successo sui social.
