Il 25 giugno del 2024, per Cairo Editore, è uscito il romanzo fantasy di Chiara Lipari: “Il reame delle illusioni” (disponibile su tutti i digital store e in libreria). Non potevo perdere l’occasione di intervistare l’autrice e immergermi nei dettagli del suo affascinante mondo immaginario, dove durante la nostra conversazione, Chiara ha condiviso approfondimenti affascinanti sul suo lavoro e sulla sua visione creativa. Dunque, non mi resta che augurarvi una buona lettura!!
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Come possiamo intuire dalla trama, l’identità di Titania (ne Il reame delle illusioni) è un mix complesso di sangue di driade e strige, facendola sentire così un’emarginata. Quali questioni sociali o personali più profonde stava esplorando attraverso la sua lotta per l’accettazione?
Chiara Lipari: Il passo più importante che Titania deve compiere all’interno del libro è uno: abbracciare se stessa e la propria natura. È cresciuta in un reame lontano, abitato solo da spiriti, non conosce l’etichetta, non è abituata a essere circondata da tante persone e, per di più, è quasi completamente cieca. Quando giunge ad Arcadya incontra più difficoltà, da una parte deve far pace con la sua duplice natura, nonostante gli strige siano largamente demonizzati, dall’altra deve imparare ad accettarsi, a non sentirsi uno sbaglio pure quando (quasi) tutti la fanno sentire in questa maniera. Arcadya, per quanto patinata, si mostra poco inclusiva: Titania si sente sbagliata, ma in realtà è il nuovo reame nel quale si trova che, dopo averla invitata, si mostra inadatto ad accoglierla. Questo ha delle ripercussioni psicologiche non indifferenti sulla giovane, che mette continuamente in dubbio se stessa e le proprie capacità a causa di questo.
Un’altra cosa interessante è la dinamica tra Titania, Calista e il misterioso giovane dagli occhi viola, che certamente aggiunge uno strato ricco alla storia. Può condividere con noi come evolvono le loro relazioni e cosa simboleggiano all’interno della narrativa?
Chiara Lipari: Il rapporto fra questi tre personaggi penso sia una delle cose che preferisco di questo libro. Sono simili e complementari, ciascuno di loro risponde a un bisogno viscerale dell’altro, ma sono allo stesso tempo divisi da netti schieramenti. Calista è una driade, una guardiana dell’Ordine, lavora sodo per dimostrare il proprio valore e per poter essere al pari delle sue colleghe. Titania vive una situazione analoga a quella della driade, ma il giovane dagli occhi viola rappresenta una tentazione ancora più grande per lei, che è in parte come lui e, per questo, solo da lui si sente compresa. Ma avvicinarglisi significa anche voltare le spalle alla corte di Arcadya…
E proprio Arcadya, sembra uscire dal libro con una vibrante vivacità: in un mondo in cui i personaggi delle fiabe prendono vita, come ha affrontato la fusione degli elementi della fantasia tradizionale con i temi moderni?
Chiara Lipari: Non è stato difficile: fiabe e miti hanno da sempre parlato di umanità attraverso metafore. Guerre, amori, discriminazioni sono temi ricorrenti, poiché hanno da sempre fatto parte dell’umanità. Mi piace studiare la storia, comprendere la psicologia dei personaggi storici, cosa si cela dietro le loro decisioni e tutto ciò si mescola bene con la mia passione per il fantasy.
A proposito di fantasy: da ciò che leggiamo, capiamo che la divinazione di Evelyne rivela una minaccia imminente per il trono di Arcadya. Come ha intrecciato gli elementi della profezia e del pericolo imminente per costruire suspense e far avanzare la trama?
Chiara Lipari: La divinazione è un po’ un’arma a doppio taglio in storie come queste e bisogna bilanciarla bene: deve avere un’utilità per la trama però, al contempo, non deve diventare un deus ex machina. Io personalmente adoro giocare sull’ambiguità, i “suggerimenti arcani” raccolti da Evelyne spianano la strada a tante possibili risposte, alcune di queste decisamente fuorvianti. Sta alla giovane serva raccogliere e interpretare tutti questi indizi, lasciandoci con una domanda… sta seguendo la pista corretta?
Indubbiamente, l’arrivo di Titania sconvolge l’Ordine delle Guardiane e solleva sospetti. Quali temi di fiducia e tradimento esplora attraverso le sue interazioni con gli altri personaggi?
Chiara Lipari: L’Ordine di guardiane è simile a tanti altri ambienti nei quali mi è capitato di vivere: squadre sportive agonistiche, compagnie di teatro, classi di liceo e di università. Tutte queste situazioni appena menzionate sono accomunate da un esasperato sentimento di competizione. La competitività non è di per sé negativa, anzi ci può spronare a migliorarci, diventa negativa nel momento in cui senti il bisogno attivo di danneggiare una tua collega anziché ambire a diventare come lei. Le guardiane assumono un comportamento simile a quello di un branco, si spalleggiano a vicenda, seguono la loro leader e ostracizzano chiunque non sia come loro. Calista, ma ancora di più Titania, sono diverse. Per certi versi sono migliori e per altri peggiori, non si uniformano al branco… e questo il branco non lo sopporta.
Facciamo adesso un passo indietro: abbiamo visto che Arcadya è ritratta come l’ultima parte abitabile della Terra. E cosa l’ha ispirata in questa ambientazione e come riflette i temi più ampi della sopravvivenza e dell’adattamento nella storia?
Chiara Lipari: Negli ultimi anni mi è capitato di sentire spesso “storie miracolose” di persone (ma a dirla tutta anche di gatti) sopravvissuti a condizioni che parevano impossibili. L’idea che l’adrenalina e l’attaccamento istintivo alla vita spingano gli esseri viventi ad attraversare la linea fra il naturale e il soprannaturale mi ha da sempre intrigata. Direi che l’ambientazione di questo romanzo prende ispirazione dal titanismo romantico, qui troviamo un’umanità che, nel bene e nel male, vuole superare i limiti della propria mortalità e della propria fragile natura, che si è aggrappata con le unghie e con i denti alla vita. Evelyne stessa incarna alla perfezione l’idea di titano che cerca continuamente di spingere verso un limite, combattendo contro un nemico troppo grande per lei, e per questo si strugge.
Tuttavia, ciò che ci ha stupito, almeno dalla trama, è il personaggio di Lysander, il riluttante erede al trono che presenta un arco narrativo a dir poco unico. Come si contrappone la sua riluttanza a governare alla ricerca di identità di Titania e cosa aggiunge questo alla narrativa?
Chiara Lipari: L’arco narrativo di Lysander non è tanto diverso dal quello di Titania, entrambi devono arrivare a una fase di accettazione per star bene: la differenza è che il principe deve accettare non tanto se stesso, quanto il ruolo nel quale, purtroppo è insostituibile, in quanto unico umano di sangue reale. Dal giovane dipendono la pace, l’equilibrio del regno e, di conseguenza, pure il futuro stesso di Titania e di tutti gli altri personaggi che incontriamo nel corso della storia.
Adesso, passiamo a lei (sarò clemente, lo giuro ahahah): il suo background come attrice e studentessa di linguaggi dei media suggerisce una profonda comprensione della narrazione. Come influenzano le sue esperienze teatrali il suo stile di scrittura e lo sviluppo dei personaggi?
Chiara Lipari: I miei studi mi hanno fornito un elemento che, secondo me, è fondamentale: un metodo. Durante la triennale in Università Cattolica, ho avuto la fortuna di frequentare il corso di scrittura creativa di Giampaolo Spinato. Avevo già delle basi da cui partire, ma la guida di un professionista mi ha notevolmente aiutata a trovare il mio modo personale per costruire dei personaggi completi, tridimensionali e realistici. Senza contare che, durante il corso stesso, abbiamo svolto diversi esercizi di brainstorming per trovare e riordinare idee. Per quanto riguarda il teatro, invece, ritengo che le mie esperienze di attrice mi siano utili a trovare una musicalità e una ritmica precisa nel testo su cui sto lavorando. Spesso, mentre scrivo, mi alzo dalla sedia e mi metto a recitare estratti del romanzo su cui sto lavorando per capire se la frase “scorre”. Lo faccio soprattutto per i discorsi diretti.
Il suo precedente romanzo, “Anche Dafne ha paccato Apollo”, ha avuto un successo straordinario, dove ha portato i miti greci in un contesto moderno. Come continua o cambia la sua reinterpretazione dei temi mitologici nella storia di Titania?
Chiara Lipari: Penso che “Il Reame delle Illusioni” sia legato ad “Anche Dafne ha paccato Apollo” da un sottile filo rosso: alla fine questo romanzo è una metafora delle nostre vite, per quanto tante situazioni siano iperboliche rispetto a quello che noi viviamo nella quotidianità. Sono tanti i temi che vengono affrontati ma, a differenza di “Anche Dafne ha paccato Apollo”, non sono direttamente esplicitati, sta al lettore e alla sua sensibilità trarne la morale.
Dunque, da questa intervista abbiamo capito che il viaggio di Titania è una scoperta di sé e di redenzione. Quali messaggi o lezioni chiave spera che i lettori colgano dalla sua storia e dalle sfide che affronta?
Chiara Lipari: La lezione fondamentale che spero questo libro insegni è: mai fermarsi agli stereotipi, alle apparenze, ascolta sempre più campane e impara dal tuo passato. Perché una persona che non ha memoria storica e si lascia convincere dalla voce più vicina è facilmente raggirabile. Inizialmente, ero in dubbio su come rispondere a buona parte di queste domande, questo romanzo è nato nel 2019, durante un periodo molto difficile, ed è nato per necessità, perché avevo bisogno di scrivere e perdermi in un altro mondo fino a ritrovare un po’ di tranquillità. Poi ho realizzato, durante questa intervista, di aver sempre custodito dentro di me le risposte, di aver trasmesso inconsciamente a questo libro molti dei miei valori, dei miei pensieri e delle mie esperienze. Alla stessa maniera, dunque, spero di poterla tramandare a chi si perderà nelle sue pagine.
Adesso per concludere: un saluto per i nostri affezionati lettori?
Chiara Lipari: Che il Reame delle Illusioni possa accogliervi e ammaliarvi!
Non mi resta, dunque, che ringraziare (anche da parte di tutto lo staff del giornale) Chiara Lipari che, con la sua gentilezza e professionalità, ci ha permesso di scoprire alcuni segreti di Arcadya. Ricordiamo che il libro “Il reame delle illusioni” (Cairo Editore) è disponibile in tutte le librerie e su tutti i digital store. Alla prossima!
A cura di: @literaly_nath (IG)
