Un omicidio a Baker Street: la recensione

Un omicidio a Baker Street di Lee Jackson è arrivato in Italia, edito Newton Compton Editori, dopo aver avuto un grande successo nei paesi anglofoni, in cui è conosciuto come Metropolitan Murder (2004). Lee Jackson è membro dell’Academic Advisory Board del Dickens Museum e ha pubblicato libri fiction e non-fiction tutti ambientati nella capitale inglese.

Trama di Un omicidio a Baker Street

Nel buio dei sotterranei londinesi si nasconde uno spietato assassino. Siamo a Londra, 1864, e sull’ultimo treno notturno della neonata metropolitana, appena entrato nella stazione sotterranea di Baker Street, viene trovato il cadavere di una giovane donna. La poveretta è stata strangolata. Sul posto viene chiamato subito l’ispettore Decimus Webb, che comincia indagare nei sobborghi della Londra vittoriana per risolvere questo misterioso omicidio.

Le sue ricerche lo conducono all’Holborn Refuge, una struttura che accoglie le cosiddette “donne perdute”, dove incontra la domestica Clara White. Ed è proprio attorno a questa lavoratrice apparentemente onesta e rispettabile che Webb scopre una fitta ragnatela di segreti e intrighi, che sembrano espandersi fin nel sottosuolo, nel dedalo di tunnel della metropolitana. Per risolvere il mistero dell’omicidio sul treno, l’ispettore dovrà innanzitutto capire chi è davvero Clara White, la cui identità si alterna fra una possibile vittima e la sospettata numero uno.

Stile e intreccio

Un omicidio a Baker Street è un giallo che ricorda molto i vecchi classici. Il collegamento con Sherlock Holmes viene da sé, anche se Lee Jackson ambienta la sua storia molto prima, nel 1864, come se Decimus Webb fosse un predecessore dell’investigatore più famoso del mondo. Londra appare cristallizzata: Lee Jackson non parla della Londra scintillante e ricca, ma di quella meno affascinante, quasi fatiscente, ma che non perde mai quel tocco di mistero.

La città è quella Londra circondata dallo smog, dallo sporco, e da un realismo scomodo che dipingono perfettamente la situazione dell’epoca vittoriana. Lo stile di scrittura rievoca un tempo per noi lontano, ricco di dettagli e di attenzione per l’ambiente in cui si muovono i personaggi. Londra stessa diventa parte attiva della trama, mostrandosi nei suoi anfratti, nei tunnel della metropolitana, e in quei quartieri dove la gente vera e reale lotta per sopravvivere.

Se c’è un elemento vincente nel libro è proprio l’accortezza con cui Jackson si perde nel descrivere ogni minimo particolare della città, così come le persone che vi abitano. La trama, inizialmente, appare alquanto confusionaria, come se fossimo di fronte a un puzzle ma mancassero dei pezzi. Molte volte ci siamo ritrovati a dover rileggere alcuni passaggi, ma non perché la scrittura di Jackson mancasse di perfezione ma solo per non perdere molti dei dettagli che vengono proposti nel libro.

L’intreccio è volutamente irregolare, un metodo che è risultato efficace per tenere alta la tensione e costringere il lettore a sfogliare le pagine alla ricerca della soluzione o di un qualche indizio che potesse metterlo sulla strada giusta.

Jackson bombarda il lettore con tantissimi elementi, anche inutili per arrivare a capire chi è il vero assassino, ma non appare mai troppo pesante. I capitoli non sono esageratamente lunghi e ogni volta vediamo il punto di vista di un personaggio diverso, spostandoci nella parte opposta di Londra rispetto a dove eravamo prima, o in una situazione di agiatezza completamente diversa.

In svariati punti ci è sembrato di trovarci di fronte a una sceneggiatura, un po’ per la ricchezza di particolari, un po’ per il repentino cambio di scena. Magari in un futuro non troppo lontano possiamo aspettarci un adattamento cinematografico?

I personaggi e il multi-pov

Come precedentemente accennato, il libro contiene svariati personaggi, che si alternano nella narrazione creando un multi-pov intricato, a cui a volte risulta difficile stare dietro. È una storia corale, perché per arrivare alla soluzione del caso dobbiamo conoscere la vita di un discreto numero di personaggi: Clara, l’ispettore Webb, Lizzie, Tom, il giornalista-scrittore, la direttrice del Rifugio, i coniugi Harris e anche Agnes.

È arduo recensire questo libro senza spoiler o indizi di alcun tipo; quindi, ci limiteremo a dire che questi personaggi hanno tutti una certa importanza all’interno della storia e un ruolo ben definito, anche se inizialmente sembra solo un modo per presentare la popolazione di Londra in tutte le sue sfaccettature.

Le narrazioni di ogni personaggio si svolgono separatamente, magari con qualche punto di incontro qua e là, fino ad arrivare al momento in cui tutte si uniscono e la soluzione del caso arriva di conseguenza. C’è un filo invisibile che collega tutti i personaggi, che è impossibile da vedere ma che, a mano a mano, raggiunge una consistenza solida.

I personaggi sembrano tutti nascondere qualcosa e poi si scoprirà che effettivamente nessuno è così pulito e genuino come si vuole far credere, ma evitiamo di farvi qualunque tipo di anticipazioni sgradite! Sarà vostro il piacere di scovare simpatie e antipatie per i protagonisti.

Perché leggere un omicidio a Baker Street

Sebbene non si possa scendere troppo nei particolari, ci teniamo a consigliare questo libro, che potrebbe essere un toccasana durante il periodo estivo. La scrittura di Jackson è ricca, a volte articolata, ma riesce a far fluire la storia in un modo così semplice che vi troverete a metà libro senza capire come ci siete arrivati.

I personaggi sono reali e vivi, imperfetti e verosimili, un connubio che abbiamo trovato molto gradevole all’interno di un genere in cui, ormai, ci sono solo buoni o cattivi. In questo libro la differenza è davvero labile, mostrando persone con una miriade di difetti e un passato di cui non si dovrebbe andare molto fieri.

Un omicidio a Baker Street è innovativo, seppur pubblicato nel 2004 e arrivato in Italia solo quest’anno, e riesce a rievocare un tempo passato che ha il potere di catturare i lettori, tenendoli ancorati alla trama, fino alla fine.

Lascia un commento