I-Days 2024 Milano: Lana Del Rey

L’ipnotica musica di Lana Del Rey giunge a Milano

La delicatezza della voce di Lana Del Rey conquista con la sua unica tappa italiana gli I-Days 2024 di Milano, un ritorno in grande stile nella penisola dopo lo spettacolo dell’anno scorso a Lido di Camaiore (totalmente inaspettato nonostante il fiume di gente apparsa per vederla). Un tour che tocca alcune delle più importanti città europee – a precedere la città della moda è la bella colorata Barcellona – con una partenza proprio nel cuore degli Stati Uniti, stato d’appartenenza della cantautrice, che non fa mistero del suo patriottismo proprio attraverso la sua musica dove decanta il tanto sogno americano.

Coroncine, fiori e tanta emozione

Sono 67 mila gli spettatori accorsi a gustarsi quello che, a tutti gli effetti, risulta essere stato un concerto intimo e privato. Intere generazioni di adulti e ragazzi di tutte le età e sesso, addirittura molti dei quali giunti dall’estero, affezionati fan dell’eterea diva dallo stile retro che per l’occasione hanno deciso di sfoggiare alcuni dei tantissimi outfit per renderle omaggio: coroncine di fiori, margherite applicate sui capelli e abiti dall’anima boho-chic. Un caloroso pubblico in fermento fin dalle prime ore pomeridiane sotto il sole cocente dell’Ippodromo SNAI La Maura, un’emozione palpabile dalle strofe canticchiate sul prato e dalla curiosità di capire quale sarà la scaletta portata in scena nel corso della serata.

Crediti Fabrique Milano

La regina musicale dal gusto retro

Un pre-concerto aperto sulle note della dolcissima cantautrice Clara seguite dal ritmo elettro del compositore e produttore Dardust. Infine, lei. Avvolta dalla colonna sonora de Il padrino – dopotutto le pellicole del passato sono la sua passione – si erge di fronte a una folla che esplode di gioia e felicità, decantando la sua incredibile bellezza. Lei, con la sua modestia mista a imbarazzo, che accenna a dei ringraziamenti mentre è possibile vedere sul megaschermo la sua commozione. Non ci sono confini né barriere in questo spettacolo, ognuno vive l’esperienza nella maniera più personale e intima. Il calore di Lana Del Rey avvolge il pubblico, abbracciandolo quasi, trasportandolo in una dimensione ultraterrena.

Malinconia, glamour e sogno americano

Dai suoi primi tormentoni come Born to Die e Summertime Sadness fino a giungere ai suoi ultimi successi che comprendono A&W e Did You Know That There’s a Tunnel Under Ocean Blvd, Lana Del Rey si impadronisce della scena attraverso il magnetismo dominato da una voce malinconica ma al contempo da usignolo, un canto che colpisce dritto nel cuore da quanto sembra personale e autentico. Perché quelle strofe cantate al microfono appaiono quasi come un canto rivolto a sé stessa, una purezza nel raccontare attraverso le sue canzoni/storie il suo vissuto, il suo dolore, i suoi amori, la sua famiglia, le sue perdite. Un’autenticità difficilmente rintracciabile nel campo musicale di oggi, dove Lana Del Rey si disinteressa di rincorrere delle mode per poter scalare facilmente le classifiche: il suo rimanere fedele a sé stessa l’ha portata a prendere possesso delle menti e dei cuori del suo pubblico sempre più grande.

Crediti Fabrique Milano

Un concerto intimo e delicato

Brevi sono i siparietti che la vedono protagonista come la tanto decantata lap dance. A farle da cornice sono i coreografi, gli strumentisti e le potenti voci delle coriste, una fusione che si sposa divinamente con l’aura della Del Rey che ben presto lascia lo spazio a un suo ologramma (giusto per un veloce cambio d’abito). Poi, sulle note finali di Young and Beautiful cala il sipario. Le luci si spengono e il pubblico si ritrova di nuovo catapultato nel mondo reale, nella Milano illuminata da un cielo stellare. Quello a cui si è assistito si può tradurre come un’esperienza mistica dove ognuna delle persone presenti si è connessa alla poetica della cantautrice. Un sogno a occhi aperti, un viaggio profondo e religioso.

Will you still love me when I’m not young and beautiful? Grazie Lana per questo regalo.

Lascia un commento