Intervista a Gee Jr Amery, autrici della trilogia Come in alto così in basso


1) Come in alto e così in basso è una trilogia che parla , per farla breve, del mondo degli angeli e dei demoni. Come vi è venuta l’idea per la vostra storia?

Come in Alto, Così in Basso nasce in seguito al blocco dello scrittore causato da una saga che credevamo sarebbe stata la nostra prima pubblicazione. Una buona parte dei personaggi e della storia fa parte di un GDR nato nel 2006, quindi abbiamo pensato valesse la pena dar loro voce.
Una sera ci siamo sedute al tavolino di un bar vicino a casa e la trama è uscita da sola, in modo così naturale che crediamo fosse il suo momento.

2) C’è qualcosa in particolare che volete fare capire con la vostra storia?

Come in Alto, Così in Basso è la chiave della filosofia ermetica, che fa capire che ovunque nell’Universo regnano le stesse leggi.
Nella trilogia non vi è differenza tra angeli e demoni. Tutti soffrono, tutti sono spinti da qualcosa. Non solo all’Inferno troviamo crudeltà, anche il Paradiso ne è pieno. E allo stesso modo, c’è tanta bontà in Paradiso quanta ce n’è all’Inferno.
Le due specie lottano fra loro da millenni, ma qualcosa si spezza e si accorgono di non essere poi così diverse.

3) Qual è il personaggio che vi è piaciuto di più creare? E perché? E qual’é il personaggio che sentite più vicino a voi? Cosa li rende speciali?

La creazione dei personaggi è sempre così divertente! Abbiamo amato incredibilmente la creazione del giovane demone Belial, vedere come mutava nel corso della storia, come cresceva e prendeva coraggio. Pensiamo che lui sia uno dei migliori creati! Comunque, per noi, tutti i nostri personaggi sono speciali. In ognuno di loro c’è un po’ di noi e sono così reali da sentire nella testa le loro voci, come se fossero realmente qui. Come se solo loro avessero dato indicazioni per la trama.
J: sembrerà scontato, ma il personaggio che sento più vicino è Odry. Ho messo tutta me stessa in lei, è come guardarsi allo specchio e mi sento accolta e capita.
Gigi: mi sento molto vicina a Mathael, donna Arcangelo forte che combatte per la propria indipendenza. Ma il primo di tutti è Belial, con la sua crescita (come detto all’inizio di questa risposta) e il modo genuino, nonostante la natura di demone, di accogliere l’amore e sacrificarsi per lui.

4) Qual’é stato il processo creativo dietro alla vostra storia? Quanto avete lavorato affinché poteste pubblicare questa storia? E soprattutto come è stato scrivere una storia a quattro mani?

Abbiamo iniziato a scrivere storie grazie al nostro GDR, ma il processo è sempre stato particolare. Ognuna ha sempre avuto i suoi personaggi da gestire e botta e risposta avveniva, in origine, tramite SMS. Con la nascita di WhatsApp ci siamo trasferite sulla piattaforma. In seguito copia e incolla sul computer.
Abbiamo sempre mandato il tutto a editor professionisti, perché non ci è mai piaciuta l’idea di pubblicare un lavoro grezzo, è una volta ultimato con loro abbiamo stampato il tutto e dato un’ultima lettura per scovare ulteriori refusi.
Solo con il secondo e il terzo volume, però, abbiamo assoldato dei beta readers.

5) Qual è il vostro genere preferito da scrivere? E c’è un genere che vorreste esplorare in futuro?

Sicuramente il fantasy è il nostro genere. Le sfumature che preferiamo sono l’urban e il dark, anche se lettori stranieri hanno affermato che la storia è high fantasy! La prossima saga è un qualcosa che non abbiamo mai esplorato prima, e non vediamo l’ora di farvela leggere.
Gigi: sto scrivendo un libro da sola, ma la trama e il genere mutano di continuo quindi non posso ancora dire con certezza quale sarà la sua forma finale. So solo che sta già assumendo sfumature fantasy con note steampunk.
J: il mio genere preferito è il fantasy, più oscura è la storia meglio è! In futuro mi piacerebbe esplorare l’horror, anche se scrivere un fantasy sui pirati è in cima alla mia lista. Cercherò di convincere Gigi!

6)Come descrivereste in tre parole la vostra trilogia? E qual è stata la parte più difficile da scrivere in questa storia?

Se dovessimo ideare una breve frase di tre parole che la rappresenti, questa sarebbe “colpi di scena”.
Tre parole scollegate, invece, sono “reale”, “malinconica” e l’ultima parola, anche se non aggettivo, è “speranza”.
Ci teniamo a spiegare soprattutto le ultime parole.
Abbiamo sempre lavorato tanto sui personaggi e gli eventi per fare in modo di rendere il tutto realistico. Abbiamo voluto creare uno specchio della nostra realtà, pur inserendo personaggi sovrannaturali, per fare in modo che più lettori e lettrici possibili si riconoscessero in angeli, demoni e si sentissero capiti e capite. Proprio per questo, tutte le difficili scelte, i pensieri, le conseguenze, le storie Sri portano una buona dose di malinconia, oltre rabbia e tristezza.
Ma, per quanto la vita possa essere cattiva e fredda, la speranza è l’unica a guidarci tutti verso la luce.

7) Qual è il vostro rituale di scrittura? Avete una routine specifica prima di sedervi a scrivere?

Scriviamo in ogni momento, in ogni luogo: a lavoro, a casa, durante le commissioni. E sempre su WhatsApp. Possiamo parlare di routine solo per l’editing. A J piace farlo con la musica, Gigi preferisce farlo al bar in silenzio e accetta giusto il vociare degli altri clienti.



8) Avete mai mai cambiato idea riguardo alla trama o ai personaggi durante la scrittura?

Certo! Ci è capitato di aggiungere e togliere pezzi di trama, o addirittura spostare qualcosa ai libri successivi, a pochi giorni prima della pubblicazione. Temiamo di aver stressato fin troppo i nostri editor. Se state leggendo, Michele e Lucia, scusate! Grazie per la vostra pazienza.

9) Quali sono i vostri libri preferiti di tutti i tempi? E i vostri autori?

J: sicuramente il mio autore preferito è Tolkien con Il signore degli anelli; Stephen king con I Quattro dopo mezzanotte, Cose preziose, L’acchiappasogni; Sapkowski con the Witcher; infine direi H. P. Lovecraft.
Gigi: è difficile definire i miei libri preferiti, nonostante il mio autore preferito sia Glenn Cooper. È più facile per me elencare libri che mi sono piaciuti più di altri: L’Alchimista di Coelho, La custode dei segreti di Page, Misery di King. Per assurdo, nonostante scriva fantasy, il mio genere preferito è il thriller.

10) Che consiglio dareste agli aspiranti scrittori?

Metteteci tutta la vostra passione. Affidatevi solo a professionisti per l’editing dei vostri scritti (editate sempre!) e siate oggettivi. Una volta che avrete in mano la versione migliore di voi non mollate mai, non perdete la speranza e non smettete di crederci. Testa bassa e andate dritti, visualizzando chiaramente gli obiettivi.
Ci saranno persone che non crederanno in voi, altri vi derideranno, ma voi ascoltate solo le critiche che possono aiutarvi a crescere. Per il resto seguite quello che vi dicono il cuore e la pancia (quest’ultima non sbaglia mai).
Se riuscite a non farvi abbattere da questo allora nessuno potrà mai farlo, nemmeno voi stessi.
Lottate!

Bene, l’intervista è finita e noi ringraziamo le autrici per la pazienza e la volontà!

Lascia un commento