Afrodite: la verità della dea è il nuovo romanzo di Galatea Vaglio, docente, giornalista e autrice di racconti e saggi storici, tra cui Teodora, la figlia del circo, Cesare – l’uomo che ha reso grande Roma e I lupi di Roma – Antonio contro Ottaviano. È edito da Giunti editore (che ringrazio per la collaborazione e la copia) ed è uscito in tutte le librerie e store online dal 24 aprile 2024. In quella data, noi di Bee Chronicles, abbiamo già incontrato Galatea alla sua presentazione del romanzo (se volete saperne di più cliccate qui), e in questo articolo invece vi porteremo la nostra recensione.

TRAMA
Pensiamo di conoscere bene Afrodite, o Venere per gli antichi Romani. Cosa può avere da dirci che non sappiamo una divinità vanitosa e frivola, dea della bellezza e dell’amore, moglie fedifraga di Efesto, amante di Ares e Hermes? Tuttavia, questa altro non è che una minima parte della verità, e Afrodite non è molto contenta di essere sempre stata sottovalutata e raccontata in modo sbagliato. Per questo motivo, ha deciso di prendere la parola e di narrare la sua versione della storia. Mariangela Galatea Vaglio rielabora con creatività e originalità i miti su Afrodite, dando finalmente voce a una dea fino a questo momento guardata in modo superficiale, e con uno stile coinvolgente e ironico racconta tutte le epoche in cui è stata venerata, i suoi appassionanti amori umani e divini, i suoi scontri con le altre divinità. Quella di Afrodite è una vicenda lunga come la storia del mondo e le sue tante vite sono tutte accomunate da una sola cosa: la volontà di essere libera, come il suo potere di antica dea e forza primordiale della natura richiede, e di combattere per l’amore.
RETELLING
In un periodo in cui escono molti retelling (sia mitologici che non) è molto difficile trovarne uno che riesca a soddisfare completamente il lettore o che non tratti di tematiche già proposte in una vastità di sughi diversi. E bisogna dire che questo libro soddisfa tutti i requisiti e anzi porta anche altri temi: parla di una Dea (la maggior parte dei retelling sono su eroine o personaggi della mitologia, ma non divinità, oppure storie romantiche) prendendo in considerazione varie fonti, femminismo e amore in tutte le sue forme, facendolo con ironia.
STORIA
La maggior parte di noi ha presente la storia di Afrodite, che inizia con lei che esce dal mare da una schiuma, come nel famoso quadro di Botticelli. E se vi dicessi che in realtà è molto diversa? Che non sono stati i Greci ad inventare questa divinità, ma che è apparsa ben molto prima con i Sumeri? Il suo nome era Inanna, la vergine guerriera. Buffo, non trovate? Ormai questa caratteristica è stata presa da Atena, e che Afrodite nei secoli a venire di vergine pare che non abbia avuto proprio niente, venendo anche reputata senza un briciolo di forza. Ma è veramente così? Con questo libro Galatea ci racconta un lato di Afrodite che spesso sfortunatamente ignoriamo. È la dea a parlare in prima persona ed è una storia che dà voce a colei che viene etichettata come Barbie dell’Olimpo.
FEMMINISMO
Sembra dalla prima impressione, che in realtà il femminismo non c’entri niente con Afrodite, se mai il termine più corretto che si pensa quando si ha in mente lei è femminilità. Ma non bisogna farsi ingannare dal suo aspetto, lei ha un fuoco dentro che brucia. In realtà è proprio lei a tenere le redini del mondo, anche se successivamente i suoi poteri sono stati spartiti tra gli altri dei, ma ciò non l’ha resa più debole. Zeus stesso la teme, ciò che riesce a fare Afrodite non può essere controllato e sa come farsi valere.
Non la vedrete mai abbassare la testa, sempre a combattere per sé stessa e per quello che crede sia giusto. Non è priva di difetti (è sta proprio qui il bello delle divinità antiche), ma proprio perché è così viene resa più umana e si riesce ad empatizzare con lei.
“Non ero mai stata sposata. Quando divenni moglie, capii perché.”
Con questa frase si capisce molto bene l’animo e lo spirito libero di Afrodite. Lei non è la donna per eccellenza: non è una moglie perfetta, né tantomeno una che rimane a casa a cucinare e pulire, sa e capisce che non sono cose per lei e che il matrimonio… beh si sta bene anche senza un anello al dito.
Questo libro ci fa capire come non bisogna sottostare alle etichette che ci danno le altre persone, ma lottare per sè stessi. Inoltre nel libro ci vengono raccontate anche storie di altre donne, come Elena, Didone, Launo e molte altre, con destini più o meno tragici ma che mostrano vari lati di quello che vuol dire essere donna in un mondo patriarcale.
AMORE
Afrodite è conosciuta soprattutto come dea dell’amore e quindi non poteva di sicuro mancare nel suo libro questo tema. Ma non aspettatevi una storia romance (o un retelling di questo genere), certo, vengono raccontate le sue varie vicissitudini romantiche, ma più con un’ottica esplicativa e non per farci struggere il cuore. E’ una scelta che abbiamo apprezzato soprattutto perchè non è l’amore per un uomo il tema principale. Di amanti ne ha avuti parecchi (qui ci vengono raccontati i più importanti) ma uno degli amori più importanti e che è anche difficile da ottenere e provare è l’amore per sè stessi, e il bello è che lei ne fa sfoggio e la propria arma.
Un altro amore che spesso viene ignorato quando si parla di Afrodite è quello materno, che predomina anche quello romantico: il suo rapporto con Enea è profondo, lo protegge e lo fa proseguire per la retta via verso l’Italia, tanto da sembrare una madre apprensiva.
IRONIA
Ebbene sì, non vi troverete un romanzo di storia, ma una lettura piacevole, intrisa di ironia con dialoghi divertenti (chi ha letto Percy Jackson, può capire bene lo stile), ma non per questo meno profonda o con temi trattati male. La verità è che quando si raccontano le cose in questo modo, si legge anche con entusiasmo e le informazioni rimangono più impresse, soprattutto se a leggerlo sono i ragazzini.
Consigliamo dunque la lettura di questo libro a tutti gli appassionati di mitologia che vogliono vedere la dea Afrodite sotto da un altro punto di vista, ma anche ai ragazzi che vogliono saperne di più senza dover leggere libri noiosi che non danno niente in cambio.

