David Liss ci regala un’opera di rara bellezza, con un intreccio di storia, magia e sentimenti che rapisce il lettore dalla prima pagina. Questo libro, emigrato in Italia grazie alla Vintage Editore e alla brillante traduzione di Daniela Mastropasqua, si distingue per la sua capacità di evocare un’epoca lontana con una maestria narrativa a dir poco squisita.
Trama
L’Inghilterra sta cambiando. Fabbriche e industrie si moltiplicano portando trasformazioni radicali nel tessuto sociale ed economico del Paese. Natura e progresso si scontrano lacerando per sempre l’anima dell’antica Albione. Lucy Derrick è una giovane donna di buona educazione ma con scarse finanze. Dopo la morte dell’amato padre è costretta a trasferirsi, come ospite indesiderata, dal suo tirannico zio. In procinto di sposare un industriale locale del Nottinghamshire, la sua vita, miserabile e rassegnata, è improvvisamente stravolta dall’apparizione di uno sconosciuto, il famigerato poeta libertino Lord Byron, che si presenta a casa dello zio Lowell in evidente stato di alterazione chiedendole di «raccogliere le foglie» e non sposare Mr Olson. Sconvolta dalla scena e disorientata dal senso di quelle richieste, incapace di afferrare pienamente il senso di quello che sta accadendo, Lucy trova conforto nella misteriosa Mary Crawford che la inizierà ai segreti di un mondo in cui tradizione ed evoluzione si combattono fino all’ultimo sangue, un mondo in cui il confine tra magia e realtà è labile fino a quasi scomparire.
La nostra opinione
Sicuramente conoscete la risposta alla vostra stessa domanda, signor Morrison. È magia.
Come leggiamo dalla trama, il romanzo è ambientato nel 1812, nel pieno dell’epoca regency, trasportando così il lettore in un mondo di rigide convenzioni sociali, ma anche di fermenti e cambiamenti importanti. Lucy Derrick, la protagonista, è una giovane donna di vent’anni, orfana e costretta a vivere con l’odioso zio Lowell per non andare incontro ad uno scandaloso. Ma Lucy vuole essere libera, fare le sue esperienze, vivere la propria vita senza imposizioni, esprimere le sue opinioni senza timore e soprattutto scegliere per sé il proprio destino. Lei è, dunque, una figura di rottura rispetto ai canoni della sua epoca: intelligente, semplice e ben educata, possiede un temperamento che seppur la fa desiderare dagli uomini, in passato l’ha portata a compiere una scelta che ha lanciato su di lei il marchio dello scandalo. La svolta, però, arriva con l’apparizione misteriosa del famigerato poeta libertino Lord Byron: in uno stato di evidente alterazione, si presenta alla porta dello zio Lowell con un messaggio tanto strano quanto misterioso: “raccogliere le foglie”, segnando l’inizio di un’avventura straordinaria che porterà il lettore in un libro misterioso, capace di rivoluzionare le sorti del mondo intero.
Passando a parlare del libro in sé, certamente quello che incanta è la ricerca certosina che si ha dell’ambientazione storica: David Liss, infatti, non propone ambienti stereotipati, ma ricrea con estrema precisione l’atmosfera dell’epoca regency, dalle convenzioni sociali ai dettagli della vita quotidiana, fino ad arrivare ai movimenti di protesta come il luddismo. A dare tridimensionalità c’è la presenza di personaggi storici realmente esistenti, come il Principe Reggente Giorgio IV e il poeta romantico George Byron e questa attenzione ai dettagli è uno degli elementi che ci ha spinto a dare il voto finale a questo libro: Liss è un vero e proprio illusionista, capace di convincere il lettore di vivere in un’altra epoca.
Un altro aspetto che merita particolare attenzione è la caratterizzazione dei personaggi: non sono solo delle parole scritte nero su bianco ma sono indimenticabili. Basti pensare alla protagonista Lucy Derrick, che in qualche maniera è una sorta di “figlia di Jane Austen”: una giovane donna che lotta per la propria libertà in un mondo che cerca di costringerla ad un ruolo marginale. E la sua evoluzione nel romanzo è qualcosa che emoziona: da giovane donna oppressa e insicura, Lucy diventa una figura forte e indipendente, capace di sfidare le convenzioni sociali e di affermare a gran voce il proprio diritto a vivere una vita autentica. Ma anche Mary Crawford, l’amica che accompagna la protagonista in questo viaggio, è un personaggio altrettanto memorabile: con il suo carisma e la sua ambiguità, ricorda quasi la protagonista di Mansfield Park di Jane Austen, ma con un tocco di magia che la rende unica. E a nostro parere, la dinamica tra Lucy e Mary è uno degli elementi più riusciti del romanzo: un’amicizia che si sviluppa e si approfondisce nel corso della narrazione.
© The Unseen Audience di Vittorio Reggianini
Ma come non possiamo non parlare della penna di David Liss: la sua prosa è elegante e coinvolgente come un tè servito con pasticcini, capace di catturare l’essenza stessa di quell’epoca regency. Liss ha questa capacità di a evocare con precisione e grazia l’atmosfera, le convenzioni sociali e le dinamiche interpersonali dell’inizio del XIX secolo, trasportando il lettore in un mondo fatto di raffinatezza e tensioni sottili. Ogni descrizione, dialogo e pensiero dei personaggi è reso con una cura maniacale e una profondità che permette al lettore di vivere e respirare l’era regency in modo tangibile e autentico. Ma la maestria di Liss non si limita solo alla rappresentazione storica, estendendosi anche alla capacità di trasmettere le emozioni dei personaggi con un’intensità e una veridicità che lasciano il segno. Le gioie, le paure, le speranze e i dubbi dei protagonisti sono dipinti con tale vividezza che diventa impossibile non empatizzare con loro, sentire le loro passioni e condividere i loro dolori.
Tuttavia, è doveroso spezzare una lancia anche a favore di Daniela Mastropasqua: il suo lavoro di traduzione è un capolavoro a sé stante. La sua dedizione e la sua attenzione ai dettagli si percepiscono in ogni riga, riuscendo a mantenere intatta la ricchezza stilistica dell’originale. E lo sappiamo bene: la traduzione non è mai un semplice trasferimento di parole da una lingua all’altra, ma una vera e propria arte che Mastropasqua padroneggia con maestria e gentilezza, offrendo ai lettori italiani un testo che conserva tutta la sua bellezza e potenza espressiva. Grazie a lei, la magia della prosa di Liss risplende anche in italiano, permettendo ai lettori di godere appieno della complessità e della raffinatezza dell’opera.
Per concludere, analizziamo nel dettaglio la trama: il suo intreccio di storia, magia e avventura è a dir poco avvincente e non annoia mai. Ogni capitolo aggiunge nuovi tasselli al quadro generale, mantenendo alta la suspense e l’interesse del lettore. Liss costruisce la narrazione con una precisione da orologiaio, dosando sapientemente rivelazioni e colpi di scena, che mantengono il lettore incollato alle pagine. Ogni svolta narrativa è una sorpresa che arricchisce la trama, rendendo la lettura un’esperienza appassionante e gratificante. L’intreccio tra storia e fantasia è uno degli elementi più affascinanti del romanzo, perché Liss non si limita a raccontare eventi storici, ma li intreccia con elementi magici in modo così naturale da far sembrare plausibile l’esistenza di un mondo in cui la magia è reale. Questo equilibrio tra realtà storica e immaginazione arricchisce il romanzo, creando un universo narrativo complesso e affascinante. La trama avanza con un ritmo sostenuto, ma mai frenetico, permettendo al lettore di assaporare ogni dettaglio e di immergersi completamente nella storia.
Considerazioni finali
In conclusione, “La dodicesima pagina” è un romanzo che senza dubbio merita un posto d’onore nella libreria di ogni appassionato della letteratura regency (e non solo). Questo capolavoro si aggiudica il nostro più pieno entusiasmo grazie alla straordinaria abilità di David Liss nel combinare storia, magia e sentimenti in una narrazione avvincente e profondamente emozionante. Lucy Derrick, con il suo desiderio di libertà e autodeterminazione, è un’eroina indimenticabile che continuerà a vivere nel cuore dei lettori. La ricchezza dell’ambientazione storica, la caratterizzazione dettagliata dei personaggi, la scrittura raffinata e la trama intricata e coinvolgente, rendono questo libro un’opera imperdibile. Leggendo “La dodicesima pagina“, abbiamo provato un amore profondo per la storia e i personaggi, un’emozione rara che solo i grandi romanzi sanno suscitare. GRAZIE VINTAGE EDITORE!
Valutazione: ★★★★★ (5 stelle)
A cura di: @literaly_nath (IG)
