Dragonfall di L. R. Lam, pubblicato da Gribaudo, è un epic fantasy che rompe gli schemi tradizionali. Il worldbuilding è ben strutturato e include una società di persone con poteri, divise in caste e controllate dai più ricchi, che idolatrano i draghi scomparsi molto tempo prima. Tuttavia, la verità è un’altra: gli umani hanno rubato i poteri ai draghi e li hanno esiliati con l’inganno in un’altro mondo-dimensione. Ora, i draghi covano vendetta e tramano per tornare e riprendere il controllo del loro mondo. Ciò che colpisce di più è l’approccio innovativo e attuale all’identità dei personaggi.

Rivela chi sei
A Loc, ognuno decide se essere presentato agli altri come maschio, femmina o nessuno dei due. L’identità viene scelta quando si raggiunge l’età per comprenderne appieno il significato. Arcady, il protagonista maschile, si identifica con entrambi i sessi e l’autore lascia all’immaginazione del lettore la sua fisicità, sebbene descriva nel dettaglio la terribile malattia che porta sottopelle.
È difficile cercare di distinguere quello che per te è innato da quello che ti viene imposto dagli altri.
Avevo trovato una struttura simile solo in un’altra serie, Il tensorato di Neon Yang. Tuttavia, se in quei quattro piccoli volumi molto veniva dato per scontato e c’erano grandi salti temporali nella trama, in Dragonfall viene spiegato per filo e per segno il funzionamento ipotetico di una società di questo genere, mostrando anche i sentimenti legati a determinate scelte.

Uscire dagli schemi imposti
Nascere con un marchio già addosso può costringere la personalità, le ambizioni e l’emotività di una persona in una scatola troppo stretta, sbagliata. Questo viene mostrato tramite le sensazioni del drago Everen, l’unico drago maschio in una società guidata da femmine. Temuto per un’aggressività che non ha mai dimostrato, è visto come meno responsabile e maturo solo a causa delle sue caratteristiche fisiche ritenute “dominanti”.
Conclusioni
Lam ha creato un libro profondo che introduce elementi contemporanei in un mondo fantastico, dove però la vita non è comunque facile. La società descritta accetta le persone per ciò che sono interiormente, ma dà un’importanza immensa al potere. Il finale lascia aperte molte domande e il lettore non può far a meno di chiedersi cosa accadrà nel volume seguente.
Quali altre verità terribili ci verranno rivelate?
Ma è questa la differenza tra politici e ladri: solo i secondi ammettono che stanno rubando ciò che non gli appartiene.
