Ben ritrovati cari lettori! Spero che questo caldo torrido non vi faccia sciogliere come cubetti di ghiaccio, in caso contrario prendete una sdraio, una limonata e gustatevi questa fresca intervista! Con noi oggi abbiamo una scrittrice che alle spalle ha studi classici, molti corsi e manuali, e la vittoria di ben tre residenze d’artista che l’hanno portata in giro per tutta la penisola italiana! Di chi sto parlando? Della strabiliante Giuliana Leone che di carta e creatività sono fatte le sue storie.
Dunque, come sempre, non mi resta che augurarvi una buona lettura e benvenuti nel Salotto di Nath: il luogo dove ogni retroscena viene portato alla luce!
───── ⑅ ♡ ⑅ ─────
Prima di iniziare, concedetemi un momento per me stesso: finalmente, dopo aver letto il suo libro “Detriti”, sono riuscito ad invitare, qui nel Salotto di Nath, una scrittrice che io ammiro particolarmente per la sua brillante capacità di scrittura. Benvenuta Giuliana e grazie per essere qui con noi! Allora, come possiamo ben capire “Detriti” presenta un mondo distopico dove il controllo e la conformità sono pressoché obbligatori ma da dove nasce l’idea di un ambiente così rigido e quali sono state le tue principali fonti di ispirazione?
Giuliana Leone: Il controllo rigido e la conformità sono elementi classici del genere distopico, perciò sono spesso alla base di storie come questa (chiaramente rielaborati di volta in volta in maniera più o meno innovativa). Mi sono lasciata ispirare in parte da alcuni tra i distopici classici e contemporanei che ho amato di più e in parte dal mondo in cui viviamo. C’è tanta distopia anche nella nostra società, solo che vivendoci dentro siamo stati abituati a normalizzare cose che, se spostate in un contesto altro, tornano a sembrarci assurde come dovrebbe essere.
Interessante punto di vista: quindi possiamo capire che tutti ormai sono abituati, come abbagliati, da questa “normalizzazione” ma che, in realtà, non vale per Evie, che lotta con il desiderio di conformarsi e la curiosità per il mondo esterno. Come sei riuscita a sviluppare il suo personaggio e quali sfide hai affrontato nel renderlo così complesso e realistico?
Giuliana Leone: Evie è un personaggio molto “umano”. Anche se non lo sa. La sua necessità di conformarsi, di sentirsi giusta per l’ambiente in cui vive, è un desiderio direi quasi fisiologico dell’essere umano, che come sappiamo è un animale sociale. E poi dall’altra parte c’è la curiosità che è una caratteristica che le appartiene. Il suo è un percorso fatto di cadute, di minuscole vittorie, di dolore. La sua evoluzione nel corso della storia, però, è grandiosa. La difficoltà maggiore per me è stata trovare il modo giusto, credibile e coerente di mostrare tutto questo al lettore.
Quindi, vediamo che Evie è un essere umano che ha delle pulsioni che la spingono – come hai detto giustamente tu prima – a conformarsi con gli altri, a sentirsi giusta per l’ambiente in cui vive. Tuttavia, vediamo che queste pulsioni vengono inibite dai Regolatori, che sono un elemento chiave nel mantenimento dell’Ordine. Cosa rappresentano per te questi dispositivi e come hai deciso di integrarli nella trama?
Giuliana Leone: I Regolatori sono dei farmaci con proprietà calmanti, a lento rilascio, che i cittadini sono costretti ad assumere quotidianamente. Provocano effetti a carico del Sistema Nervoso Centrale e non solo, come apatia, calo della libido, impotenza. Sono una delle armi di cui dispone il Governo per soggiogare la popolazione.
Sono davvero scioccato: quindi, nel mondo di Opima anche solo guardarsi negli occhi è un reato. E questo mi fa sorgere una domanda, ovvero qual è il simbolismo dietro questa restrizione così impressionante e come pensi che influisca sulla società che hai creato?
Giuliana Leone: Per spiegare questo vorrei iniziare da una citazione del romanzo. A un certo punto un personaggio dice ad altri personaggi: “Non permettete mai a nessuno di decidere dove voi dobbiate guardare. Siate padroni del vostro sguardo. Il vostro sguardo vi appartiene.” Questa frase, spero, dovrebbe far capire al lettore che quello dello sguardo e degli occhi è una metafora.
Il personaggio dice agli altri di non permettere a nessuno di decidere dove loro debbano guardare, perché fisicamente ai cittadini è proibito sollevare lo sguardo e guardare negli occhi altre persone. Ma la frase vuole essere anche un invito a sviluppare il proprio senso critico. “Non permettere agli altri di decidere dove tu debba guardare” significa anche “non permettere alla società di decidere al posto tuo cosa è giusto e cosa non lo è, cosa è accettabile e cosa non lo è”.
L’Ordine vieta lo sguardo perché è qualcosa di pericoloso per una città che mira a eliminare i conflitti, che cerca di limitare le relazioni umane, che vieta ai cittadini di manifestare le proprie emozioni.
Giustamente: quando una persona guarda in faccia alla realtà, talvolta scopre che tutto ciò che ha vissuto non era che solo una menzogna. E questa condizione la possiamo benissimo intravedere nella narrazione di “Detriti”, che esplora, infatti, temi di controllo e libertà. Ma tu? Come vedi queste dinamiche riflesse nella società moderna e cosa speri che i lettori colgano dalla tua storia?
Giuliana Leone: Non c’è bisogno che io dica, credo, quanto il tema delle libertà individuali sia attuale oggi più che mai. Chi vive in questa società in un periodo storico come il nostro si trova necessariamente costretto a riflettere su quelle che erano le nostre libertà di ieri e su quelle che ci vediamo sottratte proprio oggi.
Mi piacerebbe che questa storia fosse un’occasione per riflettere su quella che è la direzione che sta prendendo il mondo, su cosa potrebbe succedere in futuro e su come provare a cambiare le cose finché siamo ancora in tempo.
Anche qui, come non darti ragione. Ritornando un momento al personaggio di Evie: dalla trama vediamo che lei riceve un messaggio che la spinge a interrogarsi su tutto ciò che conosce. Come sei riuscita a costruire la tensione e il mistero attorno a questo messaggio e alla scoperta di un possibile mondo alternativo?
Giuliana Leone: Il messaggio è solo una maglia della catena di eventi che instillano nella protagonista i primi dubbi sulla società in cui vive. Ogni anello della catena dovrebbe far crescere, spero, la tensione e anche la curiosità del lettore.
Sempre riguardante il tuo libro, vediamo che la guerra per la libertà è una tematica centrale. Come hai affrontato la rappresentazione di una lotta così intensa e cosa speri che i lettori imparino dalla determinazione di Evie?
Giuliana Leone: Il tema della lotta per le libertà individuali e per l’autodeterminazione non è presente solo nello scontro finale, nella guerra in sé, bensì permea l’intera storia. Ho utilizzato la metafora della vista (l’aprire gli occhi davanti alle cose che abbiamo intorno) e dello sguardo (la libertà di poter guardare liberamente dove si vuole) per parlare proprio di libertà e autodeterminazione. Mi piacerebbe che i lettori si fermassero a riflettere su quanto sia preziosa e intoccabile la libertà di schierarci, di decidere da soli cosa è importante per noi, di legittimare i nostri punti di vista e i nostri valori.
Personalmente ho amato il tuo libro, sarà che ho un debole per i romanzi di questo genere, e mi ha sempre incuriosito la creazione di un mondo distopico, che certamente richiede un’attenzione particolare ai dettagli. Puoi parlarci del processo di world-building e di come hai sviluppato le regole e le dinamiche di Opima?
Giuliana Leone: Ho immaginato una società che a prima vista potrebbe sembrare quasi una città utopica, perfetta. È una società sicura, pulita, ecologia, che per certi versi fa scelte etiche, che se righi dritto e segui le regole ti affida una vita inscatolata tutto sommato dignitosa: ti assegna un lavoro part-time, ti affida una casa, ti accoppia con una persona a te affine per condividere la vita. La società, in cambio di tutto questo, chiede solo una cosa. Solo che quell’unica cosa è la cosa più preziosa che possediamo.
Opima è governata da un’istituzione chiamata l’Ordine che costringe la popolazione a sottostare a regole rigidissime. I cittadini vengono controllati continuamente: vengono controllati i loro spostamenti, la loro dieta, perfino i loro rifiuti. L’Ordine è un’istituzione che ha obiettivi giusti (una vita serena e sicura per i cittadini, senza conflitti) ma che usa tutti gli strumenti più sbagliati possibili per raggiungerli. È la prova che il fine non giustifica i mezzi. La società creata dall’Ordine è una società che, purtroppo, solo apparentemente sembra molto lontana dalla nostra.
Vediamo, dunque, che il concetto di “brava cittadina” è fondamentale per Evie. Come definiresti il conflitto tra essere una brava cittadina e mantenere la propria umanità nel contesto del tuo romanzo?
Giuliana Leone: Visto che si tratta di un romanzo character-driven, questo conflitto interno è il conflitto portante dell’intera storia. Evie vuole essere una brava cittadina, ma quello di cui ha bisogno è un’altra cosa. “Mantenere la propria umanità”, nel contesto di questo romanzo, significa soprattutto “ritrovarsi”. Significa accogliere e vivere le emozioni, trovare i valori per cui vale la pena lottare e farsi una propria opinione sulle cose, trovare la propria strada.
Ed Evie è di questo che ha bisogno: di trovare se stessa, la vera sé. E di accettarsi.
Adesso una domanda personale: c’è un evento o un’esperienza specifica che ha influenzato la scrittura di “Detriti”? Come le tue esperienze personali si riflettono nella storia e nei personaggi?
Giuliana Leone: Noi ci riflettiamo sempre nelle storie che scriviamo.
In questo libro ci sono certamente tematiche che sento molto vicine o che fanno parte della mia storia. E vale anche per i personaggi. Ho messo in loro, in quasi tutti, qualcosa di me.
Per concludere: un saluto ai nostri affezionati lettori?
Giuliana Leone: Grazie mille a tutti quelli che sono arrivati fin qui. Speriamo di rivederci, a testa alta, tra le strade del Ghetto.
Lo spero anch’io! E per oggi è tutto: come sempre spero che quest’intervista vi abbia fatto aprire gli occhi su una società che alla fine non è tanto diversa dalla nostra. Ed io, vi invito calorosamente ad andare in libreria e prendere il libro di Giuliana Leone: “Detriti” (edito da Lumien Edizioni) e mi raccomando: fatemi sapere su Instagram cosa ne pensate una volta che l’avete letto!
Alla prossima puntata!!!
A cura di: @literaly_nath (IG)

Libro interessante, sicuramente ci darò uno sguardo
"Mi piace"Piace a 1 persona