Esce oggi, 2 Agosto, il nuovo libro di Ruth Kelly, edito Newton Compton Editore, e disponibile in tutte le librerie. La Kelly è una giornalista di successo, con più di quindici anni di esperienza nell’ambito televisivo ed editoriale. Ha collaborato con «Daily Mail», «Daily Mirror», «The Sun» e «Grazia» e, prima di pubblicare i suoi romanzi, ha scritto come ghostwriter le autobiografie di numerose celebrità. Con la Newton Compton ha pubblicato Il piccolo vigneto in Provenza e Il mistero della famiglia Bellay.
La trama
La storia racconta di Adele ed Erin, due sorelle completamente diverse che si ritrovano coinvolte in una situazione molto più grande di loro. Adele, un’influencer, è in crisi con il suo compagno Jack e, quando la coppia riceve in dono la proprietà di un antico château in Francia, lei decide di accettare, senza tenere conto delle stranezze dietro quella proposta. Sfrutta l’occasione per i suoi video su YouTube e nel frattempo tenta di riavvicinarsi a Jack.
La vita, però, non è come sperava: gli abitanti del paese sono freddi e ostili e lo château sembra nascondere dei segreti. Dopo la notte di Capodanno, Adele smette di pubblicare video e scompare. Erin, sua sorella maggiore, decide di andare a cercarla e convincerla a tornare a casa al capezzale della madre malata. Quando arriva allo château, però, si rende conto che Adele e Jack sono scomparsi. Erin comincia a cercarli ovunque, per arrivare a scoprire i segreti che si celano dietro lo château dei Bellay.

La struttura, le linee temporali e lo stile
Ruth Kelly decide di raccontare questa storia, che già di per sé è complessa, in maniera ancora più intricata: tempo, spazio e punti di vista si mescolano, facendo diventare l’intreccio molto più simile a una sceneggiatura che a un libro. La Kelly si prende tutto il suo tempo nel descrivere spazi e luoghi, cercando di rendere il lettore il più coinvolto possibile in ciò che sta accadendo.
Nulla viene lasciato al caso e ogni frase, seppur effimera, gioca un ruolo importante all’interno dello svolgimento narrativo. La Kelly mescola le carte in tavola, iniziando con un prologo degno di un film thriller e continuando ad andare avanti e indietro nel tempo, proprio per costruire una suspence che si mantiene alta per tutto il libro, per poi scemare negli ultimi capitoli.
Il mistero della famiglia Bellay vede due punti di vista, quello di Adele e di Erin, due sorelle che non potrebbero essere più diverse tra loro. La storia narrata in prima persona ci rende impossibile vedere il tutto in maniera oggettiva: questa scelta è furba e adatta al tipo di racconto a cui punta l’autrice, in cui gli occhi del lettore sono quelli del personaggio.
Da una parte abbiamo il punto di vista di Adele, quindi di ciò che è avvenuto prima della notte di Capodanno, che è la data spartiacque del libro. Quello di Adele è un occhio che volge, perciò, al passato, costellato di tanti piccoli momenti in cui ci rendiamo conto che la sua scelta di andare a vivere nella campagna francese non sia stata proprio una grande idea.
Il punto di vista di Adele è fatto di segreti, di momenti a volte terrificanti in cui nessuno vorrebbe trovarsi. Non vi descriviamo i particolari, perché non vogliamo spoilerare nulla al riguardo, ma lo château in cui lei e Jack vivono nasconde centinaia di segreti, alcuni che riguardano anche un passato ancora più remoto, fatto di feste in maschera, torture e minori.

Il dopo viene invece raccontato da Erin, che cerca disperatamente la sorella scomparsa senza però essere creduta. Le ambientazioni sono le stesse, ma Erin sembra vivere lo château come qualcuno che entra in una casa infestata. Il fantasma di Adele, la sua presenza, aleggiano nella casa, così come aleggia lo spettro di una verità oscura, che rende impossibile a Erin chiudere gli occhi la notte.
La costante sensazione di essere osservati è presente in entrambi i punti di vista, trovando così un elemento comune fra le due protagoniste.
Ci sono anche dei brevi capitoli in cui viene raccontata la storia dall’esterno, la voce di una telecronista che copre la news dell’influencer inglese scomparsa e della sorella alla sua ricerca. Abbiamo apprezzato particolarmente quelle parti, seppur inizialmente ci siano sembrate fuori luogo. Uno stacco dal punto di vista di Adele ed Erin è stato proprio ciò che serviva a rendere questo romanzo un thriller a trecentosessanta gradi.
La scrittura della Kelly, oltretutto, rende la storia scorrevole, seppur lunga e piena di avvenimenti. I dialoghi sono credibili, così come i videolog di Adele, che vengono scritti neri su bianco ma appaiono come delle immagini quando si leggono. La Kelly è una penna intelligente, accurata e del tutto consapevole di come suscitare certe emozioni nel lettore.
I personaggi
Sicuramente le figure di spicco di questo romanzo sono Adele ed Erin, che oltre ad essere le protagoniste sono anche le due figure a cui ci si affeziona di più, quelle su cui la Kelly ricama la storia, parola dopo parola.
Le figure secondarie, come quella di Jack, hanno dato poco valore a tutto il romanzo, in quanto sono l’emblema tipico dell’uomo scontento della propria vita, che tenta in tutti i modi di manipolare la propria moglie. Unica cosa che ci sentiamo di commentare è il risvolto finale di Jack, che ci è parso un po’ confuso e, soprattutto, fuori dal personaggio.
Adele viene presentata fin da subito come una ragazza ingenua alla ricerca della sua favola perfetta, chiusa in un mondo virtuale e desiderosa di vivere secondo i propri desideri. Se la presentazione iniziale non è molto positiva, in realtà, andando avanti nella storia e conoscendola, Adele ci appare semplicemente come una donna che lotta per la propria felicità. Lo fa in maniera ingenua e con mezzi inusuali, ma con l’intento di risollevare la sua vita e una relazione che si sta avvicinando alla fine.
Il personaggio di Adele ci appare come qualcuno che cerca di fuggire dalla propria infelicità, ancorata a quel sogno che aveva da bambina e smaniosa di non lasciarlo andare via. I commenti dei suoi hater sono crudi e reali, gli stessi che potremmo vedere sotto il video di qualunque influencer. La Kelly ritrae perfettamente questo scorcio di modernità, mostrando attraverso Adele la parte oscura e marcia della tecnologia.

Erin, invece, è il suo totale opposto. Infermiera e sorella maggiore, Erin è la rappresentazione perfetta della figlia che tenta di tenere le fila della propria famiglia. Se da una parte si prende cura della madre, dall’altra si intromette nella vita di Adele e tenta di aprirle gli occhi non solo su Jack ma su tutto ciò che ritiene dannoso per lei. Una presenza costante per la sorella minore che si sente soffocata da tutte le attenzioni di Erin, a volte scambiandole per invidia.
La Kelly presenta Erin come una persona estremamente matura, con le idee chiare, determinata a portare Adele dalla madre malata. Quando trova la villa vuota e si rende conto che la sorella è scomparsa, Erin comincia la sua indagine personale. È con lei che cerchiamo di capire cosa sia accaduto a Adele: interroga gli abitanti della piccola cittadina, parla con la polizia, ma sembra sempre che tutti vogliano farla passare per pazza.
Questo potrebbe essere considerato un cliché, ma tiene bene la suspence ed è un buon mezzo narrativo per muovere l’azione. Erin, infatti, non molla la presa e continua a cercare sua sorella, finendo per mettersi nei guai.
La presenza costante del male
Se c’è un personaggio invisibile e latente, è proprio il male, che permea le pagine del romanzo della Kelly, come se si rievocasse uno spirito antico. Badate bene, non si parla di fantasmi o di spettri, ma lo château della famiglia Bellay sembra avere più segreti di quanti se ne possano immaginare. Da una parte abbiamo Adele, che cerca di scoprirli mentre vive all’interno della villa, dall’altra Erin che, proprio per trovare la sorella, prova a rivelare la verità su quella casa.
Forse è proprio la villa stessa il vero villain, perché è l’emblema della malvagità e di tutto ciò che c’è di oscuro. La scoperta prima di Adele e poi di Erin su cosa avviene la notte di Capodanno nello château della famiglia Bellay è il plot twist che cambia le carte in tavola e trasforma la storia in qualcosa di completamente diverso.
Anche se questa rivelazione avviene molto avanti nel libro, serve ad aumentare la velocità della narrazione e a cambiare drasticamente la trama. Non si tratta più di una casa ricca di camere da letto e stanze segrete, ma di un luogo che ha visto il dolore e la sofferenza di persone innocenti. Unica nota di demerito è probabilmente il fatto che non sia stato approfondito di più il passato della villa, lasciando qualche indizio qua e là, ma senza dare ulteriori informazioni. Ci sarebbe piaciuto conoscere la famiglia Bellay, capire il motivo dietro le notti di Capodanno, e magari conoscere anche la storia della cittadina, che sembra sapere cosa accade nelle stanze della villa.

Nonostante questo, però, il male è presente ed è vivido, non solo nella casa ma anche nelle persone che vi gravitano attorno. Proveremo a non svelarvi molto, proprio perché la loro identità è parte della rivelazione sullo château, ma sembrano in qualche modo tutti legati alla casa e al vlog di Adele.
Oltre allo château e a chi partecipa alle feste di Capodanno, bisogna spendere due parole sull’ennesimo villain presente nell’intreccio, di cui ovviamente non faremo il nome. La scoperta delle intenzioni di questo personaggio avviene quasi alla fine del libro e ci è parsa leggermente forzata. La Kelly si muove bene, anzi benissimo, nel thriller ma questo personaggio, seppur convincente, si meritava forse più spazio. Ad ogni modo, la sua figura è stata rilevante all’interno della storia. Chissà se riuscirete a capire chi è fin dall’inizio…
Il mistero della famiglia Bellay è uno di quei romanzi che, una volta iniziato, va per forza finito in breve tempo. Ruth Kelly ha l’abilità di farti entrare all’interno della scena descritta, portandoti a vivere in prima persona ciò che sta accadendo e facendoti venire voglia di scoprire come va a finire. È un thriller pieno di suspence e con dei risvolti, per certi versi, inaspettati.
