Per ogni generazione c’è una prescelta, che si erge contro i vampiri, i demoni e le forze delle tenebre…lei è la Cacciatrice!
Benvenuti in questa nuova rubrica, dove ripercorreremo insieme tutte le stagioni di Buffy l’Ammazzavampiri, esamindando gli episodi più iconici. Ma prima di parlare della prima puntata, analizziamo la funzione di un Pilot “episodio pilota”.
La funzione del Pilot
Un episodio pilota, o pilot, non è necessariamente un prodotto finito. Come suggerisce il nome stesso, l’episodio pilota funge da introduzione al mondo che la serie esplorerà, presentando i personaggi e la trama in modo tale da incuriosire lo spettatore.
Questi cambiamenti e aggiustamenti sono comuni durante la fase pilota per perfezionare il prodotto finale prima della messa in onda ufficiale.
Spesso però il pilot può risultare peggiore a livello di sceneggiatura e fuorviante rispetto alla serie completa, poiché il suo scopo principale è permettere ai produttori e al pubblico di valutare la qualità del prodotto. Per questo motivo, possono essere realizzati più di un episodio pilota, anche con attori e luoghi diversi, per testare varie combinazioni e trovare quella che funziona meglio.

Ad esempio, nella serie Charmed, Phoebe inizialmente non aveva il volto di Alyssa Milano, e in The Vampire Diaries, Damon si trasformava in un corvo, un elemento poi abbandonato durante tutto il resto della serie ma ci sono molti altri esempi simili nel mondo televisivo.
Welcome to the Hellmouth
La prima puntata “Welcome to the Hellmouth” si apre con due ragazzi del liceo che cercano un posto appartato. Tuttavia, quando sono finalmente soli, il vero pericolo si rivela essere proprio uno di loro.
Nonostante sia un prodotto degli anni ’90, Buffy l’ammazzavampiri non invecchia mai, rimanendo un prodotto valido e sempre molto attuale.
Il liceo è un inferno, quante volte lo abbiamo detto o sentito dire? Questo tema rimane centrale nelle prime stagioni di Buffy l’ammazzavampiri, dove i demoni personali degli adolescenti si trasformano in veri e propri mostri reali.
Un fan attento, che ha visto gli episodi numerose volte, potrebbe notare un maggiore senso di umorismo nei personaggi, spesso anche forzato rispetto al resto della serie. Questo tipo di umorismo rimane però una costante in Buffy anche col progredire delle stagioni.

L’iconica sigla di apertura ci fa capire fin da subito che questa non è il solito show dove la protagonista bionda è solo un bel faccino, sdoganando subito il cliché dei film horror e aprendo le porte a una nuova generazione cinematografica che prenderanno spunto successivamente: Buffy Summers è tutt’oggi un’icona femminista riconosciuta per la sua straordinaria forza, la sua determinazione incrollabile e per essere un’eroina potente che non deve compromettere la propria femminilità per affermare la propria forza.
Buffy è una sedicenne appena arrivata da Los Angeles che si ritrova in una nuova scuola a Sunnydale, chiamata anche la Bocca dell’Inferno. Qui fa la conoscenza di Xander, Willow e Cordelia, in modi completamente diversi tra loro.
L’incontro con Giles, il nuovo bibliotecario della scuola, è un momento carico di tensione e inquietudine, sottolineato se si fa molta attenzione da una musica di sottofondo che amplifica l’atmosfera misteriosa. Giles tuttavia si presenta inizialmente come una figura enigmatica e il suo ruolo nella vita di Buffy diventerà chiaro solo con il tempo, quindi state pronti che parleremo anche di questo.
Quando Giles mostra a Buffy il libro “Vampyr” notiamo la ragazza ritrarsi e fuggire via. Difatti nella prima stagione troviamo quasi una Buffy riluttante all’idea di assumere i suoi doveri da cacciatrice e desiderosa di avere solo una vita normale.

Poco dopo, Buffy scopre il corpo di uno dei ragazzi visti nella scena iniziale, nascosto in un armadietto del campus. Questo evento segna un punto di svolta nella narrazione, aprendo le porte a una serie di rivelazioni cruciali per lo spettatore. Giles, con la sua vasta conoscenza e i suoi libri antichi, diventa una fonte importante di sapere per Buffy e per il pubblico. Attraverso lui, impariamo non solo le regole del mondo di questo “universo” ma anche i pericoli e le complessità che Buffy dovrà affrontare come Cacciatrice.
Difatti, in parallelo vengono svelati dettagli sul passato di Buffy a Los Angeles dove scopriamo che il motivo per cui è stata espulsa dalla scuola precedente è legato ai suoi primi scontri con i vampiri (se non avete visto il film, non vi siete persi niente ma potete recuperarlo su Disney Plus).
Dopodiché scopriamo le sfide che ha dovuto affrontare, le difficoltà nell’accettare il suo destino e il peso delle responsabilità che porta e porterà sulle spalle.
La tensione sale mentre Buffy e i suoi nuovi amici si immergono nel mistero, e viene fornita una grande quantità di informazioni sui vampiri, sui demoni, sui succubi e su molte altre creature soprannaturali che popolano il mondo di Buffy.
Il dormiente si desterà, il mondo gronderà sangue. Amen…
Una misteriosa figura emerge dall’ombra, dando informazioni a Buffy su un pericolo molto più grande di lei. Questa prima interazione fa sperare in una chimica tra i due personaggi e, diciamocelo, Angel (che in questo episodio è vestito fin troppo elegante) ha sempre avuto un grande fascino.
Andando a fondo però notiamo che la teologia del Buffyverse non segue una tradizione cristiana convenzionale, ma incorpora alcuni elementi dell’immaginario e del linguaggio religioso per evocare un senso di antico potere e minaccia mistica. Croci e acqua santa possono ferire i vampiri, ma sono quasi del tutto separati dalle loro origini cristiane. L’associazione tra vampiri e spiritualità nella prima stagione si rivela essere intrigante e mette curiosità a chi la guarda.
La sceneggiatura si distingue per la sua intelligenza, con personaggi ben sviluppati e multidimensionali. Come sappiamo, nessuna delle versioni di Buffy ha mai beneficiato di un budget considerevole e questo si riflette chiaramente negli effetti speciali, sia del film che della serie. Un esempio sono le coreografie e il montaggio delle scene di combattimento che possono apparire inizialmente un po’ goffi ma un aspetto interessante (raccontato durante un’intervista della produzione) è stato l’aver filmato l’intera stagione prima della messa in onda del primo episodio. Questo ha permesso di utilizzare sequenze di episodi futuri per costruire il sogno “profetico” di Buffy che vediamo a inizio del primo episodio.
Il finale lascia in sospeso tutto e questo perché quando hanno scelto di creare la premiere di Buffy, aveva la durata di ben due ore.
Come detto precedentemente, questo spettacolo riesce a funzionare egregiamente come un ensemble, nonostante sia incentrato su un personaggio principale. Ogni personaggio contribuisce a formare un pezzo del puzzle e la mancanza di uno di essi è sicuro che renderebbe l’intera narrazione incompleta.
