*Nathan entra trionfante nel suo salotto, accompagnato da una fanfara che suona a tutto volume. Con un sorriso smagliante, saluta le sue fedeli poltrone vuote come se fossero un pubblico in delirio* Benvenuti, benvenuti, carissimi! Prima che il vostro adorabile conduttore prenda il volo per delle meritate vacanze, diamo inizio all’ottavo episodio del Salotto di Nath! E, attenzione, attenzione… oggi abbiamo una super ospite! Chi sarà mai, vi state chiedendo, non è così? Vi do qualche indizio: una campionessa olimpica di film mentali ed acclamata regista di innumerevoli fictional character.
Signore e signori, direttamente dal Nord Italia, con un tocco di romanticismo e genialità, ho l’onore di presentarvi la strabiliante, la scoppiettante, la formidabile Laura Forbiti!
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*Nathan inizia a versare del tè in una piccola tazzina di ceramica* Benvenuta, Laura! È un piacere averti qui nel mio salotto, grazie per aver accettato l’invito. Oggi ci tufferemo nel “dietro le quinte” dei tuoi libri, ma per rompere il ghiaccio, partiamo proprio da uno dei tuoi gioiellini: “Non lasciarmi andare”. Ethan e Annabeth… *Nathan sospira con fare romantico*… due personaggi con un passato tutt’altro che semplice, non è così? Sono curiosissimo di sapere: quali sono state le sfide più grandi nel dar vita a questi protagonisti? Come sei riuscita a mantenere le loro storie e i loro conflitti così autentici e credibili?
Laura Forbiti: Ethan e Annabeth sono due persone molto complesse, con un passato più o meno complicato, tante speranze per il futuro e obiettivi da raggiungere. La parte più complicata è stato il passaggio tra il presente e il passato, fare i continui cambi di mentalità dovuti all’esperienza, al passato, all’età – che influisce non poco nel modo di pensare e soprattutto di reagire. Inoltre il pov di Ethan è stato ancora più complicato da rendere in quanto io e lui siamo opposti in tutto: lui è silenzioso, io per niente, lui è meticoloso e riservato, io casinista e tendo a fidarmi nonostante tutto. Entrare in sintonia con ciò che sono stati e ciò che sono diventati è stata la sfida più grande.
Capisco: deve essere stato un vero rompicapo entrare nella testa di Ethan, con tutte quelle differenze tra voi! *Il pubblico invisibile ride a crepapelle alla battuta del presentatore* Ma è proprio questo che rende i personaggi così profondi e autentici: la carta vincente. Infatti, vediamo che la loro evoluzione, intrecciata al loro passato, è qualcosa che i lettori adorano scoprire poco a poco. E parlando evoluzione… *Nathan sorseggia il suo té con uno stupido sorriso sul volto*.. Ora che ci penso, anche l’ambientazione gioca un ruolo cruciale. Chicago: con la sua energia e i contrasti, è lo sfondo perfetto per il tuo romanzo. Quindi, sono curioso: come questa cornice ha influenzato la trama e lo sviluppo dei personaggi? In che modo la città ha modellato le loro storie?
Laura Forbiti: Sapevo fin dal romanzo uno che Chicago sarebbe diventata poi il centro della vita dei miei personaggi, che di origine vivono in una cittadina inventata da me, Balvic city, proprio in una zona limitrofa di Chicago. La metropoli ha un valore aggiuntivo sia per Annabeth, collegato all’amata nonna, e a Ethan per via del suo lavoro; l’architettura, non solo lo influenza in maniera pratica ma anche nei pensieri e nel modo in cui vede il mondo.
Quindi, vediamo che Chicago non è solo un semplice sfondo, ma quasi un personaggio a sé, che plasma e arricchisce le vite di Annabeth ed Ethan. Devo dire, cara Laura, che mi è piaciuto molto come sei riuscita a legare la città ai loro legami personali e professionali e parlando proprio di Ethan Clark… *Sentendo quel nome, tra il pubblico inizia a serpeggiare un mormorio di approvazione carico di desiderio*… noto con piacere che questo personaggio viene apprezzato da entrambe le fazioni qui presenti, e devo ammettere che anch’io ho amato questo personaggio perché vediamo che la sua vita sembra così perfetta all’apparenza: successo, controllo, ogni cosa al suo posto. Ma sappiamo che dietro quella facciata c’è molto di più. Come hai lavorato per svelare lentamente questa complessità, mostrando cosa si nasconde dietro la sua immagina impeccabile?
Laura Forbiti: Ethan un po’ lo conoscevo dalle storie precedenti, essendo stato un personaggio secondario e già qualcosa sapevo da alcuni atteggiamenti. È stato molto importante portare il lettore oltre la maschera che tutti vedono, entrare nella sua testa, mostrare i dettagli della sua vita, ciò che lo anima e lo appesantisce è stato di vitale importanza. Anche nelle piccole scene di vita quotidiana, che sono effettivamente anche nella realtà il punto in cui si può capire meglio una persona, mi hanno aiutata molto. Mostrare il suo amore e la fiducia nella disciplina donata dall’Architettura è stato fondamentale.
Molto interessante, quindi si trattava solamente di andare oltre la facciata e rivelare la sua vera essenza poco alla volta, anche attraverso quei piccoli gesti quotidiani che dicono molto di una persona. L’amore di Ethan per l’architettura come rifugio, come disciplina, è davvero un aspetto affascinante! Ma ora, cambiando prospettiva, parliamo di Annabeth. Lei ha una moralità un po’ più ambigua, il che la rende un personaggio incredibilmente interessante e sfaccettato. Cosa ti ha ispirata a creare un personaggio femminile con queste caratteristiche? Quali sono state le sfide che hai incontrato nell’esplorare il suo lato oscuro?
Laura Forbiti: Quando me lo chiedono io rispondo sempre in un unico modo: non creo i miei personaggi (che per me sono delle vere e proprie persone), loro vengono da me e io mi limito a narrare le loro storie. Annabeth si è mostrata a me per la prima volta al liceo, e già sapevo che sarebbe stata complessa; e beh da adulta il suo grado di ambiguità è cresciuto e si è affinato per via del suo passato. Sono da sempre innamorata del lato oscuro, dei personaggi moraly grey e descriverli – ora che posso dirlo – non ha prezzo. Durante i suoi pov, anche nelle scene tristi, ho avuto sempre la costante sensazione di potenza e forza, di invincibilità. È stato eccitante sentirmi ed essere diversa dal solito.
Devo ammettere che sono colpito di come tu veda Annabeth come una persona vera e propria, come se fosse arrivata da te con la sua storia già definita, piuttosto che un semplice personaggio da costruire. *Nathan posa la tazzina sul piccolo tavolino davanti a lui e fa un piccolo e nobile applauso: il pubblico invisibile si unisce vigorosamente* E quella sensazione di forza e invisibilità che hai provato nel darle vita, la rende ancora più affascinante e ammetto di essere geloso di come hai lavorato su di lei! Ma parlando di sfide, una che mi incuriosisce molto riguarda il ritmo del romanzo: “Non lasciarmi andare”, infatti, è un contemporary romance che segue un percorso molto slow burn. Come sei riuscita a mantenere alta la tensione emotiva e l’interesse tra i protagonisti lungo tutta la narrazione?
Laura Forbiti: *Ride a quella domanda, sfoggiando un sorriso timido ma radioso* Spero di averla mantenuta in realtà, però posso dire che dalle recensioni ottenute fino a ora, le lettrici mi hanno confermato che la necessità di voltare la pagina c’era sempre.
La tensione tra i protagonisti è naturale e sempre presente, basta solo che siano vicini e il modo di confrontarsi – persino in silenzio – e tutto si anima da sé. Anche qui la funzione dei salti temporali ha reso tutto molto dinamico: per quanto sia uno slow burn nel presente, nei pov al passato ci sono tante scene di vicinanza, che spingono a proseguire nella lettura e a trovare risposte alla domanda “E come cacchio ci siamo arrivati qui in questo modo?”
Beh, direi che se le lettrici ti confermano che non potevano fare a meno di voltare pagina, allora hai decisamente centrato il bersaglio! Perché, cari amici collegati da casa… *Nathan guarda dritto verso di voi* … dovete sapere che Laura è riuscita a creare tensione anche solo con la vicinanza tra i protagonisti, persino nei momenti di silenzio. E quei salti temporali che mescolano egregiamente presente e passato danno davvero un ritmo particolare alla narrazione, spingendo i lettori a chiedersi continuamente – e qui ti rubo le parole, cara Laura – “Come cacchio ci siamo arrivati qui in questo modo?”
E a proposito di dinamiche affascinanti: nel rapporto tra Ethan e Annabeth il tema del “proibito” gioca un ruolo centrale. Come hai lavorato su questo aspetto e quali messaggi speri di trasmettere attraverso questa sfumatura del loro legame?
Laura Forbiti: Il proibito tra loro si snoda per un preciso motivo (basti sapere che si ricollega al fattore famigliare di Annabeth) e nel corso del romanzo si fanno ipotesi sul perché – e anticipo che purtroppo sono più cose messe insieme che portano al disastro della loro separazione nel passato. Il messaggio chiave del romanzo lo trasmette un personaggio speciale legato alla protagonista, ed è quello di credere nei propri desideri, di non smettere mai di combattere, anche quando la vita non ci da ragioni per proseguire nella nostra esistenza.
Vediamo, quindi, che il “proibito” ha messo le radici nella storia di Annabeth e Ethan, e come il loro passato sia disseminato di eventi che portano al disastro della separazione. Ma quel messaggio di speranza, di non arrendersi mai ai propri desideri, è davvero potente, e penso che possa toccare davvero i lettori. A proposito di temi forti… *Nathan schiocca le dita: il salotto si tinge di una colore fucsia, con “Baby, I love your way” dei Big Mountain che viene riprodotto al massimo volume*… c’è un’altra cosa che vorrei approfondire. Nella nota dell’autrice, avvisi i lettori di scene esplicite e temi sensibili. Come hai affrontato la rappresentazione di questi elementi, assicurandoti che fossero trattati con la giusta delicatezza e rispetto? *La musica cessa di suonare e il salotto ritorna ad essere come sempre*
Laura Forbiti: Amo profondamente quando i temi sensibili vengono trattati con il giusto riguardo, e io nel mio piccolo ci metto la totale attenzione e soprattutto rispetto. Credo che parlarne con delicatezza, mostrando anche i dettagli “non visibili” sparpagliati all’interno del romanzo permetta una visione d’insieme e dimostri quanto certe cose ci cambiano. Sono molto legata alla salute mentale in primis e cerco di essere un porto sicuro per chi soffre e ha bisogno di sentirsi capito, certe volte non lo si trova nel proprio giro personale e io vorrei che i miei personaggi lo fossero. In “Notte stellata” (il mio secondo romanzo) ci sono riuscita e ricevere specifici messaggi mi ha commossa: ho donato parole di conforto che nessuno aveva mai rivolto a loro. Spero di poterlo fare anche con “Non lasciarmi andare”.
È evidente quanto tu tenga a trattare temi sensibili con il massimo rispetto e delicatezza, e il tuo impegno nel creare un porto sicuro per chi si trova in difficoltà è davvero ammirevole. È bello sapere che i tuoi lettori hanno trovato conforto nelle tue parole, e spero che “Non lasciarmi andare” possa fare lo stesso. Parlando di tematiche profonde, nel romanzo esplori anche il concetto di maschere e apparenze. Come hai utilizzato questi elementi per scavare nella psicologia dei tuoi personaggi e per mostrarne l’evoluzione? Mi sembra un aspetto chiave per comprendere meglio le loro trasformazioni nel corso della storia.
Laura Forbiti: Le maschere in questo romanzo giocano tutto. Il concetto delle apparenze è venuto dalla costruzione dei personaggi, dal loro modo di agire, dalla loro necessità di non mostrarsi al mondo per ciò che davvero sono. Per Annabeth la maschera è stata all’inizio una imposizione per rientrare in determinati schemi e per salvaguardare una persona a lei cara; nel presente però poi, da adulta, la sfrutta per l’obiettivo che ha in testa. Per Ethan invece direi che non si tratta di apparenza, ma dell’incapacità di lasciarsi andare verso il mondo esterno. Lui ha l’interesse di dimostrare chi è solo con chi riesce a trovarsi in sintonia.
L’evoluzione però è dietro l’angolo per entrambi e permette al lettore di conoscerli davvero.
*Nathan, mentre mangia un pasticcino alla crema, osserva Laura con il volto illuminato da un sorriso di comprensione* E posso, con tutta la tranquillità di questo mondo, affermare che le maschere che indossano i tuoi personaggi davvero rendono la narrazione più complessa e profonda. Infatti è affascinante vedere come Annabeth e Ethan riescono ad utilizzare le loro apparenze in modi così diversi, e come queste maschere riflettano le loro lotte interiori e il loro sviluppo. Dunque, è chiaro che l’evoluzione di entrambi consente ai lettori di scoprire la loro vera essenza, e questo è ciò che rende il tuo libro così avvincente. A proposito di ispirazioni, nel creare un romance contemporary e spicy come “Non lasciarmi andare”, quali sono stati i tuoi riferimenti letterari? C’è qualche autore o libro in particolare che ti ha influenzato nella tua scrittura?
Laura Forbiti: Come dicevo prima non sono il tipo che si mette a tavolino e schematizza una trama, i personaggi e tutti i dettagli del caso. Per la scelta del genere è stata una necessità: nel primo romanzo i miei personaggi sono adolescenti, nel secondo sono al college, e dal terzo in poi sono cresciuti, sono adulti con un lavoro alle spalle e l’obiettivo di crearsi la loro realtà. È stato tutto molto naturale.
Per la componente spicy posso solo dire che la adoro (mi piace leggerla, mi piace scriverla). In qualsiasi romanzo scriverò i miei lettori la troveranno. Credo che il sesso, le relazioni amorose e non, siano importanti, siano uno spaccato della realtà e io voglio cercare di essere più fedele possibile a ciò che ci circonda. L’obiettivo che ho in testa è questo: voglio che i miei lettori si sentano a casa, in un gruppo d’amici, come se anche loro fossero lì con loro a vivere quella parte della vita.
La componente spicy che tanto ami inserire nei tuoi romanzi non solo arricchisce la narrazione, ma riflette anche un aspetto fondamentale della vita reale. E poi… *Nathan prende le mani di Laura con fare emozionato*… il tuo desiderio di far sentire i lettori a casa, come parte di un gruppo di amici, è proprio ciò che ammiro di te. Ovviamente, essendo figlio della curiosità, mi piacerebbe sapere: oltre alla tua scrittura, quali aspetti della tua vita personale o esperienze hanno influenzato la creazione di “Non lasciarmi andare”? C’è qualcosa della tua esperienza di vita che senti abbia contribuito a dare vita a questa storia?
Laura Forbiti: In ogni mio romanzo c’è qualcosa di me – alcuni riescono a vederlo, altri no e manterrò il segreto (ride). Di sicuro l’aspetto della salute mentale è un preciso punto che dipende dalla mia persona, ma anche il modo di vedere la vita e di attuare determinate scelte.
Per concludere: un saluto ai nostri affezionatissimi amici da casa?
Laura Forbiti: Assolutamente. Grazie a te, Nathan per la gentilezza e la possibilità di parlare un po’ con te. Grazie anche agli affezionati lettori che mi hanno dedicato un po’ del loro tempo. Un abbraccio a tutti quanti! E se avete voglia di perdervi a Chicago, le indicazioni ve le danno Ethan e Annabeth! Vi aspetto!
*Nathan ascolta diligentemente per poi prendere la parola* Purtroppo siamo giunti alla conclusione di questo straordinario incontro con Laura Forbiti: è stato un vero piacere esplorare insieme a te il mondo di “Non lasciarmi andare”, scoprendo le sfide, le ispirazioni e le meravigliose sfumature che hai infuso in ogni pagina. I tuoi lettori hanno la fortuna di avere accesso a storie così ricche e coinvolgenti! Ricordiamo a tutti che i libri di Laura Forbiti possono essere acquistati su tutti i digital store: non perdete l’occasione di tuffarvi nelle sue storie e scoprire il fascino di Chicago attraverso gli occhi dei suoi indimenticabili personaggi.
E ora, miei cari amici da casa, è tempo di salutarci e di prendere una piccola pausa: la villeggiatura mi chiama! Ma non temete: il Salotto di Nath non si chiuderà oggi. Ci rivedremo, infatti, dall’ultima settimana di agosto con nuovi ospiti, tra cui anche delle presenze internazionali! Preparate, dunque, i pasticcini e mettete a bollire il tè: ci aspettano nuovi e affascinanti approfondimenti!
Grazie, ancora una volta, a tutti per averci seguito e un grandissimo grazie a Laura per essere stata qui con noi. *Il presentatore alza una tazzina in segno di saluto* Alla prossima!! *Il salotto si illumina con una dolce melodia mentre Nathan saluta con un amichevole cenno della mano*
A cura di: @literaly_nath (IG)
