Non tutti ricordiamo con esatezza le vicende storiche che portarono Spartacus e i suoi ribelli alla ribalta, ma in molti hanno dimestichezza con la trasposizione fatta per la serie televisiva Spartacus (2010-2012). Le parole di Enzo De Simone portano alla memoria quelle immagini, tra quei nomi che abbiamo imparato ad amare, supportare e, a volte, anche ad odiare con l’aggiunta di una componente fantasy dieselpunk che dà una svolta del tutto innovativa e adrenalinica alla sua storia.

Storia e Fantasy si fondono
Sì, avete capito bene: in questo libro sono presenti gladiatori mossi dal desiderio di ottenere la loro libertà, romani dal fascino controverso, linguaggio scurrile, un enemies to lovers che vi brucerà l’anima e incredibili macchine costruite grazie alla benevolenza degli Dei. Infatti, De Simone non si accontenta delle atmosfere già cupe dell’epoca, né della vena dieselpunk, ma rende il mondo da lui creato ancora peggiore per le tremende esalazioni che arrivano dalle miniere che estraggono il Keros, la “benzina” dei Megàlo, che distrugge l’agricoltura e avvelena acqua e terra.
Questi incredibili involucri che si distinguono per grandezza, potenza e agilità, vengono usati sia nell’arena per compiacere gli astanti sia che per scopi militari. La loro creazione si deve ai Ciclopi, uomini di fede che hanno sacrificato un occhio al Dio Forgiatore in cambio della conoscenza.
L’ambientazione di “Megàlo”, frutto di un riuscito connubio tra storia e fantasy, si rivela tanto suggestiva quanto originale. Il complesso rapporto tra i due protagonisti, Crissa e Glabro, è carico di emozioni e tormenti, mentre i personaggi secondari, che non possono fare a meno di evocare i volti noti della serie televisiva, rendono la narrazione ancora più coinvolgente. Le battaglie, intense e spettacolari, lasciano il lettore senza fiato e completano un quadro narrativo che offre intrattenimento di altissimo livello.

Un esperienza epica
“Megàlo” è panem et circenses per gli occhi del lettore, una vera giostra di emozioni e azione che non delude. La trama, pur giocando con trope familiari e amati, si distingue per la sua capacità di evadere dalle ambientazioni convenzionali degli ultimi anni, regalando un’esperienza di lettura intensa e memorabile. Dal punto di vista strutturale, il romanzo alterna i punti di vista di Crissa e Glabro, mettendo in luce le differenze inevitabili dovute alla loro appartenenza a razze e ceti sociali diversi. Le loro visioni del mondo e le loro convinzioni, così salde all’inizio, si fanno sempre più sottili man mano che il legame tra di loro si rafforza, diventando un elemento narrativo centrale e irresistibile. In conclusione, “Megàlo” è una lettura che appassiona, sorprende e, soprattutto, distingue.
