*Le luci del salotto si accendono gradualmente, rivelando Nathan che entra trionfante con un sorriso smagliante, abbronzato e raggiante dopo le sue vacanze in montagna. Indossa un maglione color crema, perfetto per il clima montano, e si sistema comodamente sulla sua poltrona* Carissimi, avete sentito la mia mancanza? La montagna mi ha accolto con le sue braccia verdi e rocciose, mi ha sussurrato segreti antichi e mi ha ricaricato come solo la natura sa fare. Non c’è niente di meglio che svegliarsi con l’aria fresca che ti pizzica le guance e il profumo di pino che ti riempie i polmoni. E vogliamo parlare delle camminate? A dir poco squisite. Ma basta parlare delle mie vacanze, perché oggi ho un annuncio straordinario da fare! *Nathan inizia a versare del thé dentro la sua tazzina preferita*
Per la prima volta nel Salotto di Nath abbiamo l’onore di ospitare una scrittrice internazionale! Direttamente dai Paesi Bassi, con i suoi libri che continuano ad incantare lettori di tutto il mondo, ho l’onore di presentarvi la straordinaria Anna Woltz! *Il presentatore applaude in maniera concitata ed emozionato, seguito dal suo pubblico a casa* Si, avete capito bene! Oggi ci tufferemo nelle sue storie, esploreremo la sua carriera, e scopriremo cosa rende i suoi romanzi così speciali. Siete pronti? Io sì, e non potrei essere più felice di tornare in vostra compagnia per una puntata così speciale!
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*Nathan, con un’energia rinnovata ma con l’entusiasmo di sempre, si sporge leggermente in avanti, con un’espressione di curiosità genuina e una valanga di ammirazione negli occhi* Allora, Anna, dobbiamo proprio parlare di questo libro. Il tuo libro, “La ragazza della luce”, di cui ringraziamo infinitamente la casa editrice Beisler Editore per la copia, è ambientato durante uno dei periodi più intensi e tragici della nostra storia: la Seconda Guerra Mondiale. E tu, con la tua penna magica, ci hai portato dritti nei cuori e nelle menti di giovani ragazzi durante i bombardamenti che attanagliavano la Londra di quel periodo. Devo chiedertelo: cosa ti ha spinto a scegliere questo specifico periodo storico? Cosa ti ha ispirato a raccontare una storia così potente attraverso gli occhi di questi ragazzi che affrontano il caos della guerra?
Anna Woltz: È piuttosto strano, ma la mia storia è iniziata proprio con un sogno. Ho sognato un gruppo di giovani che si rifugiava in profondità sottoterra. Era buio, soffocante, e sentivo un enorme pericolo che li circondava, ma non avevo idea di cosa stesse accadendo in superficie. Ero lì con quei giovani, e ciò che mi colpiva di più erano le conversazioni che stavano avendo. Conversazioni che ricordo così bene dalla mia adolescenza: discorsi grandiosi sulla vita, l’amore, su come vivere in questo mondo folle, crescere e cercare di capire chi sei… Nel momento in cui mi sono svegliata, ho capito: voglio scrivere di questo gruppo di adolescenti che cercano di scoprire chi sono mentre il mondo è in fiamme, un fuoco appiccato dagli adulti, ma con cui questi ragazzi devono comunque fare i conti…
Sembrava che avessi sognato un pezzo di un puzzle molto complicato, e ho iniziato a cercare il resto del puzzle. Dopo mesi di ricerca, mi è tornata in mente una cosa che avevo letto molto tempo fa: l’incredibile storia delle persone che si rifugiavano nella metropolitana di Londra durante i bombardamenti tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale. Improvvisamente, avevo trovato l’ambientazione della mia storia.
*Con uno sguardo pensieroso, Nathan annuisce mentre ascolta attentamente Anna Woltz, apprezzando la profondità della sua ricerca. Poi, con un sorriso intrigato, prosegue la conversazione* È chiaro a tutti che hai dedicato un’attenzione meticolosa alla costruzione del contesto storico, e la ricerca che hai condotto è davvero ammirevole. È interessante come i dettagli che hai scoperto abbiano plasmato i tuoi personaggi, rendendoli così autentici. Ad esempio, il giovane che vendeva i posti nei rifugi durante il Blitz… un dettaglio che dà immediatamente vita a un personaggio! E lo sviluppo di Jay, che passa da essere un vero ‘scoundrel’ a qualcuno di cui i lettori finiscono per provare simpatia… Dev’essere stato davvero una sfida.
Mi viene quindi spontaneo chiederti: i personaggi di Ella, Robbie, Jay e Quinn mostrano una grande resilienza di fronte alle avversità. Come sei riuscita a sviluppare i loro caratteri e quali aspetti delle loro personalità sono stati più difficili da scrivere?
Anna Woltz: Prima di iniziare a scrivere, ho fatto mesi e mesi di ricerca. Ho iniziato con una pila di libri sul Blitz di Londra, poi ho viaggiato a Londra per un viaggio di ricerca; ho visitato l’Imperial War Museum (hanno anche un sito web molto impressionante e informativo) e il London Transport Museum, e naturalmente ho viaggiato molto in metropolitana.
Durante tutte quelle ricerche, tenevo d’occhio possibili personaggi. Non appena ho letto di un ragazzo adolescente che guadagnava soldi tenendo occupati i posti nei rifugi fino a quando tutte le piattaforme della metro erano piene, e poi vendeva quei posti, ho capito: ecco cosa farà uno dei miei personaggi principali. Per Quinn, ho letto libri su donne coraggiose e intraprendenti durante la guerra, e per Ella, cercavo qualcosa che la distinguesse dagli altri e la rendesse piuttosto insicura – per questo motivo ha una zoppia e si sta riprendendo dalla poliomielite.
Una delle cose più difficili è stata far capire ai lettori Jay; è un furfante e all’inizio è molto, molto cattivo con Ella. Ma ha le sue ragioni, e volevo davvero che i miei lettori provassero simpatia per lui alla fine. È stato piuttosto complicato, un vero esercizio di equilibrio…
Sai, è incredibile come riesci a creare una connessione così profonda tra i tuoi personaggi anche in mezzo al caos più totale. C’è qualcosa di davvero speciale nel mondo in cui l’amicizia e l’amore emergono dalle situazioni più oscure, come un faro che guida attraverso la tempesta. E parlando di luce… Il titolo del libro in questione “La ragazza della luce” ha davvero catturato la mia attenzione, perché non è solo un titolo accattivante ma sembra avere un vero e proprio significato profondo. Mi chiedo: quale ruolo gioca la luce nel tuo romanzo e come si intreccia con la crescita personale dei protagonisti?
Anna Woltz: In tutti i miei libri, il modo in cui i personaggi principali evolvono è veramente importante. In questo libro, i personaggi vivono in tempi davvero oscuri – ma la loro amicizia ed anche l’amore che provano l’un l’altro è la luce della storia.
Ma parliamo adesso di “Gesso”! Un romanzo che scava nel cuore dei suoi lettori, nevero? Fritz, il protagonista, è infatti alle prese con il dolore di un divorzio e le preoccupazioni per la sorella. Questi sono temi delicati e profondi. Mi piacerebbe sapere come hai affrontato la scrittura di questi argomenti così sensibili ed emotivi. Come sei riuscita a dare vita a queste sfide senza perdere di vista la delicatezza e l’autenticità?
Anna Woltz: Bene, sapevo che il nucleo della mia storia era molto sensibile ed emozionale, e per questo ho cercato di rendere il resto della storia il più avventuroso, originale e persino divertente possibile. Penso che sia un libro molto vivace, con tanti personaggi interessanti, e non parla solo di divorzio: parla anche molto dell’amore e di come una famiglia con dei bambini rimane una famiglia, anche quando i genitori si separano.
*Nathan alza un sopracciglio e sorride con approvazione* Mi piace molto come sei capace di costruire un ponte tra delicatezza dei temi trattati e una narrazione piena di energia e vivacità. E a proposito di gesti significativi, in “Gesso”, Fritz inventa di avere un braccio rotto per stare vicino ad Adam. Questo è un gesto tanto originale quanto affettuoso. *Il presentatore si sistema gli occhiali e guarda Anna con interesse* Quale messaggio speri che i lettori colgano dalle azioni di Fritz e dal suo percorso durante il libro?
Anna Woltz: All’inizio del libro, Fitz è furiosa con i suoi genitori – specialmente con sua mamma, che continuamente ripete che lei è “in cerca di un weekend senza i bambini”. Fitz allora non crede più nell’amore, e pensa che tutti gli adulti mentono e pretendono, e che nessuno dovrebbe mai sposarsi. Ma durante la storia, Fitz conosce nuovi amici, ed anche lei si innamorerà. Così alla fine lei capisce che forse non tutto l’amore non è la fine, ma questo non significa che amare è una bugia – i suoi genitori non si amano più da molto tempo, e infatti non staranno più insieme, ma questo non significa che sarà la fine della loro famiglia.
*Nathan si appoggia leggermente al bracciolo della poltrona, con un’espressione riflessiva* Interessante vedere come Fritz, all’inizio del libro, sia così arrabbiata con i suoi genitori e il concetto stesso dell’amore. Ma è altrettanto bello vedere come il suo viaggio emotivo e le sue nuove esperienze le facciano comprendere che l’amore, pur con tutti i suoi lati spinosi, non è una menzogna. In effetti, il suo percorso di crescita e scoperta personale è davvero illuminante. *Batte le mani in maniera nobile* Entrambi i libri, abbiamo visto, che presentano giovani personaggi che affrontano sfide significative. Come riesci a bilanciare la rappresentazione delle loro difficoltà con momenti di speranza e leggerezza?
Anna Woltz: Amo i personaggi eccentrici e le scene sorprendenti, quindi faccio del mio meglio per combinare i temi seri con scene divertenti. E penso che entrambi i libri siano pieni di speranza perché mostrano quanto siano importanti l’amicizia e l’amore – e anche durante una guerra o in ospedale, è possibile innamorarsi e incontrare nuovi amici.
La tua abilità nel combinare momenti di leggerezza con le sfide della vita, come in una guerra o in ospedale, dimostra davvero quanto sia importante l’amicizia e l’amore ma soprattutto quanto tu sia una straordinaria scrittrice! *Nathan si appoggia al tavolo, facendo tintinnare la tazzina.* Questo ci porta a riflettere su un altro aspetto centrale della tua narrazione. Le amicizie che si formano in “La ragazza della luce” sono davvero al centro della storia. Come pensi che il tema dell’amicizia possa influenzare i lettori, soprattutto i più giovani?”
Anna Woltz: Spero davvero che i miei lettori si rendano conto di quanto sia importante l’amicizia – e non solo online, ma anche nelle amicizie nella vita reale! È così importante sentirsi connessi con le persone, sapere che ci sono persone che ti capiscono e si prendono cura di te. I giovani che leggono i miei libri oggi hanno tutti vissuto il COVID, i lockdown e le mascherine, e visitando le scuole olandesi, soprattutto le scuole superiori, gli insegnanti mi dicono che molti studenti sono ancora colpiti dal COVID. Penso che molti giovani trovino sempre più difficile connettersi nella vita reale – quindi spero davvero che i miei libri dimostrino loro quanto siano preziose le connessioni nella vita reale.
*Nathan, con un’espressione di approvazione e comprensione, continua* E ti assicuro che è così: è davvero profondo come tu sottolinei l’importanza delle connessioni reali, specialmente in un’epoca in cui tanti giovani stanno affrontando difficoltà nel connettersi faccia a faccia. Ora, passando a un’altra parte affascinante del tuo lavoro: in “Gesso”, abbiamo menzionato che l’ambientazione ospedaliera si trasforma in un luogo di avventure magiche. Come ti è venuta l’idea di trasformare un ospedale in uno sfondo per un’esperienza trasformativa?
Anna Woltz: Mia sorella minore è un medico – in realtà è una chirurga. Mi ha raccontato tutte queste storie movimentate, commoventi e pazzesche sulle sue avventure in ospedale, così ho pensato: quello può davvero essere lo scenario per un libro per bambini!
Oh, ma che irrispettoso padrone di casa che sono! *Nathan si gira verso chi legge e, con un sorriso affabile, pronuncia* Dott.ssa Woltz, noi del Bee Chronicles la ringraziamo per lo straordinario lavoro che conduce ogni giorno nel suo ospedale: gli mandiamo i nostri più sinceri ringraziamenti! *Nathan si gira, ritornando a rivolgersi alla sua ospite* Trovo affascinante come le esperienze di sua sorella, cara Anna, abbia influenzato l’ambientazione del suo libro affascinante come le esperienze della tua sorellina abbiano influenzato l’ambientazione del tuo libro. Ma voglio continuare a parlare con lei dei temi centrali dei suoi libri, che, come abbiamo appurato, esplorano la resilienza e il superamento delle avversità. Ci sono state delle esperienze personali o ricerche, che hanno maggiormente influenzato questi temi nella sua scrittura?
Anna Woltz: Essere viva mi ha influenzato *Anna Woltz abbozza un sorriso gentile, proprio come la sua anima*. In ogni vita ci sono sfide, quindi uso le sfide della mia vita, ma anche quelle delle persone intorno a me: i miei genitori, mia sorella, amici, persino dalle persone di cui leggo le interviste sui giornali o dai personaggi di libri e film…
È incredibile come la vita stessa possa essere una fonte così ricca di ispirazione per la tua scrittura. Ora che il tuo prossimo libro, “Gesso”, è in arrivo sugli scaffali italiani, cosa speri che i lettori scoprano e apprezzino di più in questa nuova avventura?
Anna Woltz: Sono così emozionata che Gesso sia in arrivo in Italia! Spero davvero che i miei lettori apprezzeranno il viaggio di Fitz e, naturalmente, spero soprattutto che il mio libro parli ai bambini che hanno loro stessi genitori divorziati. Nei Paesi Bassi, ci sono tanti ragazzi che hanno genitori divorziati, e anche quando i genitori cercano di gestire tutto nel modo più gentile e premuroso possibile, i bambini di solito sono molto turbati dalla separazione. Quindi spero che i miei lettori capiscano, insieme a Fitz, che un divorzio non significa che i tuoi genitori non ti amano più; anche quando i tuoi genitori non stanno più insieme, sei ancora una famiglia.
*Nathan si alza, stringendo entrambe le mani della scrittrice con fare emozionato. Una lacrima sembra essere sul punto di spuntare?* Anna, è stato un vero e proprio onore avere te i tuoi meravigliosi libri nel nostro salotto qui oggi. Scoprire come hai intrecciato la tua esperienza personale e le tue ricerche nei vari racconti è stato illuminante! La tua abilità nel trattare temi delicati con tanta empatia e speranza non può che arricchire i nostri lettori e aiutare tanti giovani a trovare conforto e comprensione nelle tue storie. È chiaro come il sole che la tua scrittura non solo racconta storie, ma tocca anche i cuori e fa riflettere. *Con una nota di affetto sincero e una calda riconoscenza, Nathan prosegue* Voglio anche esprimere un immenso GRAZIE a Beisler Editore che senza il loro instancabile impegno certosino e la loro passione per la promozione della letteratura, questo incontro non sarebbe stato possibile. La loro dedizione nel portare autori come te al nostro pubblico italiano è davvero preziosa e merita tutta la nostra gratitudine.
Anna, considera il Salotto di Nath come casa tua. Siamo entusiasti di continuare questo viaggio insieme e di accogliere le tue future opere nella nostra famiglia di lettori e amici. La tua presenza qui oggi ha reso questo momento davvero speciale, e non vediamo l’ora di vederti di nuovo al nostro salotto! E voi, caro lettori, vi invitiamo a correre SUBITO in libreria e comprare uno di libri di questo fantastica scrittrice: siamo sicuri che non ve ne pentirete!
Alla prossima puntata!
A cura di: @literaly_nath (IG)
