Giovedì 5 settembre esce nelle sale italiane La sindrome degli amori passati (Le Syndrome des amours passées), il secondo film della coppia di cineasti Ann Sirot e Raphaël Balboni. Noi di BeeChronicles abbiamo avuto la possibilità di guardarlo in anteprima e questa è la nostra recensione.
La sindrome degli amori passati è una commedia con tinte drammatiche ed ha una produzione franco-belga. È uscita nelle sale francesi nel 2023 ed è stata presentata al 76° Festival di Cannes.

La trama del film
Il film è incentrato sulla vita di Sandra (Lucie Debay) e Rémy (Lazare Gousseau), una coppia che purtroppo non riesce ad avere figli. Dopo non essere riusciti a concepire naturalmente, decidono di vedere un medico. Da questo presupposto, che potrebbe anche risultare doloroso a qualche spettatore, si sviluppa la componente surrealista del film. Infatti il dottore dice loro che soffrono di una condizione recentemente identificata, la Sindrome dell’Amore Passato. La cura per questa sindrome è molto semplice quanto mai bizzarra: siccome Sandra e Rémy sono ancorati ai rapporti avuti in precedenza, per risolvere tutte le loro questioni in sospeso, devono fare sesso con tutte le persone con cui sono stati.

Normalità VS Non-monogamia
Quando Sandra e Rémy confrontano le loro esperienze precedenti c’è una piccola discrepanza nei rispettivi conteggi di ex amanti: mentre il taccuino di Rémy contiene solo tre fortunate signore, il numero di Sandra è nell’ordine delle dozzine. Ben presto il film si sofferma sul tema dell’etica della non-monogamia anche se purtroppo la riflessione sulla messa in discussione delle convenzioni sociali non è sviluppata.
In generale le relazioni aperte, sebbene sempre più comuni nella realtà, non vengono trasposte sullo schermo ed è interessante che i due cineasti vogliano affrontare questo tema. Il cinema francese però non è nuovo a queste tematiche, a differenza del cinema hollywoodiano (solitamente i film con relazioni non conformi non raggiungono il successo di Challengers di guadagnino). Basti pensare a Love di Gaspar Noé.
La forza del film sta in gran parte nella sua premessa. La diagnosi del medico scatena numerose situazioni rocambolesche e complicazioni a catena, che portano a una commedia che è sì diversa dal solito, ma che non riesce ad essere memorabile.
Il lato tecnico del film
Dal punto di vista tecnico La sindrome degli amori passati ha una messa in scena molto semplice e ordinaria, con l’eccezione delle scene di sesso. Infatti le scene dei rapporti sessuali con gli ex vengono sostituite da piccole fantasie tematizzate attorno a un aspetto dell’incontro, come il judo o lalavanderia.
Questa scelta riprende l’elemento surrealista della sindrome che hanno Sandra e Rémy. In più evita la noia delle innumerevoli scene di sesso, ravvivando il film.
La messa in scene di sesso non deve fuorviare lo spettatore. Il film è comunque per adulti e contiene scene con nudità integrale.

In conclusione, se non sapete cosa andare a vedere al cinema vi consigliamo La sindrome degli amori perduti. 89 minuti di una commedia dolce e bizzarra che potrebbe non farvi riflettere, ma sicuramente vi farà divertire.
