Costanza: storia d’amore e di libertà di Liliana Tuozzo

Nel cuore di un Regno di Napoli segnato da trasformazioni tumultuose e profonde, Liliana Tuozzo ci regala un romanzo che esplora la lotta per la libertà e l’amore attraverso gli occhi di una giovane donna in cerca della propria identità. Costanza: Storia d’amore e di libertà (Collana Inspire – PubMe) è un affresco emozionante, dove il rigore storico si intreccia con una narrazione intimista e poetica. In un mondo dominato da convenzioni soffocanti e rigide gerarchie sociali, la protagonista si muove con coraggio e determinazione, sfidando i limiti imposti dal suo tempo. Ogni pagina trasporta il lettore in un viaggio indimenticabile, dove l’eco delle battaglie personali e collettive risuona potente, creando un racconto che è insieme delicato e intenso, capace di toccare le corde più profonde dell’animo umano.

Trama

L’esistenza solitaria della giovane Costanza è sconvolta dall’incontro con Michele Pezza. Un poco di buono, dicono tutti. Un animo gentile, pensa lei, che non riesce a resistere al suo corteggiamento. Ma Costanza non può prevedere le trame oscure della Storia, che porterà la guerra, la carestia e la morte nella tranquilla terra di Itri, appartenente al Regno di Napoli. Imparerà a cadere e rialzarsi, a obbedire e ribellarsi, ad amare e amarsi. Finché, guardandosi allo specchio dopo anni di battaglie personali, non si renderà conto di essere diventata una donna indipendente.

*L’autrice trae ispirazione dalla storia del brigante e militare italiano conosciuto come Fra’ Diavolo e la rielabora in un romanzo originale, dalle note delicate e malinconiche come la sua prosa*

La nostra opinione

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Come anticipato nell’apertura, questo è un romanzo storico che si distingue per la sua capacità di fondere in modo armonioso la narrazione personale di una giovane donna con le vicende storiche tumultuose che caratterizzano il Regno di Napoli alla fine del XVIII secolo. Ambientato nel piccolo e delizioso borgo di Itri, ci viene raccontata la storia di Costanza Femmini, figlia minore di un conte burbero e severo, che vive un’esistenza inizialmente protetta e ben lontana dalle dure realtà del mondo esterno. Tuttavia, la vita della giovane contessina è destinata a cambiare radicalmente con l’incontro di Michele Pezza, figura affascinante e misteriosa, passato alla Storia come Fra’ Diavolo: un brigante e militare italiano divenuto leggendario. Niente da dire sulla trama: si sviluppa in un crescendo di tensioni personali e politiche, mentre Costanza si trova a navigare tra i propri pensieri e le aspettative della società, in un’epoca segnata dalla guerra, dalla carestia ma soprattutto da cambiamenti epocali.

Dunque, la penna di Liliana Tuozzo si muove agilmente tra le pieghe storiche, delineando la figura di Costanza come una protagonista che non rimane statica ma è in continua evoluzione, capace di passare dall’innocenza della giovinezza alla maturità di una donna che impara a conoscere se stessa e a rivendicare la propria libertà con i denti e con le unghie. La sua trasformazione, quindi, riteniamo essere la colonna portante di questo romanzo: si tratta di uno squisito e commovente percorso di crescita interiore che la porta a scontrarsi più volte con le convenzioni sociali e familiari, fino a scoprire in sé una forza che non sapeva di possedere. Un’altra questione che è molto centrale è il rapporto con Michele Pezza: non solo come una fantastica storia d’amore, ma come metafora della tensione tra il desiderio di libertà e le catene delle aspettative sociali. Michele, infatti, è un personaggio complesso, che incarna perfettamente le contraddizioni del suo tempo: un uomo considerato un “poco di buono” dalla società, ma che aiuta Costanza a vedere il mondo con occhi nuovi. E vogliamo parlare della loro relazione? Viene raccontata con una squisitezza ed una delicatezza che riflette perfettamente la prosa evocativa dell’autrice, capace di far emergere i sentimenti dei protagonisti in tutta la loro umana profondità e ambiguità. Attraverso il loro rapporto, infatti, la Tuozzo esplora temi universali come l’amore, la libertà e il destino, ma lo fa senza mai cadere in cliché scontati. Al contrario: muove i fili della trama con straordinaria maestria, slittando tra sfumature sottili e momenti di fortissima drammaticità, mantenendo sempre alta l’asticella emotiva.

Per quanto riguarda il contesto, non è solo un contorno bidimensionale, ma è un vero e proprio protagonista, che si muove in contemporanea con l’evoluzione di Costanza. La scrittrice, infatti, dimostra di possedere una padronanza di altissimo livello nel saper raccontare dettagli storici che inserisce nella narrazione con una naturalezza che evita di appesantire la lettura. Le descrizione dei paesaggi, delle usanze locali e della vita quotidiana all’interno del Regno di Napoli sono accurate e vivide, offrendo così una finestra aperta su un mare ormai lontano, ma descritto con una tale precisione che sembra di poter sentire lo sciabordio del mare e il profumo delle strade della città partenopea.

Il tema della libertà, poi, è quel filo conduttore che lega tutto quanto. Dai personaggi principali fino a quelli secondari. Costanza, fin dall’inizio, in particolar modo, si distingue per il suo spirito indipendente e per la sua incapacità di accettare passivamente il ruolo che la società le ha assegnato. Lei è una donna, non un trofeo da sfoggiare. Questo desiderio di libertà, tuttavia, non è facile da conquistare: ella, infatti, deve affrontare numerose sfide, sia interne che esterne, prima di poter veramente affermare la propria autonomia. In questo, la sua storia diventa emblematica di un percorso di emancipazione che, pur essendo ambientato nel passato, ha forti risonanze con il presente. La libertà, in Costanza, è una vera e propria conquista che passa attraverso il dolore, la perdita e la crescita personale, ma è proprio questo a renderla, a parer nostro, straordinariamente umana. E tutto questo è merito dell’abilità di Liliana Tuozzo di saper scrivere con uno stile elegante e ricercato, ma mai artificioso. La sua prosa è fluida e coinvolgente, capace di trasmettere con immediatezza e senza inutili panegirici le emozioni dei personaggi e di creare atmosfere che rimangono impresse nella memoria del lettore. Le descrizioni sono poi ricche e dettagliate, ma mai ridondanti, e i dialoghi, spesso intrisi di frasi che fanno riflettere, contribuiscono a costruire un quadro complesso ma affascinante delle relazioni tra i personaggi.

Conclusioni finali

Costanza: Storia d’amore e di libertà, dunque, si dispiega come un arazzo finemente intessuto, dove i fili della storia e dell’intimità umana si intrecciano in un disegno che cattura e incanta il lettore. Liliana Tuozzo, la scrittrice, conduce così il lettore in un racconto che non è solo la cronaca di una vita, ma una vera e propria ode alla resilienza dell’animo femminile. La forza e la delicatezza con cui l’autrice dipinge l’odissea di Costanza rimangono impresse anche dopo aver sfogliato l’ultima pagina: non è solo un ritratto di un’epoca passata, ma una riflessione senza tempo sulle sfide che purtroppo ancora oggi le donne sono costrette ad affrontare nel loro percorso verso l’autodeterminazione.

Costanza non è soltanto una figura del passato; è un simbolo universale di ogni lotta silenziosa per la libertà, di ogni cuore che, pur tra sofferenze e privazioni, riesce a scoprire la propria voce. Il romanzo, di conseguenza, lascia con la consapevolezza che, anche nelle tenebre più fitte della Storia, esiste una luce interiore che, una volta accesa, non può essere spenta con facilità. È questa la scintilla che, attraverso Costanza, continua a brillare in ognuno di noi.

Valutazione: ★★★★★  (5 stelle)

A cura di: @literaly_nath (IG)

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