I segreti delle ragazze del lago, Averil Kenny, Newton Compton.

Vivienne e Josie non sembrano avere molto in comune, sono due ragazze nate e cresciute in due mondi diametralmente opposti; l’una circondata dall’alta società di Sidney, al fianco di una madre tirannica e arrivista, l’altra in una fattoria di montagna grande abbastanza da contenere l’amore di suo padre per lei e per i suoi tre fratelli. Nonostante le loro differenze, entrambe queste giovani donne dovranno intraprendere un viaggio con una meta comune: l’accettazione dei loro desideri e la riscoperta di loro stesse. Solo riuscendo a comprendere in modo profondo le loro radici potranno scegliere che forma dare al futuro.

Da fare da sfondo alle vicende delle ragazze troviamo la cittadina di Barrington e il lago di Evelyn famoso per una fantomatica maledizione nata dalla misteriosa morta dell’attrice Celeste Starr e che ancora incute terrore tra gli abitanti che non osano più avvicinarsi al luogo che oltre a Celeste si è portato via altre sei giovani vite. Toccherà a Josie cercare di spezzare la maledizione e per farlo avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Questa è prima di tutto una storia di solidarietà femminile, di una sorellanza nata spontaneamente tra le due protagoniste che si faranno carico l’una dei pensieri e delle preoccupazioni dell’altra. Josie e Vivienne sono costruite come due facce della stessa moneta, entrambe sono fotografate all’inizio della narrazione come frutti acerbi che solo grazie all’intervento del loro controaltare possono arrivare a maturazione: Vivienne assorbirà la fiducia e l’autostima da Josie, la quale in cambio riceverà il coraggio di inseguire il proprio cuore e i propri sogni. Un posto di rilievo nei cuori dei lettori lo conquista senz’altro il capostipite dei Monash, un padre statuario, una colonna portante che nasconde in bella vista le crepe di un dolore insanabile, che lo ha reso in grado di amare in modo ancora più assoluto.

La storia scorre veloce mentre si sfogliano le pagine in cerca di tutti i pezzi che completino il puzzle e svelino tutte le luci e le ombre che il lago da troppo tempo sulla cittadina. L’autrice semina lungo la narrazione indizi importanti che alla fine del libro si incastrano in modo perfetto, e che ci fanno sbattere una mano sulla fronte perché “era talmente in bella vista che avrei dovuto notarlo prima.”
Ma il compito di noi lettori è quello di pazientare e, fidatevi, in questo caso la Kenny guida i suoi personaggi verso un cammino che diventa più interessante e intrigato ad ogni pagina, creando nodi che si intrecciano tra di loro, senza lasciare niente al caso.

Gaia Puccinelli

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