In questo articolo della rubrica viaggiare con i libri, vi porto a Mestre, città spesso messa in secondo piano dall’isola di Venezia, ma grazie al libro “Dieci cose che ho imparato da Jessica Fletcher” le viene ridata una nuova immagine, a sé stante dalla sua città vicina, completamente diversa, più divertente ed interessante. Ciò è dovuto principalmente dalla penna di Alice Guerra, content creator di Mestre che è diventata “un po’ famosa” (come si è spesso definita nel libro) per i suoi video umoristici che ha iniziato a postare sui social media dal momento del lockdown parlando in dialetto veneto.

Esce così il 30 aprile il suo primo libro edito Rizzoli in cui non racconta di sé nel solito modo -sono nata, cresciuta e vivo- ma lo fa scrivendo più o meno un giallo (come dice lei) anche se alla fine lo è eccome: Luigino, novantenne di Mestre che vive in compagnia delle sue galline, una mattina sparisce senza lasciare traccia a parte una bicicletta rossa e nel cestino un sacchetto del mangime. Questo fatto preoccupa molto le sue vicine vecchiette che chiamano il riluttante commissario siciliano, che odia il Veneto e sogna il trasferimento, che sarà costretto a farsi carico delle indagini. Parallelamente anche Alice inizia la sua investigazione, diventata un’abile esperta nel campo grazie alla sua mentore Jessica Fletcher che ficca il naso al bar, alle poste, al gingerino pomeridiano delle amiche della zia e, soprattutto, all’interno della stessa casa di Luigino. Riuscirà a scoprire che cosa gli è successo? E soprattutto gli insegnamenti della Signora in giallo le torneranno utili?

Bisogna infatti sottolineare che Jessica Fletcher diventa un vero e proprio personaggio all’interno del libro, e che quindi se siete amanti della Signora in giallo non potete assolutamente perdervelo. Lei è come un angelo custode che indirizza Alice nella direzione corretta delle indagini consigliandole più o meno direttamente la giusta via da percorrere – e di svegliarsi in caso di necessità.
Per chi segue Alice sui social, si può già immaginare la quantità di umorismo presente nel suo libro, e state sicuri che imparerete il dialetto veneto (ma anche un po’ di siciliano) soprattutto grazie ai vecioti di Mestre, ma il divertimento non è l’unica cosa che trasmette il libro. Come accennato precedentemente anche se non è una biografia vera e propria, Alice è la protagonista e racconta anche di sé: del disturbo d’ansia generalizzata di cui soffre, di come ha fatto i conti con la realtà, di anni trascorsi a rincorrere cose sbagliate e relazioni amorose disfunzionali. E sebbene sembri che tratti le cose con semplicità e con una grande dose di comicità è proprio in questo modo che riesce a far empatizzare il lettore e non risultare pesante. E se ne avete la possibilità vi consigliamo di ascoltare il suo libro su Audible in cui è proprio lei lo legge – raccontando effettivamente la propria storia creando così un impatto emotivo ancora più forte. Mostra così non soltanto i suoi lati di forza ma anche di debolezza e ciò la rendono ancora più vera, infatti sebbene possa sembrare che quello di Alice sia un personaggio creato apposta per i social, in realtà si presenta così anche nella vita vera, con avvenimenti a volte sfortunati, lamentele per il caldo soffocante di Mestre (possiamo confermare) ma anche un sacco di energie positive che riesce a trasmettere agli altri.
Chissà se anche Luigino ha iniziato a pensarla come me e per questo ha cominciato a mettersi le camicie con le angurie. Era demenza senile oppure aveva semplicemente iniziato a volersi bene?
Ma in realtà tutti i personaggi trasmettono un messaggio – chi positivo (come la signora Ornella) o chi negativo (come Piercoglione) – ed è interessante come non esistono buoni o cattivi, ma tutti hanno diverse sfaccettature rendendoli personaggi grigi e con ciò la storia prende svolte interessanti e sul filo della legalità (ma è pur sempre un libro dopotutto) l’importante è che non si venga beccati dal fascinoso commissario Lo Cascio (e nel caso succeda, fatevi consigliare da Alice come uscire da questa situazione). E sebbene non sia il giallo dell’anno che fa rimanere con la suspance fino all’ultima pagina, la lettura è stata molto piacevole e ha svelato molti misteri, non soltanto quella della scomparsa di Luigino, ma anche altri segreti che spesso vengono tenuti nascosti.
Quindi, cosa aspettate ad immergervi nelle pagine di questo libro e camminare per le vie di Mestre cercando di risolvere il caso di Luigino e aspettando con Alice che qualcuno aggiusti il condizionare nel caldo della città? (Abbiamo già detto che fa caldo?) E soprattutto di bere i gingerini con i vecioti e ascoltare complotti sul serial killer che si aggira in zona, fino a preparare un buonissimo tiramisù – di cui vorrete tre fette – per la festa del Redentore e capire finalmente che cosa è accaduto.
Scritto da: helxhoney (IG)
