Tim Burton torna a colpire con il sequel tanto atteso di “Beetlejuice – Spiritello porcello”, portando con sé il suo stile gotico inconfondibile e un cast d’eccezione, tra cui Michael Keaton, Winona Ryder e Catherine O’Hara. “Beetlejuice Beetlejuice”, uscito nel 2024, riprende la storia a distanza di 36 anni dal primo capitolo, raccontando il nuovo incubo della famiglia Deetz. Con un mix di nostalgia, umorismo nero e una spolverata di novità, il film ci immerge nuovamente in un mondo surreale e grottesco. Ma sarà all’altezza delle aspettative?
Il ritorno dei Deetz e la nuova generazione
Il sequel ci introduce a una Lydia Deetz adulta e famosa, conduttrice di un programma televisivo sul paranormale, ma anche una madre alle prese con la ribelle figlia Astrid. Dopo la morte improvvisa del padre Charles, la famiglia torna a Winter River, dando il via a una catena di eventi che risvegliano antichi fantasmi e nuovi problemi. Astrid, alla ricerca di informazioni sul padre in soffitta, svela involontariamente il plastico che tiene prigioniero Beetlejuice, ignorando l’avvertimento di non pronunciare il suo nome tre volte. Il film si muove tra la trama familiare e l’aspetto paranormale con fluidità, permettendo una riflessione sui legami intergenerazionali e il peso dei segreti nascosti.

Beetlejuice: Tra vecchie glorie e nuovi antagonisti
Il ritorno di Michael Keaton nei panni di Beetlejuice è esplosivo, riportando in vita il carismatico e disturbante demone che ha segnato l’immaginario di generazioni. Ma questa volta non è solo: nuovi personaggi, come Delores, l’ex moglie mangia-anime di Beetlejuice, aggiungono un ulteriore strato di conflitto e tensione. Delores, con la sua sete di vendetta, rappresenta un’antagonista formidabile seppur poco sviluppata, mentre Beetlejuice si ritrova a dover affrontare il suo passato e stringere nuovi patti con Lydia. Questo scontro tra il vecchio e il nuovo crea dinamiche imprevedibili, mantenendo alto il ritmo del film.
Il conflitto Madre-Figlia: Astrid e Lydia
Uno dei temi portanti di “Beetlejuice 2” è il conflitto generazionale tra Lydia e sua figlia Astrid. Dopo la morte del padre di Astrid, Richard, la ragazza si allontana emotivamente dalla madre, portandola a ribellarsi e a cercare risposte altrove. Il rapporto madre-figlia viene esplorato con profondità, soprattutto quando Astrid si rende conto che le abilità paranormali della madre sono vere. La scelta di Lydia di evocare Beetlejuice per salvare la figlia riporta in gioco dinamiche familiari intense, creando momenti di grande tensione e dramma.

Un Mix di horror e umorismo gotico
Tim Burton continua a dimostrare la sua maestria nel bilanciare horror e umorismo gotico. Le scene in cui Beetlejuice cerca di sposare Lydia, accompagnato da gag visive e battute surreali, restano fedeli al tono del primo film. Tuttavia, l’aggiunta di nuovi personaggi e un focus maggiore sulle dinamiche familiari riescono a dare freschezza alla narrazione. Il design visivo del film, dai Verme delle Sabbie al mondo dei morti, è curato nei minimi dettagli, rendendo ogni scena una festa per gli occhi degli spettatori. Burton dimostra ancora una volta di essere un maestro nell’arte del macabro, con uno stile inconfondibile che non stanca mai.
Le performance del Cast: nuove stelle e volti noti
Oltre ai veterani come Michael Keaton e Winona Ryder, il film introduce volti nuovi, come Jenna Ortega nel ruolo di Astrid. Ortega riesce a portare sullo schermo una performance vibrante e coinvolgente, rappresentando perfettamente l’adolescente in cerca di risposte in un mondo caotico e surreale. Seppur ormai si tratti di un volto congruo al mondo creato da Burton, potendo risultare un po’ banale. Monica Bellucci e Willem Dafoe aggiungono ulteriore spessore alla trama, anche se non sono stati ben sviluppati, mostrando a volte superficialità nella loro storyline. Ma è Keaton a rubare la scena, riportando in vita un personaggio che, nonostante siano passati 36 anni, non ha perso il suo fascino irriverente.
Un finale carico di azione e caos
Il terzo atto del film si trasforma in un vortice di azione, con Lydia e Astrid che lottano per sfuggire alle forze oscure del regno dei morti. Il climax del film è una miscela di caos visivo e risoluzione narrativa, dove il tema della famiglia, seppur in un contesto surreale, emerge con forza. Alla fine, Lydia rinuncia alla sua carriera di medium per dedicarsi a sua figlia, ma il film ci lascia con un Beetlejuice che non sembra intenzionato a sparire del tutto.
Un ritorno caotico ma godibile
“Beetlejuice 2” è un sequel che, pur non raggiungendo l’iconicità del primo film, riesce a divertire e sorprendere con una miscela di nostalgia, nuove idee e quel tocco macabro che solo Tim Burton sa gestire così bene.
Voto finale: 7.5/10.
