Noi di Bee Chronicles siamo stati invitati all’evento di OffiCine, il progetto culturale dell’Istituto Europeo di Design (IED). Abbiamo dunque avuto il piacere di poter visionare in anteprima i nuovissimi cortometraggi prodotti: Piccoli Passi, Ronzio e É stato un sogno, realizzati con la supervisione artistica del regista Silvio Soldini. Si tratta di tre opere che trattano tematiche molto importanti e toccanti, molto diverse fra loro, ma che si possono accomunare attraverso una parola: Rispetto. Il rispetto nelle sue mille sfaccettature: verso gli altri, verso sé stessi, verso la bellezza, verso le proprie idee, ma anche verso le idee degli altri, verso il proprio sentire, come ci ha tenuto a sottolineare Cristina Marchetti, direttrice del progetto OffiCine che ha presentato l’evento.
RISPETTO
Dal verbo respicio che significa
GUARDARE, GUARDARSI INDIETRO, VOLTARSI A GUARDARE

“Se un bambino non ha lo stesso passo dei suoi compagni è forse perché ode un diverso tamburo”.
Ronzio
Il primo cortometraggio ad essere realizzato e mostrato al pubblico è stato Ronzio, diretto da Niccolò Donatini. Si tratta di un’opera dedicata al racconto dei Bisogni Educativi Speciali. Una storia che vede come protagonisti Paolo Briguglia e Beatrice Fiorentini (Alma), nei ruoli di padre e figlia. E poi un rumore di fondo, un ronzio costante, quello delle api. Un rumore che in molti troverebbero fastidioso, sovrastante in un certo senso. Ma non è così per la nostra protagonista, che nel ronzio delle api trova il proprio rifugio, il riparo dal mondo che sembra costantemente sovrastarla. Alma infatti ha 20 anni e soffre di deficit dell’attenzione-iperattività (ADHD) e ha un sogno nel cassetto: passare il test dell’università. Ma se già per qualsiasi persona questa sarebbe una grande impresa, per Alma è ancora più difficile: qualsiasi evento apparentemente normale può sopraffarla, qualsiasi rumore può essere una distrazione. Ed è qui che entrano in gioco le api, il filo conduttore che la riporta a casa, con i piedi saldi a terra.
Un racconto toccante e con il chiaro obbiettivo di dare luce ad una tematica sempre più importante. Il progetto nasce per volere dello IED stesso, ha fatto sapere Cristina Marchetti, e alla sua creazione hanno partecipato proprio gli studenti. Infatti l’idea nasce dai racconti dei ragazzi dello IED, più precisamente da quello di Giancarlo, che hanno problemi di DSA, ADHD e autismo, che hanno offerto le loro testimonianze e ricordi personali.
L’obbiettivo di questo corto, come ha raccontato il Direttore Accademico del Gruppo IED Riccardo Balbo, è quello di costruire una cultura riguardo la tematica importante dei BES. Lo IED ha infatti aperto a Milano e Firenze l’Inclusion and Plurality Office, con lo scopo di promuovere un ambiente inclusivo secondo le abilità e aspirazioni di ogni individuo.
Un’opera leggera ma allo stesso tempo carica di significato, in cui è evidente l’impeccabile lavoro della troupe e del cast.


Piccoli Passi
Passiamo poi a Piccoli Passi, il cortometraggio diretto dal regista Nicolò Riboni. Piccoli Passi è incentrato su un tema molto importante: l’accettazione di sé, e soprattutto dei propri difetti. Perché piacersi e valorizzarsi è fondamentale per una vita equilibrata, gioiosa e serena. La storia è quella di Andrea (Davide Ianchini) e Ginevra (Laura Martinelli), due adolescenti all’apparenza molto diversi: lui il classico ragazzo popolare della scuola a cui le ragazze fanno gli occhi a cuoricino, lei una semplice ragazza, spesso presa in giro, alle prese con una sfida: accettare le sue imperfezioni. Sembra l’inizio di una classica storia d’amore adolescenziale di cui leggiamo nei libri, ma questo corto ci regala molto di più. Andrea infatti nasconde in realtà un animo fragile e insicuro dietro la corazza che si è costruito, e soffre la pressione sociale e le aspettative di chi gli sta intorno. Saranno due donne ad aiutarlo a superare le proprie insicurezze: Anna Gioia (Anna Ferzetti), professoressa di educazione fisica, che non ha mai smesso di credere in lui, e la stessa Ginevra, che diventerà per lui grande fonte di ispirazione, per vivere la vita a piccoli passi.
In sala erano presenti anche gli attori che hanno condiviso i propri pensieri sul messaggio del corto. “É stato molto emozionante. Sono invidiosa del mio personaggio, perché ha avuto il coraggio di dire davanti a tutti le sue insicurezze e di portarle a scuola, un ambiente ostile talvolta”, ha affermato Laura Martinelli, che interpreta Ginevra.
Piccoli Passi è stato realizzato grazie alla collaborazione con Cosmetica Italia per Milano Beauty Week 2024, che ha scelto di sposare il progetto attraverso una collaborazione inedita. “Noi ci siamo innamorate del progetto” hanno raccontato le responsabili dell’Associazione in sala, “Ciò che vogliamo portare avanti è proprio questa narrazione di bellezza e benessere. Aiutarci a parlare di questo concetto, attraverso il linguaggio universale del cinema, per noi è stato importantissimo“.
Un cortometraggio molto bello e con un finale che vi strapperà sicuramente un sorriso. Vi invitiamo ad andare a vederlo in occasione della Milano Beauty Week, dove sarà più volte proiettato nell’arco delle giornate nella sala cinema di Palazzo Giureconsulti.


É stato un sogno
E infine, arriviamo all’ultimo cortometraggio con un ulteriore messaggio. Si tratta di É stato un sogno, diretto da Stefano Balossi. Il tema sono la luce e il senso di comunità, costruire bellezza attraverso le relazioni. Un tema all’apparenza semplice, ma in realtà molto complesso. I protagonisti sono Luigi Diberti, Ida Marinelli, e i giovani Francesco Buttarono e Rossella Cammarano. La parola d’ordine in questo caso è costruire, nel suo senso più ampio: costruire spazi, ma soprattutto relazioni, con lo scopo di continuare a far sognare tutti quelli che si sentono un po’ persi. Particolarità di questo corto è il fatto che non ci sono dialoghi, e gli attori sono stati bravissimi nel riuscire ad esprimere concetti ed emozioni attraverso i loro gesti. L’attrice Rossella Cammarano ha affermato: “É stata un’esperienza veramente preziosa e sono molto felice di aver preso parte ad un progetto con dei temi così importanti. Il tema era quello della comunità e io lavorandoci mi sono sentita proprio parte di una famiglia, di una comunità”.
Il cortometraggio è stato realizzato in collaborazione con il Salone del Mobile e infatti co-protagonisti dell’opera sono sicuramente gli arredi, che aiutano a creare qualcosa di veramente magico. Vi lasciamo qui sotto il trailer.

“Dovunque sia accesa una luce, ci sarà un’umanità ad incontrare il tuo sguardo”.
Il discorso di Ambra Angiolini
Ospite d’eccezione durante l’evento è stata l’attrice Ambra Angiolini, invitata dalla direttrice del progetto Officine, Cristina Marchetti, a presentare i cortometraggi.
Dunque, per completare questa bellissima carrellata di emozioni, vi vogliamo lasciare con un estratto del discorso letto da Ambra Angiolini sul concetto di Rispetto, filo conduttore di questo evento e di queste opere.
“Io non esisto. Non è una questione di oggi, non sono mai esistito. Se non nelle piccole manifestazioni secondarie della gente comune, che nella quotidianità mi restituisce, a volte, la dignità di un’esistenza fugace e silenziosa. Passo inosservato. Non esisto quando vi dicono che siete stupidi, che è così semplice capire le regole. […] Non esisto tanto quando vi fanno sentire soli, quando vi giudicano. Tutte le volte che vi appiccicano un’etichetta che pesa, come cemento, sulle vostre vite, sui vostri desideri, sulle vostre ambizioni… E così facendo, loro vi tradiscono. Io esisterei nella conoscenza, nell’ascolto, nello sguardo. Esisterei nella solidarietà, che riconosce le differenze e le accoglie. Ma riconosce anche la somiglianza infinita della condizione umana. Mi descrivete come un sentimento che riconosce i diritti, il decoro, la dignità, e la personalità stessa di qualcuno, e che porta ad astenersi da ogni manifestazione che possa offenderli. Ma sapete cosa rischio? Rischio di rimanere solo una bella definizione. […] Trovatemi un posto. Chiamatemi con il mio nome. E pretendetemi. Mi chiamo rispetto e posso davvero cambiare il mondo“.
